Pedro Lemebel | Baciami ancora, forestiero

Alcuni libri sprigionano quell’aura particolare che mi attira irrimediabilmente: “Baciami ancora, forestiero” di Pedro Lemebel (Marcos y Marcos, 149 pagine, 13,50 euro) è uno di questi. Di letteratura cilena sinora ho letto poco, sicuramente meno di quanto il Paese sottile offra; ho letto Isabel Allende e Antonio Skarmeta, mentre ho scoperto quasi per caso Pedro Lemebel. Attirata dalle trame, dagli argomenti e confortata dai consigli di lettura di chi lo aveva già letto, ho comprato gli unici due libri di Lemebel attualmente tradotti in italiano (è in preparazione la traduzione di Hablame de amores, che comprerò al volo appena sarà pronto). Oggi vi parlo di “Baciami ancora, forestiero” e presto vi parlerò anche di “Ho paura torero“.

Titolo: Baciami ancora, forestiero

L’Autore: Pedro Lemebel è nato a Santiago negli anni Cinquanta, povero e maricon. Dopo aver fondato un collettivo artistico con Francisco Casas, inizia a realizare spettacoli e performance artistiche. Rivendica il diritto alla vita, alla memoria e alla libertà sessuale. In italiano è apparso anche il suo primo romanzo, “Ho paura torero“, il libro più venduto in Cile nel 2001. Pedro Lemebel è morto nel gennaio del 2015 dopo una lunga malattia

Traduzione: vari

Editore: Marcos y Marcos

Il mio consiglio: la scrittura di Lemebel è originale, innovativa e toccante. Io ne sono rimasta conquistata.

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Può darsi che io sia l’unico a far tesoro di momenti tendando di cogliere la precisione azzurrastra che divide i mondi. Me lo chiedo, e continuo a scrivere senza dare importanza trascendentale a questo spazio, a questo spazio personale che privilegia la sensazione della pagina in bianco. E in questa vertigine ti scrivo, in questa vertigine immagino i tuoi occhi che mi seguono nella scrittura. E, magari, questo momento, in cui lettura e lettera, occhio e cuore, voce e silenzio, acqua e aria, ritrovano l’orizzonte vago di quel pomeriggio portuale, di fronte al grande anfiteatro di Valparaiso, dove feci un sogno da trapezista ubriaco, senza rete… perché tu eri il mare [Baciami ancora, forestiero, Pedro Lemebel, citazione pagina 43]

In “Baciami ancora, forestiero” vengono raccolti in un unico volume racconti e articoli firmati da Lemebel nel corso del tempo, apparsi su vari quotidiani e riviste cilene. Negli scritti qui raccolti ritroviamo la freschezza e la leggerezza della sua scrittura e troviamo anche le fate, queste figure molto particolari che ritroveremo molto ben descritta nella protagonista del romanzo “Ho paura torero“, la Fata dell’angolo. Pedro Lemebel è stato definito come un’icona del PopCamp, ovvero un artista visivo, performante, che fu anche giornalista e scrittore, che fece del frocismo la chiave di lettura della realtà.

La raccolta inizia con una serie di tre brevi racconti sono belli e incisivi; seguono quattro lettere che compongono il capitolo “Baciami ancora, forestiero“, e sono davvero magnifiche: la potenza della scrittura barocca evoca mondi lontani, fatti di sogni e nuvole, è stato un vero piacere leggerle, e sicuramente sono da rileggere. Ne “Il mio cuore all’angolo della strada” ritroviamo alcuni episodi occorsi a Pedro Lemebel, del quale lui ha da dire la sua; infine, in “Di viaggio in viaggio e di volta in volta” vi sono alcuni articoli caustici sulla sua visione del mondo e delle cose. Terminano i tre racconti in cui Pedro descrive l’arrivo a Cuba e le aspettative verso Fidel Castro.

Questi scritti possono essere molto utili e interessanti per iniziare ad accostarsi alla scrittura dell’artista cileno prematuramente scomparso dopo una lunga malattia nel gennaio del 2015. Io ho scelto di leggere prima “Baciami ancora, forestiero” anziché iniziare prima il romanzo “Ho paura torero” perché volevo immergermi in un Pedro Lemebel a tutto tondo, volevo sperimentare Lemebel come scrittore di racconti e articolista, prima di passare ad un genere più complesso, il romanzo appunto.

Figura amata dalla sinistra e dall’opposizione durante la dittatura di Augusto Pinochet, Lemebel è stato da sempre un estroso artista che non si è mai lasciato mettere i piedi in testa da nessuno. Nonostante le sue umili origini, è riuscito ad ottenere un posto di riguardo nel mondo dello spettacolo ed è stato amato da generazioni di lettori e spettatori.

Quelle che egli stesso definisce “cronache piumate“, sono perle di bellezza ma anche saette contro le dittature, i regimi e tutti i poteri che prevedono l’omologazione delle masse. Parole brillanti e usate con precisione quasi chirurgica che sono piume e perle in un costante fluire.

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5 pensieri su “Pedro Lemebel | Baciami ancora, forestiero

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