Tommaso Pincio | Panorama

Questa volta vi sto consigliando non un semplice romanzo, bensì una piccola chicca letteraria. “Panorama” di Tommaso Pincio (NN Editore, 199 pagine, 13 euro) racchiude una storia molto bella, scorrevole, divertente e ricca di spunti per la riflessione. Insomma, è degno di non mancare sullo scaffale di chi ama i libri e i romanzi che parlano di libri.

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Titolo: Panorama

L’Autore: Tommaso Pincio, scrittore e artista, vive e lavora a Roma. Oltre a Panorama, ha pubblicato altri romanzi editi da diverse case editrici italiane. Collabora con quotidiani e riviste, tra cui Tuttolibri, La Stampa, Rolling Stone, il Manifesto e Repubblica

Editore: NN Editore

Il mio consiglio: Panorama è un romanzo per chi ama i libri e ama leggere, per chi ama vagare e perdersi per Roma, chi è un po’ pettegolo e vorrebbe leggere i messaggi altrui, e soprattutto per chi è curioso di spiare tra i segreti del lettore per eccellenza Ottavio Tondi

Portava sempre un libro con sé quando usciva di casa. Non importa dove andasse e perché, senza un libro gli era impossibile uscire. Non erano poche le volte in cui il libro restava nella tasca. Per lui era importante sapere che c’era, che in caso di un tempo morto, di una fila alla posta, in banca, al supermercato, o di una voglia improvvisa (voglia che poteva coglierlo anche mentre camminava), avesse qualcosa da leggere. Spesso si presentava in ritardo a un appuntamento proprio perché si era trattenuto in casa più del dovuto per decidere quali libro portare [Panorama, Tommaso Pincio, citazione pagine 83-84]

Oggi Ottavio Tondi è un uomo sui cinquant’anni, scapolo, che si confonde per le vie di Roma. Un tempo, il ventiseienne Tondi, studente fuori corso di Economia e commercio, vagava ogni giorno alla Feltrinelli tanto da diventarne la mascotte: scovato dall’editore che prima lo aveva creduto un commeso dello store, viene trasformato dall’essere un lettore ad essere il lettore, colui che leggendo centinaia di manoscritti inediti  segnala quello che vale la pena di pubblicare.

Sapere che in ognuno di quei romanzi perlopiù pedestri e indegni di pubblicazione erano riposti i sogni di un aspirante scrittore lo faceva sentire un dio o qualcosa di molto simile a un dio. C’è infatti qualcosa di più divino del poter decidere dei sogni altrui? [Panorama, Tommaso Pincio, citazione pagine 64-65]

Come il manoscritto La Vergine, di Gloria Stupenda, un caso editoriale senza precedenti, uscito in sordina ma che grazie al passaparola dei lettori ha fatto il botto, anche se chi ci sia dietro la Stupenda nessuno lo sa. C’è forse quel puntiglioso narratore onniscente e invadente che racconta la storia di Ottavio Tondi, colui che si è permesso di violare il profilo di Tondi sul social network Panorama e ha avuto l’ardire di leggere le conversazioni private con Ligeia Tissot?

L’editore, stufo per le voci a proposito della fantomatica Gloria Stupenda, non può far altro che dare il lettore Tondi in pasto alla stampa per distogliere le attenzioni sull’autrice senza volto.

Beh, un personaggio ci sarebbe, in effetti. Fu in quel momento che arrivò il colpo di genio. Non ho Gloria Stupenda, ma posso darvi qualcosa di meglio, disse al giornale. Di meglio? E cosa ci sarebbe di meglio dello scrittore del secolo? Il lettore. [Panorama, Tommaso Pincio, citazione pagine 45-46]

Ottavio Tondi diventa il lettore osannato dal pubblico tanto che escono romanzi con la seducente fascetta “Letto da Ottavio Tondi” e la gente impazzisce per acquistare proprio quei libri. Il pubblico arriva addirittura a pagare per vedere Tondi leggere su un divano. Ma poi, dopo l’incidente a Ponte Sisto, tutto cambia: Tondi ne esce confuso, inizia a vagare per il Grande Raccordo Anulare, mentre prende la decisione che gli cambierà la vita: si iscrive allo spietato social network Panorama. Da allora niente sarà più come prima.

Non c’erano più editori, non c’erano più librerie né una letteratura degna di tal nome, nessuno leggeva più. Tutto vero. Ma il fatto che nessuno leggesse più non significava che nessuno scrivesse. Le persone scrivevano come e più di prima. Solo che erano condannate a tenere i loro inutili romanzi nei cassetti, e proprio qui entrava in scena lui, Ottavio Tondi, il grande Ottavio Tondi. Tra quegli scrittori che non potevano aspirare più a nulla ce n’erano sicuramente molti, se non moltissimi, disposti a pagare per di avere qualcuno che li leggesse, qualcuno che gli desse un parere [Panorama, Tommaso Pincio, citazione pagina 144]

“Panorama” è un concentrato di ironia e divertimento alternato a momenti un po’ più seri, ma mai troppo. In questo breve romanzo c’è davvero molto su cui riflettere e tra le righe si legge anche qualche frecciatina molto simpatica. “Panorama” parla del grande potere – non sempre positivo – dei social network; Ottavio Tondi, prima di essere irretito dall’internet, inizialmente è orripilato da questa tecnologia che permea le nostre vite, l’abbruttimento di chi non vede altro che il proprio smartphone anche mentre è con gli amici. Con una buona dose di ironia, Tommaso Pincio porta all’estremo una società dove non si legge più ma si scrive tantissimo, un po’ come la nostra dove leggono in pochi ma scrivono tutti, tanto che molte case editrici hanno ultimamente deciso di non accettare più nuovi manoscritti.

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Una veduta notturna di Roma, le luci dei ponti si specchiano sul Tevere (foto: Claudia)

C’è poi il cammeo con il caso editoriale senza precedenti La Vergine, di Gloria Stupenda un’autrice di cui nessuno sa nulla, nel quale io ho visto un velato (neanche troppo) riferimento ai libri di Ferrante. E infine c’è il mito di Ottavio Tondi il lettore che dall’oggi al domani diventa famoso, viene osannato dal pubblico ma che come ogni mito è fragile e viene distrutto dall’incidente di Ponte Sisto.

Insomma, ho apprezzato davvero tantissimo questo romanzo e mi sento di consigliarlo davvero di cuore a chi ama leggere, a chi ama i libri in generale, a chi come Ottavio Tondi non esce di casa senza un libro, anche se non ha nessuna prospettiva di leggerlo. Mi sono cibata delle conversazioni tra Tondi e Ligeia Tissot e di tutti gli eventi dall’ascesa alla caduta che mi sono stati dati in pasto dal narratore onniscente, e forse il buon Ottavio Tondi avrebbe gradito questa mia “voglia di sbirciare e origliare nelle vite altrui“.

Quando Ligeia ribatté che non si può ridurre la letteratura ad un volgare pettegolezzo, Tondi le diede ragione. Non si deve ridurre, le scrisse. Non si deve perché non ce n’è bisogno, perché la letteratura questo è, un pettegolezzo […] aprire un romanzo non è forse come frugare in un cassetto che non ci appartiene? […] la letteratura esiste principalmente per una ragione, per soddisfare l’insopprimibile voglia di sbirciare e origliare nelle vite altrui. [Panorama, Tommaso Pincio, citazione pagine 33-34]

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