David James Poissant | Il paradiso degli animali

Ci sono libri che quando li hai terminati ti senti come dopo aver mangiato un buon cioccolatino giandujotto, in bocca ti resta un sapore dolce che sa di nocciole, ma all’improvviso ti viene sete e tu non vuoi bere per non sciacquare via quel retrogusto cioccolatoso. Ecco quello che è succeso a me dopo aver finito “Il paradiso degli animali” di James Poissant (NN Editore, 302 pagine, 17 euro) il pomeriggio di Natale: mi sono resa conto di aver finito troppo in fretta questa bellissima raccolta di racconti, e pur volendo leggere un altro libro – come sempre – mi dispiaceva lasciarlo andare così e sciacquare il ricordo di questi racconti intensi ed indimenticabili.

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Titolo: Il paradiso degli animali

L’Autore: David James Poissant, americano, ha visto i suoi racconti pubblicati in diverse riviste e nell’antologia Best News America Voices, vincendo numerosi premi letterari. Con Il paradiso degli animali ha vinto il Florida Book Award 2014

Traduzione dall’inglese: Gioia Guerzoni

Editore: NN Editore

Il mio consiglio: assolutamente sì, questa raccolta di racconti è intensa e bellissima

Dan Lawson aveva già fatto quel viaggio. Dopo aver scoperto che suo figlio Jack era gay e averlo lanciato contro la finestra del soggiorno, dopo essere stato abbandonato dalla famiglia, dopo aver ripreso la retta via e lavorato anni per redimersi agli occhi di suo figlio – la lingua del rimorso trasformata in assegni che coprivano i suoi studi – aveva fatto quel viaggio. Jack si era diplomato in biologia marina e aveva trovato lavoro come ricercatore sulla West Coast. Dan aveva noleggiato un furgone e, con l’auto di Jack al traino, erano andati in California. Ora, dieci anni dopo, avrebbe fatto quel viaggio da solo. Quel pomeriggio Jack l’aveva chiamato da La Jolla per dirgli che aveva pochi giorni di vita. C’era qualcuno con lui, ma quello che davvero desiderava era che ci fosse Dan e… poteva andare da lui in fretta? [estratto dal racconto “Il paradiso degli animali”, D. J. Poissant, trad. G. Guerzoni, citazione pagina 253]

Ho deciso di iniziare a parlarvi dei racconti di David James Poissant proprio dal racconto che dà il titolo alla raccolta, ovvero “Il paradiso degli animali“, a mio avviso il più bello di tutti. In questo racconto ritroviamo due personaggi conosciuti già nel racconto “L’Uomo Lucertola” – il primo della raccolta – ma se ne “L’Uomo Lucertola” Dan accompagnava l’amico Cam a casa del vecchio padre dispotico oramai morto, ne “Il paradiso degli animali” è Dan – in veste di padre – a correre sulla West Coast per rivedere Jack – il figlio – vivo ancora una volta.

Dan corre su una macchina scassata, attraversando la Florida, la Louisiana, il Texas, il New Mexico per arrivare in fretta e furia in California, da dove arrivano le telefonate di Jack, che implora il padre di arrivare velocemente. Anche quando le telefonate di Jack si interrompono e subentrano quelle di Marcus, l’amico di Jack, Dan non ha il benché minimo dubbio che riuscirà ad arrivare a La Jolla in tempo per salutare il figlio e chiedere a parole, a voce, la redenzione…

Negli altri quindici racconti che compongono la raccolta, si incontrano personaggi tratteggiati in modo impeccabile anche se vengono descritti in poche pagine; quasi sempre i protagonisti di trovano in bilico tra due o più scelte e la vita chiede loro di agire, anche se non risponderanno in modo sempre ortodosso o giusto, e quasi sempre si incontrano animali, normali come cani Beagle o più strani come alligatori.

C’è Cam, protagonista de “L’uomo lucertola“, che ritorna a casa del padre solo dopo aver avuto la notizia che fosse morto, perché un alligatore quando è in gabbia e ha le mascelle chiuse non può mordere. Ne “Il braccio” ci sono Bring, un trentenne divorziato, che una notte incontra Lily, una diciassettenne senza un braccio perché a detta sua è stata morsa da un ferro di lancia in Brasile. In “100% cotone” c’è un uomo che vuole farsi rapinare a tutti i costi, mentre ne “La fine di Aaron” la dolce e paziente Grace racconta l’odissea di Aaron, un ragazzo che quando interrompe la terapia psicologica è ossessionato dalle api e dalla fine del mondo.

Ne “Il rimborso” il lettore assiste ad una diatriba tra una mamma e un papà e un figlio genio, la madre vorrebbe sfruttare le potenzialità del bambino mentre il padre vorrebbe solo lasciarlo vivere come ogni bambino di sei anni. In “L’ultimo dei grandi mammiferi” ci sono due cugini che covano un segreto e sono incuriositi dai grandi mammiferi sopravvissuti all’ultima glaciazione. L’inquietante “Il lupo” è un racconto brevissimo dove uno strano lupo viene a chiedere il conto ad un umano, mentre nei due episodi de “Geometria della disperazione” due coniugi condividono un dolore molto grande e una serie di ossessioni che potrebbero provocare la rottura della coppia, mentre in “Nudisti” viene raccontato del rapporto conflittuale e strano tra due fratelli, Joshua e Mark.

Acqua scura, cielo blu, il sole che tramontava già e la luce appena sufficiente a schiarire la sabbia. Pochi rimanevano sulla spiaggia, con gli ombrelloni inclinati per bloccare il vento […] Mark era vicino all’acqua. A sinistra la terra si riduceva a un punto. A destra c’era un affioramento roccioso, probabilmente i massi di cui parlava suo fratello. Al di là dei massi, c’erano le gambe giganti del Golden Gate. Contò le macchine. Erano centinaia, tante viaggiavano veloci, ordinate e sicure in singole file. [estratto dal racconto “Nudisti”, D. J. Poissant, trad. G. Guerzoni, citazione pagina 225]

Come aiutare tuo marito a morire” è un racconto intensissimo e incredibile, di cui non dico nulla per non rovinarvi nessuna sorpresa; mentre “Io e James Dean” è il racconto che più mi ha turbata perché mi ha fatto riaffiorare alla mente un episodio drammatico e spiacevole della mia vita. “Il bambino che brilla” è pura fantasia e “Il ragazzo che sparisce” racconta intensamente di un’amicizia che termina in modo anomalo e misterioso. Chiude la raccolta il mio racconto preferito “Il paradiso degli animali“, di cui ho già parlato all’inizio.

Come valutare un libro con dei contenuti così eterogenei tra loro, dove il lettore entra in tante vite, in tante menti, cambiando spazio-tempo dopo poche pagine? Complessivamente direi eccezionale, perché scrivere un racconto credo sia molto più difficile che scrivere un romanzo, giacché in poche pagine deve emergere il succo del discorso, senza perdersi in troppe parole. E David James Poissant ci riesce in modo a dir poco magistrale, dando vita ad un carosello di personaggi e situazioni indimenticabili. Assolutamente da leggere.

Portalo in spiaggia. Portalo perché è bello. Portalo perché puoi farlo. Portalo a metà mattina, avvolto nelle coperte, perché è primavera e fa ancora freddo prima di mezzogiorno. Siediti sulla spiaggia e disegna le vostre iniziali intrecciate sulla sabbia, come due ragazzini innamorati. Gioca a tris e lascialo vincere. Stringilo quando tossisce e non riesce a  smettere. Scricchiolerà come uno scheletro tra le tue braccia. Scava una buca nella sabbia perché possa sputarci dentro. Spargi la sabbia sulla bile giallastra. Rimanete seduti come turisti a guardare l’acqua e a chiedervi perché non lo avete mai fatto prima. Abitate a venti chilometri dalla spiaggia e in vent’anni non ci siete mai venuti insieme, nemmeno una volta. Pensaci, ma senza soffermarti troppo. [estratto dal racconto “Come aiutare tuo marito a morire”, D. J. Poissant, trad. G. Guerzoni, citazione pagina 185]

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