Diario di viaggio Creta #6 | Il paradiso a Elafonisi e il misticismo della costa sud-ovest

Eccomi qui a raccontarvi la penultima puntata del nostro viaggio sull’isola di Creta, in Grecia. Forse ho incosciamente aspettato così tanto a parlarvi del giorno più bello perché così ho avuto la scusa per riguardare le foto di quei luoghi splendidi… quindi, inizio il racconto della giornata trascorsa nella costa sud-ovest di Creta, tra spiagge quasi tropicali e luoghi dal fascino mistico!

Elafonisi e Kedrodasos, due spiagge dai colori caraibici

Il sabato mattina ci svegliamo di buon ora, perché ci sono da percorrere in macchina circa ottanta chilometri, per raggiungere la spiaggia di Elafonisi da dove alloggiamo noi a Galatas, nella periferia ovest di Chania. Per arrivare a Elafonisi partendo da Galatas ci sono due soluzioni: la prima è seguire tutta la litoranea sino a Trachilos, e poi scendere verso sud costeggiando Falasarna verso Kambos, mentre la seconda è quella di giungere poco prima di Kissamos e attraversare le montagne del sud-ovest di Creta, viaggiando attraverso piccoli paesini incastrati tra i monti e le gole scavate dal torrente Tiflos. Secondo voi qualche scegliamo?

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On the road verso Elafonisi… (foto: Claudia)

Ovviamente la strada attraverso le montagne! Da Galatas si arriva poco prima di Kissamos, svoltando a Drapanias e seguendo per Topolia; quindi giunti al bivio a Mili si segue per Elos e giunti a Vathi si tiene la sinistra e si segue per Moni Chrisoskalitissa (il Monastero dello Scalino d’Oro). Quando dalle montagne vedo spuntare uno spicchio di Mar Libico tiro un sospiro di sollievo, perché siamo praticamente arrivati. Vi consiglio di dotarvi di cartina, so che sembra un po’ antiquato come strumento, ma fidatevi che tra le montagne di Topolia ed Elos il navigatore prende poco: meglio non rischiare!

Scorgo il Monastero dello Scalino d’Oro sulla destra, tappa del pomeriggio, e proseguiamo ancora verso sud per circa cinque chilometri, la strada è una sola e non si può sbagliare. L’ultimo chilometro è sterrato, poi si arriva in un grande parcheggio (ovviamente gratuito). Siete arrivati, benvenuti nell’area protetta dell’isola di Lafonisi e della spiaggia di Elafonisi!

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Benvenuti a Elafonisi! (foto: Claudia)

La prima cosa che noto appena scendo dalla macchina è il fortissimo vento: in effetti, il proprietario dell’alloggio dove residiamo ci ha detto che quasi sicuramente avremmo trovato vento. Qui siamo dove il Mar di Creta incontra il Mar Libico, proprio nell’angolino sud-ovest dell’isola, probabilmente trovare una giornata non ventosa è una vera rarità, ma il vento non toglie la bellezza di questo luogo incantevole.

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Acque cristalline, montagne, sabbia finissima… cosa volere di più? (foto: Claudia)

La spiaggia di Elafonisi è molto vasta, credo sia impossibile riempirla tutta anche in agosto, in ogni caso a metà settembre è perfetta e l’acqua davvero caldissima. Come sempre, c’è una porzione attrezzata e un’ampia porzione libera. Noi decidiamo di non fermarci alla prima spiaggia, ma di raggiungere a piedi l’isolotto di Lafonisi, incluso nella Rete Natura 2000 e completamente privo di settori attrezzati. Per arrivare all’isolotto bisogna attraversare uno stretto braccio di mare che al mattino è sostanzialmente emerso, mentre al pomeriggio quando la marea sale arriva l’acqua più o meno sino al ginocchio.

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Attraversando il braccio di mare verso l’isolotto di Lafonisi (foto: Claudia)

Arrivati all’isolotto di Lafonisi non c’è che l’imbarazzo della scelta per sistemarsi e godersi il sole e l’acqua cristallina. La spiaggia è rosa corallo e bianca, l’acqua trasparente e limpidissima; qua è là emergono gli scogli nerissimi, e nel retro spiaggia vi è una delicata vegetazione che comprende anche i bianchi e bellissimi gigli di mare.

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Una piccola caletta sull’isolotto di Lafonisi (foto: Claudia)

Il tutto circondato dalle splendide montagne che abbiamo appena attraversato… cosa volere di più?

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Ecco dove ho fatto il bagno… che meraviglia (foto: Claudia)

Dopo una bella serie di bagni e un pranzo al sacco in spiaggia, decidiamo di provare a percorrere il sentiero E4 in direzione Kedrodasos. Sfortunatamente, mi immaginavo un sentiero più agevole (tipo i nostri italiani, per capirci) invece è piuttosto avventuroso.

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Il sentiero E4 in direzione Paleochora (foto: Claudia)

Il sentiero va percorso con almeno le scarpe da ginnastica (meglio se gli scarponcini) e i pantaloni lunghi (le rocce sono alquanto taglienti). Ci sono diversi sali scendi anche un po’ impegnativi, per i bambini è bene prestare molta attenzione. Noi non essendo dignitosamente equipaggiati, ci siamo fermati alle prime baie di Kedrodasos, che in ogni caso erano davvero incantevoli…

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L’acqua di cristallo a Kedrodasos (foto: Claudia)

Sulla via del ritorno verso il parcheggio, abbiamo visto anche un simpatico serpentello, quindi sì ci sono i serpenti anche a Creta, guardate sempre dove mettere mani e piedi e non fate come me che vado a caso…

Moni Chrisoskalitissa, ovvero il Monastero dello Scalino d’Oro

Il Monastero dello Scalino d’Oro è un piccolo e solitario monastero arroccato in cima ad un’altura dalla quale si scorge un panorama mozzafiato. Mentre nel pomeriggio torniamo verso nord, ci fermiamo per una sosta e decidiamo di visitarlo. L’ingresso prevede un’offerta di 2 euro (1 euro per gli studenti).

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I puri di cuore salendo questa scala vedranno lo scalino d’oro (foto: Claudia)

Il Monastero nel corso della sua storia movimentata fu spesso abbandonato a sé stesso, e tanto i turchi quanto i tedeschi distrussero molti dei suoi edifici, lasciando per fortuna intatto il corpo principale della chiesa. All’ingresso si viene accolti da un piccolo e curato giardino, e dovunque il vostro sguardo si poserà vedrà il bianco e il blu, i colori della Grecia.

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Il Monastero dello Scalino d’Oro (foto: Claudia)

Si dice che solo i veri puri di cuore riescano a vedere lo scalino d’oro mentre si sale la scalinata verso la porzione rilevata dove sorge la chiesa. Io purtroppo non l’ho visto… (una scusa per tornarci?). Oltre al corpo principale dove sorge la chiesa, c’è anche un delizioso piccolo museo con alcuni arredi del primo Novecento, piatti, tazze e posate, e un piccolissimo vano – con un’antica bandiera greca – il locale dove i monaci tenevano di nascosto le lezioni a bimbi greci durante la cruenta dominazione turca.

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Mmm, no, nemmeno dall’alto riesco a vedere il gradino d’oro (foto: Claudia)

Terminata la visita al Monastero, decidiamo di riprendere la strada verso nord e fermarci a Topolia per visitare le Grotte di Santa Sofia (Agia Sofia Caves).

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Uno dei bellissimi gattini del monastero (foto: Claudia)

Le Grotte di Santa Sofia

Raggiungere le Grotte di Santa Sofia è piuttosto semplice: le indicazioni e il parcheggio si trovano lungo la strada che collega Elos a Topolia. Questa è stata una sosta nata per caso, dato che avevo sentito parlare delle Grotte di Santa Sofia ma non avevo ben capito dove fossero. Il fatto è che, partendo un po’ sprovveduti, non abbiamo potuto visitarle appieno, dato che ci mancava l’oggetto assolutamente necessario per visitarle… una pila!

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L’ingresso alle Grotte di Santa Sofia (foto: Claudia)

La giovane e gentilissima ragazza all’ingresso ci spiega che la visita alle grotte è possibile in totale autonomia ma sarebbe meglio avere con sé una piccola luce e delle scarpe antiscivolo. Non avendo una pila, noi abbiamo provato a percorrere un tratto delle grotte ma era davvero molto buio (non sono illuminate) per questo a malincuore abbiamo rinunciato. Ed è stato un vero peccato, dato che le grotte conservano reperti del neolitico e nelle porzioni più interne avremmo potuto vedere delle stalattiti alte più di sei metri.

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Una piccola chiesa all’interno della grotta (foto: Claudia)

Abbiamo però visitato le porzioni più illuminate, scoprendo dei piccoli angoli molto suggestivi e icone ortodosse antichissime. Le Grotte di Santa Sofia sono un luogo sacro e a ricordarlo sventola la bandiera della chiesa ortodossa assieme alla bandiera greca.

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Antiche icone ortodosse (foto: Claudia)

L’aria umida e fresca che si respira ha qualcosa di mistico: la spiritualità è molto forte, anche grazie alla luce fievole delle candele dorate e dalla presenza di icone anche molto antiche. Insomma un luogo da non perdere, ma con le dovute accortezze: pila e scarponcini antiscivolo!

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La Vergine e il Bambino (foto: Claudia)

Così, dopo gli ultimi chilometri di viaggio ritorniamo a Galatas in tempo per vedere un altro tramonto sul mar di Creta. La giornata in cui ho visto la spiaggia di Elafonisi, il Monastero dello Scalino d’Oro e le Grotte di Santa Sofia è stata senza dubbio la più bella ed emozionante, anche se sarà il tramonto al porto della città di Chania a farmi davvero capire quanto io ho amato il viaggio in Grecia… ma questo ve lo racconterò prossimamente!

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6 pensieri su “Diario di viaggio Creta #6 | Il paradiso a Elafonisi e il misticismo della costa sud-ovest

    • Ciao! Grazie per essere passata sul mio blog 🙂 Creta è stupenda, ti conquisterà di certo!
      Non ho letto Lo scalino d’oro, ma ho visto il monastero 🙂 Me lo segno!
      Buon viaggio! Leggerò il tuo resoconto di viaggio!

      Liked by 1 persona

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