Jonas Jonasson | Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Con i libri si può davvero viaggiare: questa affermazione può sembrare il solito cliché, ma non è assolutamente così, soprattutto quando si leggono libri come “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson (Bompiani, 446 pagine, 17,90 euro). Quando ho scartatato in fretta e furia quel pacchettino a forma di parallepipedo (“è un libro?” “ma va?!“) sono rimasta immediatamente affascinata dal nonno in copertina con il pigiamino rosa e il candelotto di dinamite nel taschino destro; sono rimasta talmente affascinata che l’ho iniziato subito e sono partita in giro per il mondo con il signor Allan Karlsson.

allan

Titolo: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

L’Autore: Jonas Jonasson è nato nel sud della Svezia nel 1961, è giornalista e consulente media. Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è stato il suo esordio letterario, ha venduto 6 milioni di copie nel mondo ed è diventato anche un film

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Editore: Bompiani

Il consiglio di Federica (che me l’ha regalato e che ricalca il mio): con il signor Karlsson non solo potrete visitare tanti paesi, ma lo farete in ottima compagnia!

Di certo Allan Karlsson avrebbe potuto pensarci prima e, magari, comunicare agli interessati la sua decisione. In effetti non aveva mai riflettuto troppo sulle cose. Ecco perché quell’idea non ebbe neanche tempo di fissarsi nella sua testa che già aveva aperto la finestra della stanza al pianterreno della casa di riposo di Malmkoping, nel Sormland, per poi sgusciare fuori e atterrare nell’aiuola sottostante. La manovra richiedeva un certo fegato, dal momento che Anna compiva cent’anni proprio quel giorno. Solo un’ora dopo nella sala comune della casa di riposo avrebbero avuto inizio i festeggiamenti. Sarebbe stato presente persino il segretario comunale. E l’inviata del giornale locale. E tutti gli ospiti dell’ospizio. E tutto il personale, capitanato dalla ringhiosa e arcigna infermiera Alice. Soltanto il festeggiato non aveva la benché minima intenzione di partecipare [Jonas Jonasson, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, trad. M. Podestà Heir, citazione pagina 7]

Giunto il giorno del suo centesimo compleanno, Allan Karlsson decide che l’ospizio di Malmkoping non sarà la sua tomba e fugge saltando dalla finestra. Allan lentamente raggiunge la stazione degli autobus e incontra un giovanotto dall’aria un po’ losca con una giubba che porta la minacciosa scritta “Never Again“. Il giovanotto ha urgenza di andare alla toilette e Allan si presta a dare un’occhiata alla grande valigia del ragazzo; ma sopraggiunge l’autobus che Allan vuole prendere e il centenario di trova di fronte ad un dilemma: abbandonare la valigia nella sala d’attesa oppure portarla con sé sull’autobus?

Allan Karlsson sceglie di portare con sé la pesante valigia sul bus e chiede al conducente fin dove può arrivare con cinquanta corone. Arrivato alla fine della sua corsa, Allan scende e si incammina per un sentiero, sempre trascinandosi la pesante valigia. In un casotto di una vecchia stazione abbandonata incontra Julius, e da questo momento la sua vita non sarà più la stessa, perché quando i due vegliardi aprono la valigia e ne svelano il contenuto capiscono che si stanno per cacciare in un bel guaio… Anzi, si sono già cacciati, perché il losco giovanotto della “Never Again” è già sulle loro tracce…

L’avventura di Allan Karlsson inizia quando il vecchietto posa i piedi tra le aiuole del giardino della casa di riposo e fugge, e prosegue in modo del tutto imprevedibile, dove i colpi di scena si susseguono l’uno dietro l’altro, inframezzati dalla storia della vita di Allan, perché sì un centenario che salta dalla finestra non è il classico vecchietto posato che potrebbe sembrare a prima vista. Allan Karlsson ha vissuto una vita straordinaria, ha conosciuto personaggi famosi, presidenti di varie repubbliche, re, dittatori, spie comuniste; ha imparato a parlare inglese, spagnolo, russo, cinese, e molte altre lingue, insomma la sua esistenza… esplosiva non ha avuto nulla di ordinario.

Il romanzo di Jonass Jonasson mi è piaciuto davvero tantissimo, perché io sono un’appassionata di Storia e seguire le vicende di Allan attraverso il Novecento mi ha divertita e affascinata. E’ un romanzo che quindi contiene molta Storia, presuppone buone basi per essere letto, anche se i lettori curiosi come me saranno felici di non conoscere tutto e di andarsi a leggere qualche curiosità, che so, sulla Corea del Nord.

Ringrazio quindi tantissimo Federica che regalandomi questo libro mi ha davvero fatta viaggiare in giro per il mondo e vi invito a leggere la sua recensione.

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