Barcellona | Diario di viaggio #4

Eccoci arrivati all’ultima puntata del mio viaggio a Barcellona! Nella scorsa puntata vi avevo raccontato di come sono tornata bambina al luna park del Tibidabo, senza dubbio uno dei ricordi più belli del mio viaggio.

L’ultimo giorno di viaggio è domenica, il volo era prenotato per le 16.35 per cui abbiamo solamente potuto sfruttare la mattinata. Entonces, ci siamo svegliati presto, abbiamo fatto colazione, depositato le valigie nel deposito bagagli di Casa Consell Guest House e ci siamo diretti alla Sagrada Familia, l’immensa opera incompiuta dell’architetto catalano Antoni Gaudì.

La Sagrada Familia: alcuni consigli importanti

E’ successo esattamente come per la Tour Eiffel: ero un po’ scettica nel visitare la Sagrada Familia, credevo che essendo il monumento più famoso della città fosse anche il più inflazionato, proprio come la famosa Tour di Parigi. E anche questa volta mi sono dovuta ricredere, ho capito perché questo è uno dei luoghi più belli di Barcellona, anzi è uno dei monumenti più belli che io abbia mai visto.

Ma andiamo per ordine, prima alcuni consigli! La Sagrada Familia è uno dei monumenti più visitati dell’intera Spagna, attrae mediamente tre milioni di visitatori all’anno, per cui per evitare code chilometriche e sfibranti, consiglio vivamente di prenotare on line, comodamente da casa, l’ingresso alla cattedrale. E’ vero che prenotando on line si paga qualcosina in più per i diritti di prenotazione, ma vi assicuro che sono euro ben investiti.

L’ingresso alla Sagrada Familia l’ho prenotato sul sito ufficiale (in inglese, spagnolo, catalano). Si possono prenotare tipologie di visite diverse, da quella base che comprende solo l’ingresso in cattedrale a quelle più costose che prevedono anche la salita sulle torri e l’audioguida inclusa. Il pagamento avviene per mezzo di carta di credito o ricaricabile (tipo Poste Pay) ed è veloce e sicuro. Insomma, non c’è motivo per non prenotare on line e avanzare un bel po’ di ore sotto il sole cocente in attesa di entrare!

La Sagrada Familia è una cattedrale per cui bisogna entrare rispettando il canone di abbigliamento e la sacralità del luogo. E’ possibile scattare fotografie senza flash. Per visitare la cripta dove si trova la tomba di Gaudì bisogna informarsi sugli orari delle Sante Messe, perché quando vengono celebrate le funzioni la cripta è chiusa ai turisti ed è aperta solo ai fedeli che partecipano alla messa.

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L’altare principale della Sagrada Familia (foto: Claudia)

Una foresta di colonne e la magia della luce: una mattinata che non dimenticherò mai

Nella guida della Lonely Planet che leggevo mentre ero in viaggio, è scritto che se un viaggiatore o turista ha solamente una giornata di tempo per vedere Barcellona deve andare a vedere la Sagrada Familia. In effetti, hanno ragione. Barcellona nasconde dei tesori magnifici, come ho descritto nei precedenti articoli, ma una visita alla Sagrada Familia è doverosa, anche solo per la sacralità del luogo.

Il Temple Expiatori de la Sagrada Familia fu l’ultimo capolavoro di Antoni Gaudì, rimasto incompiuto. Questo progetto ambizioso e costoso assorbì l’architetto catalano fino alla fine dei suoi giorni. Venne commissionata da un’associazione di stampo conservatore, Gaudì avrebbe dovuto costruire un tempio per espiare i peccati di una città troppo moderna. Gaudì accettò e prese questo incarico come una santa missione.

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La maestosa foresta di colonne (foto: Claudia)

Il progetto originale era ambizioso e immenso: 95 metri di lunghezza e 60 metri di larghezza, dovevano poter entrare ben 13.000 persone! La Torre più alta, che avrebbe rappresentato il Cristo Risorto, avrebbe dovuto essere alta 170 metri, avrebbero poi dovuto esserci altre 17 torri alte 100 metri! Gaudì si ispirò alle forme di Montserrat, il sacro monte che domina i rilievi alle spalle di Barcellona, dando così alla cattedrale una forma naturale, segno distintivo di ogni sua opera.

La tragica morte di Antoni Gaudì spezzò il suo sogno di vedere la Sagrada Familia compiuta. I progetti originari andarono persi, e gli architetti moderni misero mano alla cattedrale pur cercando di restare fedeli allo stile di Gaudì.

Entrare nella Sagrada Familia è come perdersi tra la luce: l’occhio non sa dove posarsi, per un paio di minuti non son nemmeno riuscita a fotografare qualcosa; ero completamente assorbita da quella sensazione di sentirmi così piccola nell’immensità di quella grandezza.

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La luce entra dalle vetrate istoriate (foto: Claudia)

La luce entra dalle finestre istoriate da scene tratte dalla Bibbia e dai Vangeli; un grande Cristo in croce guarda dall’altare con occhi misericordiosi i fedeli e i turisti che transitano in cattedrale, una foresta di colonne dal colore chiaro e dalle forme sinuose slanciano la struttura dando la sensazione che la Sagrada Familia sia altissima.

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Le vetrate hanno colori diversi ma con una predominaza di una tonalità sull’altra: così, si creano magnifici giochi di luce (foto: Claudia)

Sono rimasta quasi due ore all’interno della Sagrada Familia: volevo impregnarmi di quella sacralità e cercare di memorizzare più ricordi e immagini possibili. Quando poi il tempo ha iniziato a stringere, a malincuore sono uscita dalla Sagrada Familia, ma ho ancora avuto il tempo di realizzare qualche scatto dall’esterno.

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La facciata principale della Sagrada Familia (foto: Claudia)

Il ritorno e l’ultimo sguardo

Ritornati a Casa Consell Guest House recuperiamo i bagagli e ci dirigiamo in Plaça Catalunya per prendere l’AreoBus che ci riporterà all’aeroporto. Arrivamo con circa tre orette di anticipo, ore che impiego riguardando le fotografie e rileggendo la guida della Lonely Planet.

Il volo Ryanair è in orario, dai finestrini osservo curiosa la pista mentre il velivolo si posiziona per il decollo: l’ultimo sguardo prima di sparire tra le nuvolette bianche lo lancio alla collina del Temple del Sagrat Cor, non vedo ovviamente il Tibidabo e la sua ruota colorata, ma solo la collina con la chiesa bianca. Sorrido: son felice di tornare a casa con tanti ricordi bellissimi e con la voglia di ritornare in Spagna! Questo non è un addio, ma solo un arrivederci!

Se vi siete persi le puntate precedenti, eccole qui:

Barcellona | Diario di viaggio #1

Barcellona | Diario di viaggio #2

Barcellona | Diario di viaggio #3

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