Jaan Kross | La congiura

Tra le case editrici italiane, quella che preferisco è senza dubbio Iperborea perché da quanto ho iniziato a leggere i romanzi che pubblica ho avuto modo di conscere e approfondire un mondo che conoscevo poco o per nulla. Non avevo mai letto nessun autore estone che raccontava l’Estonia, un Paese a mio avviso molto interessante e affascinante. “La congiura” di Jaan Kross (Iperborea, trad. G. Pieretto, 182 pagine, 15 euro) è un libro che mi ha permesso di entrare nella dimensione socio-culturale delle Repubbliche Baltiche e mi ha decisamente arricchita.

20150205121212_240_cover_mediaTitotlo: La congiura

L’Autore: Jaan Kross (1920 – 2007) è stato un poeta e narratore di fama internazionale, considerato il massimo esponente della letteratura estone contemporanea. Nato a Tallinn e laureatosi in legge a Tartu, è stato arrestato come dissidente dai nazisti e poi di nuovo dai sovietici, trascorrendo otto anni nei gulag siberiani prima di votarsi alla scrittura. Nel 2010 in Estonia è stato istituito un premio letterario che porta il suo nome

Traduzione: Giorgio Pieretto

Editore: Iperborea

Il mio consiglio: per i lettori curiosi e affascinati dalle culture nordiche e dalla storia contemporanea

Ora nella primavera e nell’estate del 1944, scopro che non sempre basta svegliarsi la mattina per far finire l’incubo, perché quel cubicolo grigio di cella che mi vedo intorno quando apro gli occhi non svanisce. Non svaniscono le sbarre alla finestra, alta come quella di una cantina, né lo strato di calce che ricopre i vetri (per impedire a chi si mette in punta dei piedi di vedere la baia). Le due brande sosprese con i rispettivi occupanti sono ancora lì, insieme all’uomo che vi dorme sotto, sul pavimento, e a quello accanto a lui. Così come la cassetta marrone che serve da coperchio per la latrina e da sedile, e che, in mancanza di cuscino, funge anche da poggiatesta, e l’odore della latrina stessa, che aleggia sulle assi sconnesse del pavimento, appena percettibile eppure sempre presente, tutt’uno con l’aria della cella. Finché non ci si alza e attraverso la finestra socchiusa si è raggiunti da una scia di cloruro di calcio. Un alito di vento l’ha portata da sinistra, dall’entrata dell’obitorio che si trova al pianterreno della vecchia prigione [citazione dal racconto La grammatica di Stahl, Jaan Kross trad. Giorgio Pieretto]

Tallinn, 1939, i sovietici sono alle porte e Hitler richiama in Germania i tedeschi che vivono in Estonia e vogliono tornare in patria. L’Estonia, assieme alla Lettonia e alla Lituania, sono da sempre state contese tra Russia e Germania, tra Est e Ovest, pizzicate tra due mondi. Nei tre racconti di Jaan Kross vengono rievocati tre momenti della storia Estone del Novecento, narrati attraverso la voce del giovane Peeter Mirk studente e giovane dissidente in fuga perenne, alter ego dell’Autore.

Nel primo racconto dal titolo “La ferita” Peeter Mirk parla del Umsiedlung, il trasferimento o rimpatrio dei tedeschi che vivono in Estonia. Siamo nell’ottobre 1939, Hitler è oramai stato nominato Cancelliere, ha invaso la Polonia e ha promesso ai tedeschi che vivono in Estonia che se vorranno avranno delle terre libere sul Baltico, appunto in Polonia. Gli amici di Peeter, Flora e Karl, decidono di lasciare l’Estonia alla volta della Germania, anche se non hanno prettamente origini tedesche. Flora, la sorella di Karl, solo un anno prima era stata la ragazza di Peeter, ma avevano interrotto il fidanzamento, l’uno per un motivo, l’altra per un altro. Mentre i due fratelli Flora e Karl pensano che in Germania troveranno lavoro e benessere, Peeter non ne è così convinto, poiché il Cancelliere tedesco non gli piace. Karl decide allora di invitare Peeter a cena per l’ultima volta, prima della loro partenza, approfittando della cena vuole anche presentargli sua moglie, sposata in fretta e furia prima della partenza. Ma un evento improvviso quanto nefasto sconvolgerà i piani dei ragazzi e la vita di uno di essi.

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“Tallinn” di Ivan Aivazovsky, Galerie Koller Zürich

Nel secondo racconto dal titolo “La grammatica di Stahl” siamo nell’estate del 1944 e Peeter decide che anche per lui è giunto il momento di lasciare l’Estonia. Seppur a malincuore, perché Peeter ama la sua terra e la sua cultura, capisce che la dominazione tedesca può rivelarsi molto pericolosa, soprattutto per dissidenti come lui. Così, con una valigia di compensato, qualche cambio e l’unica copia del romanzo nel quale mette in luce i difetti del regime nazista, Peeter si imbarca clandestinamente dal porto di Tallinn per raggiungere la Finlandia. Il viaggio dovrebbe essere breve, ma non privo di pericoli. Peeter scorge tra i profughi il suo vecchio amico Tammo, che per ripagargli un debito regala a Peeter una preziosa e vecchia copia de “La grammatica di Stahl“, il primo volume nel quale si parla della lingua e della grammatica estone. Ma qualcosa va storto durante la traversata, Peeter viene intercettato e incarcerato prima di raggiungere la Finlandia.

Nel terzo e ultimo racconto della raccolta che dà il titolo al libro, “La congiura” appunto, siamo nel 1946: ai tedeschi sono stati sostituiti i sovietici, che già tempo premevano per conquistare i piccoli stati baltici. Peeter Mirk in questo ultimo racconto parla dell’esperienza in carcere, come ne “La grammatica di Stahl”, ma questa volta i carcerieri sono i sovietici. In particolare, Peeter consiglierà al compagno di cella Lehtpuu (che in estone significa ‘albero a foglie caduche‘) come comportarsi e cosa dire durante gli interrogatori d’accusa.

Ho apprezzato molto lo stile armonico di Jaan Kross e l’alta qualità della traduzione di Giorgio Pieretti. I tre racconti, pur narrando episodi diversi della vita di Peeter Mirk, letti di seguito risultano fluidi e omogenei: sono come tre flash sugli episodi salienti della storia estone. Una storia, quella estone – come quella lituana e lettone – davvero molto complessa. Da sempre pizzicate tra Est e Ovest, hanno però saputo mantenere con orgolio la loro dignitità, la loro cultura e la loro lingua. Nella preziosa postfazione a cura di Giorgio Pieretto, il traduttore, vengono evidenziati i punti salienti della storia estone e un approfondimento biografico sullo scrittore Jaan Kross.

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Mulini a vento sull’isola di Saaremaa (photo: Ekke Vasli, CC BY 2.0)

Lanciare uno sguardo sull’Estonia, sulla sua storia e sulla sua cultura come ho scritto nell’introduzione mi ha arricchita molto, anche se apprezzando la casa editrice Iperborea  non avevo dubbio alcuno che “La congiura” mi sarebbe piaciuta.

Nel corso delle decine di anni trascorsi da allora sono più o meno riuscito a liberarmi da quel malessere che mi prendeva nelle foreste a foglie caduche, contro il piacere che provo in quelle di conifere. Ma quando l’estate scorsa, ad Autaguse, ho visto uno scoiattolo volante, un letun, lanciarsi nel cielo blu fra i rami forcuti di un vecchio tiglio, ho provato come una stretta al cuore, un inatteso senso di colpa per il destino di quell’animaletto in via d’estinzione. E solo dopo averci pensato a lungo ho capito il perché [citazione dal racconto Lacongiura, Jaan Kross trad. Giorgio Pieretto]

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