Kurt Vonnegut | Mattatoio n. 5

Da quando ho iniziato a scrivere articoli di commento dopo ogni mia lettura, è la prima volta che mi trovo in difficoltà a parlare di un libro. Credo che “Mattatoio n. 5” di Kurt Vonnegut (Feltrinelli, pagine 196, 8,50 euro) sia un libro importante, ovvero uno di quei romanzi che nel famoso bagaglio culturale del lettore non dovrebbero mancare, ma si deve fin dall’inizio sapere che cosa si sta per leggere. Questo è un libro sulla guerra, un libro sulla morte, sulla vita, sui paradossi, sui viaggi nel tempo e sui tralfamadoriani e su un pianeta che si chiama Tralfamadore. E’ un libro contro la guerra e contro tutte le guerre, è la visione disincantata e disillusa del giovane Billy Pilgrim, drammaticamente protagonista del bombardamento di Dresda.

Titolo: Mattatoio n. 5

L’Autore: Kurt Vonnegut (Indianapolis, 1922 – New York, 2007) è stato membro dell’American Academy and Institute of Arts and Letters, è considerato uno dei maggiori scrittori di fantascienza e uno dei maggiori autori americani. Molti dei suoi romanzi sono nel catalogo Feltrinelli

Traduzione: Luigi Brioschi

Editore: Feltrinelli

Il mio consiglio: è un romanzo importante, immancabile nel bagaglio culturale di ogni lettore

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La colonna di uomini malconci e vacillanti raggiunse il cancello del mattatoio di Dresda, poi entrò. Il mattatoio non era più un posto affollato. Quasi tutto il bestiame tedesco era stato ucciso, mangiato ed espulso da esseri umani, soldati per lo più. Così va la vita. Gli americani vennero condotti al quinto edificio oltre il cancello. Era un cubo di cemento a un piano con porte scorrevoli davanti e di dietro. Era stato costruito come porcilaia per i maiali prima della macellazione. Ora sarebbe stato la casa lontano da casa di cento prigionieri di guerra americani. Dentro c’erano cuccette, due stufe panciute e un rubinetto. Dietro il rubinetto c’era una latrina, formata da una sbarra con i buglioli sotto. Sopra la porta dell’edificio c’era un grosso numero. Il numero era “cinque”. Prima che gli americani potessero entrare, la guardia che faceva da interprete disse loro di ricordare quel semplice indirizzo, nel caso si fossero persi nella grande città. Il loro indirizzo era questo: Schlachthofunf. Schlachthof significava mattatoio; funf era il vecchio buon numero “cinque” [Mattatoio n. 5, Kurt Vonnegut, citazione pagina 142]

Billy Pilgrim è solo un ragazzo quando parte dall’America per andare a combattere la guerra in Europa, un giovanotto così ingenuo e con la testa tra le nuvole che a volte sembra che non abbia capito la crudezza della guerra. Fatto prigioniero assieme ad altri americani, Billy dopo una lunga permanenza in un campo di concentramento, viene condotto ai lavori forzati a Dresda.

Billy Pilgrim, però, non è solo un giovane soldato un po’ svanito, ma è anche in grado di viaggiare nel tempo grazie ad un potere misterioso. Billy può trovarsi a Dresda come sul pianeta Tralfamadore nel giro di un secondo; ha già assistito alla sua morte, e sa esattamente quando sarà, ha ripercorso diverse volte le tappe importanti della sua vita e da sempre sa che suo figlio Robert andrà a combattere in Vietnam.

La notte del tragico bombardamento di Dresda, Billy Pilgrim è in uno scantinato in cemento di un vecchio mattatoio, il numero cinque, dal quale ode le bombe alleate cadere a raffica sulla città tedesca. Uscito dal rifugio assieme ai suoi compagni, si palesa di fronte ai suoi occhi uno spettacolo drammatico, che lui conosceva già grazie ai suoi viaggi nel tempo, ma che rivivere fa sempre un certo effetto.

“Sa,” disse, “noi qui, la guerra abbiamo dovuto immaginarcela, e ci siamo immaginati che a farla fossero degli anziani come noi. Avevamo dimenticato che a fare la guerra sono i ragazzini. Quando ho visto quelle facce appena rasate, è stato uno choc. ‘Dio mio, Dio mio’, mi sono detto, ‘questa è la Crociata dei Bambini'” [Mattatoio n. 5, Kurt Vonnegut, citazione pagina 102]

Kurt Vonnegut, che il bombardamento di Dresda l’ha vissuto sul serio, si è inventato un modo ironico e originale per raccontare a noi giovani generazioni la storia di quella guerra, quella Crociata dei Bambini. Con i continui salti temporali, seguiamo i viaggi di Billy Pilgrim e se all’inizio il lettore è frastornato di tutto quel saltare di qua e di là, dalla Terra al pianeta Tralfamadore, avanzando nella lettura appare tutto più chiaro.

Parlare di guerra non è mai facile, si rischia di scrivere ovvietà, o di cadere in facili pietismi. Chi la guerra, per sua fortuna, non l’ha vissuta, sicuramente non riesce a capire di che cosa si parla: secondo Kurt, ogni guerra è ingiusta, perché a farne le spese non sono mai i potenti, ma solo la povera gente, come gli abitanti di Dresda uccisi dai crolli delle loro case e arroventati dalle bombe che piovvero quella drammatica nottata.

Quando arrivarono al mattatoio, Billy rimase sul carro a crogiolarsi al sole. Gli altri andarono in cerca di souvenir. Successivamente, i tralfamadoriani avrebbero consigliato a Billy di concentrarsi sui momenti felici della vita e di ignorare quelli tristi, di puntare lo sguardo solo sulle cose belle mentre l’eternità di fermava. Se gli fosse stato possibile realizzare questo tipo di selettività, forse Billy come momento più felice avrebbe scelto quello in cui se ne stava a sonnecchiare in fondo al carro, al sole. [Mattatoio n. 5, Kurt Vonnegut, citazione pagina 179]

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2 pensieri su “Kurt Vonnegut | Mattatoio n. 5

    • Ciao 🙂 Grazie per aver commentato anche sul blog!
      Anche io fino a pochi anni fa non potevo tollerare la fantascienza, poi però ho letto “Cronache marziane” di Ray Bradbury e l’ho rivalutata tantissimo. Diciamo che non ho ancora letto molta fantascienza, a parte Bradbury e Asimov, e sono sicura che la fantascienza di oggi non è proprio granché.
      “Mattatoio n.5” a tratti è un po’ difficile da comprendere, ma son contenta di averlo letto e apprezzato.
      🙂
      A presto!

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