William Faulkner | Mentre morivo

Era da molto tempo che volevo accostarmi alla lettura dei romanzi di William Faulkner, ma per una priorità o un’altra, non ero ancora riuscita a concludere la lettura. “Mentre morivo” (Adelphi edizioni, 231 pagine, 10 euro) non è un libro facile, non è un libro da spiaggia o da gita in montagna, non è un libro di semplice comprensione. E’ un romanzo corposo, benché sia breve, ricco di riferimenti biblici o all’Odissea di Omero (a partire dal titolo) ed è un libro che andrebbe letto solo se si ha voglia di lasciarsi trasportare da una scrittura assai complessa ma molto affascinante.

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Titolo: Mentre morivo

L’Autore: William Faulkner (1897 – 1962) è stato uno scrittore americano a cui nel 1932 è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura. E’ comunemente definito uno dei grandi scrittori americani del Novecento. Altre sue opere, romanzi e racconti, sono pubblicati in italiano da Adelphi.

Traduzione: Mario Materassi

Editore: Adelphi

Il mio consiglio: se avete voglia di lasciarvi trasportare da una scrittura complessa ma affascinante

E’ vissuta povera donna solitaria, sola col suo orgoglio, cercando di far credere diverso alla gente, nascondendo il fatto che la sopportavano e nulla più, perché non era ancora fredda nella bara che la caricavano sul carro per andarla a seppellire a quaranta miglia di distanza, facendosi beffe del volere di Dio. Rifiutandosi di lasciarla giacere in pace nella stessa terra con quei Bundren. [Mentre morivo, William Faulkner, citazione pagina 27]

Addie Bundren sta per morire e mentre giace sul letto di morte accudita dalla figlia Dewey Dell, il figlio maggiore Cash, falegname di professione, le sta preparando la bara. Gli altri figli adulti, Darl e Jewel vogliono andare a concludere un affare in un paese vicino, si possono guadagnare tre dollari, e il padre Anse dà loro il permesso benché la madre stia morendo. Vardaman, invece, è il bambino più piccolo che vive forse senza capire tutti i drammatici avvenimenti che lo circondano.

Addie Bundren, la moglie di Anse, muore e Cash si affretta a terminare il lavoro: pialla accuratamente le assi che comporranno la bara materna. Addie Bundren non ha avuto una vita felice e l’unico desiderio che vorrebbe vedersi realizzare, è quello di essere portata a Jefferson, nel suo paese natale, a 40 miglia dal luogo dove ha vissuto. Così, la famiglia Bundren al completo, carica la bara di legno grezzo e povero su un carretto sgangerato e parte per Jefferson.

Il viaggio della bara di Addie Bundren sarà costellato di peripezie, molto simili ad un’Odissea. Se quel luglio era iniziato caldo e soffocante, improvvisamente iniziano le piogge e un’alluvione distrugge uno dei ponti sul fiume, uno dei ponti dove dovrebbero passare i Bundren col carretto e il suo macabro contenuto.

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Home by dark (Eudora Welty photo)

Quel viaggio, che occupa buona parte del libro, è un viaggio per espiare colpe e per riflettere su alcuni episodi della vita di Addie, alla quale viene affidato un unico capitolo in tutto il romanzo, ma quel capitolo per me è stato il più bello e significativo.

E’ una terra dura, per un uomo; dura. Otto miglia del sudore del suo corpo, e l’acqua che lo spazza via dalla terra del Signore, dove il Signore stesso gli aveva detto di metterlo. Non c’è un posto in questo mondo peccaminoso dove un uomo onesto e lavoratore riesca a guadagnare un po’. Ci vuole quelli che hanno i negozi in paese, che non sudano, che vivono alle spalle di quelli che sudano. Non quello che lavora, il contadino. Certe volte mi domando perché andiamo avanti. E’ perché lassù c’è una ricompensa, per noi, dove quelli non possono portarsi automobili e roba del genere. Tutti gli uomini saranno uguali, lassù, e il Signore toglierà a chi ha e darà a chi non ha. [Mentre morivo, William Faulkner, citazione pagina 99]

Mentre morivo” è un libro senza dubbio complesso da leggere, i riferimenti biblici e agli episodi dell’Odissea sono parecchi e spesso durante la lettura mi sono sentita spaesata. La scrittura di Faulkner è intensa e affascinante, ho sottolineato molte frasi, che certamente custodirò. Spesso, però, non riuscivo a cogliere tutte le sfumature e a volte mi sono ritrovata a dover rileggere diversi capitoli per cercare di venirne a capo.

La storia, che apparentemente ha una trama semplice, è descritta in modo particolarmente difficile: non esiste solo un narratore, ma in ogni capitolo il narratore cambia, anche se spesso si ripete dopo un paio di pagine. Questo espediente, però, ci dà la possibilità di conoscere il punto di vista – seppur in poche righe – di ogni personaggio.

Il mio primo incontro con un romanzo di Faulkner credo sia andato bene, mi ha lasciato un’impressione positiva nonostante i miei limiti nel comprendere perfettamente tutto il romanzo. Poiché io sono di parte e amo molto la scrittura e gli scrittori americani, certamente leggerò altri romanzi e racconti di William Faulkner: ne avete qualcuno da suggerirmi?

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