Antonella Cilento | La Madonna dei mandarini

La Madonna dei mandarini” di Antonella Cilento (NNEditore, 140 pagine, 13 euro) uscirà in tutte le librerie il 10 settembre, ma io ho avuto la fortuna di poter leggere in anteprima questo fantastico gioiellino letterario. E’ in rete, su vari blog letterari, che ho sentito parlare per la prima volta di NNEditore, un editore nuovo che si è affacciato solo all’inizio del 2015 nel panorama letterario italiano; NNEditore pubblica letteratura italiana e straniera, e spulciando il suo catalogo devo dire che mi è sembrata letteratura molto interessante. Ma ora, è tempo di partire per Napoli, prendete una sciarpa perché è quasi Natale e un poco fa freddo.

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Titolo: La Madonna dei mandarini

L’Autrice: Antonella Cilento scrive e insegna scrittura creativa per Lalineascritta (www.lalineascritta.it), di cui è ideatrice e fondatrice da più di vent’anni, collabora con Il Mattino, L’Indice dei Libri e Grazia. Ha scritto testi per il teatro e ha pubblicato altri libri e romanzi pubblicati da diversi editori italiani

Editore: NNEditore

Il mio consiglio: questo è un libro per chi ama il sole del Sud, per quelli chi amano i libri che strappano un sorriso, per chi mangia sempre i mandarini la Vigilia di Natale e per chi ama ancora ascoltare i dialetti italiani

E poi, come se niente fosse, tira sul tavolo una busta piena di mandarini e inizia a sbucciarne uno. “‘O ssaie ‘o fatto d’ ‘a Maronna de’ manderine?”. Sono venticinque anni che gli recita la stessa poesia tutti i Natali, da quand’era bambino. È la storia di un angioletto che ha fatto peccato e che viene messo in prigione da Dio. San Pietro intercede per lui ma niente da fare, bisogna espiare la colpa, non ci sono eccezioni, anche se è un angelo bambino. Allora, quando è notte e nessuno sente, la Madonna va dall’angioletto e gli porta, per consolazione, i mandarini. “Ches’è ‘a vita” dice la nonna succhiando il mandarino che ha sbucciato “è ‘na galera. Facimme ‘e sbaglie, ce mettono int’o gabbio e po’, siccome simme creature ‘e Dio, ‘a Maronna, pe’ gentilezza ‘nce porta zitto zitto ‘e mandarine…” [La Madonna dei mandarini, Antonella Cilento, citazione pagina 74-75]

Statine, al secolo Giovanni, è uno studente di medicina di venticinque anni che vive con la nonna malata. Per arrodondare la pensione della nonna, Statine lavora all’Associazione cattolica al Vomero, in un quartiere di Napoli. L’Associazione si cura di aiutare ragazze madri, uomini e donne in difficoltà economica, ragazzi e adulti disabili, accogliendo da chi è affetto alla Sindrome di Down a chi è autistico, o gravemente menomato e costretto su una sedia a rotelle come il povero Vittorio.

Dirige l’Associazione cattolica Simone Mennella, un raccomandato che non ha neanche terminato gli studi, benché l’Avvocato dell’Associazione Mimì Staibano cerchi di insegnargli qualcosa e gli suggerisca quanche libro da leggere. Tutta la baracca viene economicamente mandata avanti con fatica, ma sotto l’egida supervisione di Don Cuccurullo, un parroco rionale che preferisce mettersi in mostra sfoggiando uno dei suoi rolex anziché dare ascolto alle pecorelle smarrite. Tra i volontari, oltre Filippo l’amico di Statine, c’è anche Camilla, una quarantenne zitella che è quasi sicura di amare l’Avvocato – il quale però ama Simone – ed è amata segretamente da Statine.

Sullo sfondo della vicenda, c’è una Napoli spumeggiante che si sta preparando ad un grandioso Natale. Ma un evento improvviso e violento ai danni del direttore Mennarella darà origine ad un effetto domino che interesserà tutti i personaggi, in particolare Statine che prenderà una decisione importante e, pur senza indossare la calzamaglia, assumerà un ruolo molto simile a quello di Robin Hood.

Settembre, si torna al lavoro. Stella Proto sta ripulendo i funghi cartaginesi che le sono cresciuti nel frigorifero: si è portata anche in vacanza il manoscritto di don Vincenzo Cuccurullo. Non ne può più. Insieme al libro sulla carità ha dovuto editare, suo malgrato, la trilogia erotica di un tale, le cui parti erano così intitolate: Sono qui, Fammi entrare, e infine Fottiti, un penoso fallimento dell’eroe dopo vana attesa. Ha ripetutamente annotato a matita, a margine: “Ma chi se ll’accatta?”. Poi ha cancellato. [La Madonna dei mandarini, Antonella Cilento, citazione pagina 133]

L’ultimo romanzo di Antonella Cilento è un libro che fa sorridere e anche riflettere, parla di persone che per un motivo od un altro sono disagiate, disilluse, sconfortate, ma che non smettono mai di ironizzare sulla propria condizione. L’Associazione cattolica del Vomero è la vera protagonista, ma in qualsiasi altra Associazione di questo tipo potrebbero esserci le stesse problematiche, soprattutto in questo tempo di crisi non solo economica ma anche di valori culturali e sociali.

La Madonna dei mandarini” è un libro che consiglio a chi ama il sole del Sud, a chi ama i libri che strappano un sorriso, a chi mangia sempre i mandarini la Vigilia di Natale e a chi, come me, ama ancora ascoltare i dialetti italiani.

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2 pensieri su “Antonella Cilento | La Madonna dei mandarini

  1. Pingback: NNEDITORE | Rassegna Stampa online di Antonella Cilento

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