Kurt Vonnegut | Un uomo senza patria

Ammetto che se non fosse stato per la stupenda copertinaUn uomo senza patria” di Kurt Vonnegut (minimum fax, pagine 108, 8 euro) forse non avrebbe attratto la mia attenzione: mi ha colpita l’uccellino che esce da una gabbia mentre sicuramente anela la libertà . Un uomo senza patria, cosa può significare? Un uomo che ha radici lontane, come tanti americani, oppure un uomo senza patria è chi si sente deluso dal mondo e un po’ disilluso? In ogni caso, senza farmi troppe domande, visto che ero curiosa di scoprire il punto di vista di Kurt Vonnegut su mondo, ho acquistato il libro. Così va la vita.

Titolo: Un uomo senza patria

L’Autore: Kurt Vonnegut (1922 – 2007) è stato uno dei più importanti scrittori americani contemporanei. Fra i suoi romanzi, spicca il suo capolavoro “Mattatoio n.5” edito in Italia da Feltrinelli. Nel catalogo minimum fax si trovano altre opere di Vonnegut.

Traduzione: Martina Testa

Editore: minimum fax

Il mio consiglio: conoscere l’opinione degli altri è il primo passo verso la comprensione e la tolleranza, leggete Vonnegut, vi farete anche qualche risata

Sono cresciuto in un’epoca in cui, in America, esisteva una comicità di altissimo livello: cioè durante la Grande Depressione. Alla radio c’erano un’infinità di comici assolutamente formidabili. E anche senza volerlo, io li studiavo. Per tutta la mia infanzia ho ascoltato varietà radiofonici almeno un’ora ogni sera, e mi interessava sempre di più capire com’erano fatte le battute e come funzionavano [Un uomo senza patria, Kurt Vonnegut, citazione pagina 10]

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Nei dodici capitoli di questo agile libretto è contenuta una parte della visione del mondo di Kurt Vonnegut sotto forma di interventi che si presentano come discorsi rivolti a chiunque abbia voglia di ascoltarlo. Nato qualche anno prima della Grande Depressione, lo scrittore americano di origini tedesche ha sempre infuso una vena umoristica a ciò che scriveva. Sia che parlasse di guerre, di politica o del massacro di Dresda, Vonnegut non riesce a non usare la comicità perché “l’uomorismo è una reazione fisiologica alla paura“.

Addentrandosi nel suo universo, Vonnegut parla di vari argomenti, aprendo lo sguardo del lettore al suo personale punto di vista. Utilizzando citazioni e episodi della vita di Gesù, di Mark Twain, di Abram Lincoln, Vonnegut prende spunto per parlare di argomenti di attualità che gli stanno a cuore, spesso in modo addirittura profetico.

I nostri figli hanno ereditato tecnologie i cui effetti collaterali, sia in codizioni di pace che di guerra, stanno rapidamente distruggendo l’intero pianeta in quanto sistema capace di sostentare qualunque forma di vita grazie all’aria respirabile e alle risorse idriche. Chiunque abbia studiato scienze naturali o parli con uno scienziato si accorge che stiamo correndo un pericolo gravissimo. Gli esseri umani, di ieri e di oggi, hanno mandato questo posto a catafascio. La verità più grossa a cui oggi dobbiamo far fronte – quella che probabilmente mi renderà incapace di scrivere alcunché di spiritoso per il resto dei miei giorni – è che secondo me alla gente non gliene frega un fico secco se il pianeta continua a esistere o meno. Mi sembra che oggi tutti quanti vivano come sono abituati a fare i membri degli Alcolisti Anonimi: giorno per giorno. Qualche altro giorno, e poi tanti saluti. Conosco pochissime persone che sognano un mondo da lasciare ai propri nipoti [Un uomo senza patria, Kurt Vonnegut, citazione pagina 56].

L’Autore stesso scrive nei suoi consigli di marketing che “alla gente che si può permettere di comprare i libri e le riviste e di andare al cinema non piace sentir parlare di gente povera o malata“, ma io penso che ascoltare ciò che Vonnegut ha da dirci sia importante, anche se spesso racconta di episodi spiacevoli o di tristi conseguenze riguardo al nostro futuro. Perché il potere della sua scrittura è, oltre a quello di farci riflettere, anche quello di farsi sorridere, benché forse da ridere non ci sia proprio niente. Un altro prezioso insegnamento è quello di inziare a “renderci conto dei momenti di felicità, e a esclamare, mormorare o pensare fra voi, a un certo punto: ‘Ah, questa sì che è vita’!“, e di non abbandonare mai la nostra immaginazione, che non è una dote innata ma “dobbiamo imparare a svilupparla con l’aiuto di genitori ed insegnanti“.

E infine, non dimentichiamo che noi siamo persone vere in carne ed ossa che forse trascorrono troppo tempo su una comunità irreale. Per Kurt Vonnegut che cosa sono gli esseri umani e perché son stati creati?

Le comunità virtuali non costituiscono nulla. Non ti resta niente in mano. Gli uomini sono animali fatti per danzare. Quant’è bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare. Non date retta a chi dice altrimenti [Un uomo senza patria, Kurt Vonnegut, citazione pagina 50].

Così è la vita. Insomma, fatevi un regalo: leggete Kurt Vonnegut.

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