Barcellona | Diario di viaggio #3

Continua il mio diario di viaggio a Barcellona, ecco finalmente la terza puntata! Nello scorso episodio, vi avevo parlato di una giornata lunghissima ma molto bella, nella quale avevo avuto la possibilità di vedere i quartieri più vecchi della città arrivando sino al mare.

Anche sabato mattina, terzo giorno a Barcellona, c’è un sole magnifico e un cielo che vira dall’azzurro al blu, insomma una giornata fantastica da sfruttare appieno. Dopo una colazione energetica a Casa Consell, siamo pronti per vivere un nuovo giorno nella capitale catalana.

La città nella città: il fantasioso Park Guell di Antoni Gaudi

Nel programma, la prima attrazione da vedere è il Park Guell, famoso parco nato dalla fantasia di Antoni Gaudi quando l’architetto decise di cimentarsi nella creazione di originali giardini. Per arrivare all’ingresso del Park Guell ci sono due possibilità: si può prendere la metrò e poi percorrere un lungo tratto a piedi (e in salita!) oppure prendere l’autobus numero 24 che fa capolinea proprio di fronte all’ingresso del parco.

Poiché l’autobus numero 24 ferma a circa 100 metri da Casa Consell, in Passeig de Gracia, noi decidiamo di prendere il pullman. Il carnet da 10 viaggi acquistato la sera prima vale anche per le corse con gli autobus cittadini, così non dobbiamo acquistare altri biglietti. Il viaggio dura circa mezz’oretta benché il parco disti solo 4 kilometri da Plaça Catalunya, e si percorre la parte nord della città di Barcellona, ovvero quella zona che un tempo era l’abitato di Gracia, oggi inglobato nell’area metropolitana di Barcellona.

Arrivati al capolinea, scendiamo e ci fiondiamo in biglietteria ma scopriamo che il primo ingresso disponibile per il Park Guell è alle 12.30; acquistiamo il biglietto (8 euro in loco; 6 euro se lo si compra on line) ed essendo solo le 10.00 decidiamo di passeggiare nella porzione libera del parco e di leggere i pannelli esplicativi e la mia guida Lonely Planet (attenzione: la mia edizione aprile 2013 dice che il Park Guell – porzione monumentale è gratuita, ma non è aggiornata!).

La casetta di Gaudi ci accoglie all'ingresso del Park Guell (foto: Claudia)

La casetta di Gaudi ci accoglie all’ingresso del Park Guell (foto: Claudia)

La parte di parco libera alla visita è molto bella e non mi è dispiaciuto occupare la mattinata passeggiando lungo i sentieri sterrati immersi nella quiete di alberi secolari. Seguendo il percorso indicato sui pannelli, si giunge al belvere dal quale si gode di una bellissima vista sulla città di Barcellona e dalla quale io intravedo la tappa del pomeriggio.

Il Park Guell vide la luce nel 1900, quando il conte Eusebi Guell acquistò un terreno collinare ricoperto di alberi chiamato El Carmel (che come Gracia all’epoca faceva comune a sé) e affidò all’estroso architetto catalano la realizzazione di una città in miniatura, con tanto di casupole colorate e giardini artistici. Purtroppo, nessuno acquistò i lotti liberi e le casette già realizzate e nel 1924 il progetto venne abbandonato, ma non prima che Gaudi fosse riuscito a creare 3 kilometri di vialetti, scalinate, una piazza e due padiglioni di ingresso.

Le casette di Hansel e Gretel viste dalla piazza del Park Guell (foto: Claudia)

Le casette di Hansel e Gretel viste dalla piazza del Park Guell (foto: Claudia)

Quando si entra al Park Guell sembra davvero di fare un salto dento una fiaba: si viene accolti da un tripudio di colori, ci sono le casette in miniature che sembrano quelle di Hansell e Gretel; c’è l’ampia piazza dalla quale si vede la città, si percorre un corridoio le cui colonne paiono i tronchi di maestosi e antichi alberi; c’è la famosa lucertola di Gaudi con la quale tutti vogliono la foto o per lo meno cercano di fotografarla senza frotte di turisti impazziti.

La lucertola di Gaudi, impossibile fotografarla senza nessuno attorno (foto: Claudia)

La lucertola di Gaudi, impossibile fotografarla senza nessuno attorno (foto: Claudia)

Per organizzare un giro al Park Guell io consiglio di acquistare i biglietti d’ingresso on line sul sito ufficiale per evitare di aspettare troppo tempo e per risparmiare qualcosina.

Dopo aver pranzato, decidiamo come raggiungere la tappa in programma per il pomeriggio, che fa parte della zona alta della città: io, infatti, mi sono innamorata di una foto del Temple del Sagrat Cor vista su internet e desidero andare a vederlo di persona.

Tibidabo e Temple del Sagrat Cor: cosa nasce quando gioie terrene e divine si incontrano?

Dal Park Guell si vede la collina sulla quale sorgono il Temple del Sagrat Cor e il Tibidabo, il secondo luna park più vecchio d’Europa dopo quello del Prater di Vienna, per raggiungerlo da lassù il percorso è un po’ macchinoso ma noi non ci scoraggiamo!

Così, riprendiamo l’autobus numero 24 e scendiamo in Plaça Catalunya; da qui, prendiamo il Tibibus T2, un autobus che percorre esclusivamente la tratta Plaça Catalunya – Tibidabo, senza effettuare fermate intermedie. I biglietti si acquistano sul veicolo, non valgono quelli del carnet dei 10 viaggi né l’abbonamento del metrò e la tabella degli orari di passaggio del bus è alla fermata (indicativamente, ne passa uno ogni ora).

Il viaggio sul Tibibus dura circa 40 minuti, durante i quali ci allontaniamo sempre più dalla città e ad un certo punto del tragitto ci ritroviamo a salire lungo ripidissimi tornanti, fino ad arrivare al capolinea. La collina sulla quale sorgono il Temple del Sagrat Cor e il Tibidabo si eleva di 512 m dal livello del mare, per cui da quassù – in giornate terse e limpide come la nostra – si gode di una vista magnifica. A sud si estende la città di Barcellona e la Costa Brava, l’occhio arriva oltre al sinuoso percorso del fiume Llobregat; a nord invece si intravedono i rilievi rocciosi che custodiscono il Santuario della Madonna di Monserrat.

Barcellona e il luna park Tibidabo visti dal piazzale del Temple del Sagrat Cor (foto: Claudia)

Barcellona e il luna park Tibidabo visti dal piazzale del Temple del Sagrat Cor (foto: Claudia)

L’origine del nome “Tibidabo” deriva da una frase latina: quando il diavolo cercando di sedurre Gesù lo portò su di un’altura gli mostrò tutto ciò che poteva avere se lo avesse adorato e gli disse “haec omnia tibi dabo si cadens adoraberi me” (io ti darò tutto questo se ti prostrerai e mi adorerai). In effetti, dal piazzale di fronte al Sagrad Cor si ha proprio la sensazione di tenere tutta Barcellona con lo sguardo!

Il Temple del Sagrat Cor doveva essere la risposta spagnola al Sacré-Coeur di Parigi. La chiesa fu costruita tra il 1902 e il 1961 con un misto di stili ed influenze moderniste; dall’esterno è decisamente più appariscente dell’omonima parigina, ma gli interni sono molto spogli. Si compone di due chiese, l’una sopra l’altra e in cima vi è la statua colossale di Cristo che abbraccia tutta la città di Barcellona.

Temple del Sagrat Cor, l'originale risposta spagnola al Sacré-Coeur di Parigi (foto: Claudia)

Temple del Sagrat Cor, l’originale risposta spagnola al Sacré-Coeur di Parigi (foto: Claudia)

Dopo la visita al Temple del Sagrat Cor, c’è il tempo per un giro al Tibidabo, che come vi dicevo è il secondo luna park più antico d’Europa. Le attrazioni del Tibidabo sono moderne nell’ingegneristica ma visivamente danno l’idea di un luna park vecchio stile.

E’ proprio qui che torno bambina per una mezz’oretta, quando continuando a guardare la coloratissima ruota panoramica, il mio fidanzato mi offre un giro. Con il biglietto tra le mani, ci mettiamo in coda assieme sostanzialmente a bambini e genitori, forse gli unici due “adulti” siamo noi. Ma visto che nel 2001 ero stata al Prater di Vienna e avevo fatto un giro sulla ruota panoramica, per simmetria volevo fare un giro anche qui.

Ci viene assegnata una coloratissima cabina arancione e saliamo saliamo e il Tibidabo diventa così piccolo. Da quassù scatto una marea di fotografie, per intrappolare quel momento, quell’attimo, così sfuggente. Fotografo la Costa Brava, Barcellona (com’è ordinato l’Eixample!), fotografo accidentalmente la moltitudine di aerei che svolazzano su El Prat e forse anche quello che domani mi riporterà a Torino; fotografo il luna park, il Sagrad Cor con il suo Cristo di marmo che abbraccia la città, fotografo il mio fidanzato sorridente e felice di vedermi entusiasta e il mar Mediterraneo che sfuma all’orizzonte con il cielo.

Scesa dalla ruota panoramica posso dirmi più che soddisfatta della gita fuori porta così ci rechiamo a piedi alla fermata del Tibibus T2 pronti per tornare a Plaça Catalunya. Dopo una doccia rinfrescante e una cena, siamo pronti per il prossimo giro: questa è la Notte europea dei Musei, e il Museu Nacional d’Art de Catalunya – assieme alla Font Magica – ci sta aspettando!

Montjuic: il Museu Nacional d’Art de Catalunya e la suggestione della Font Magica

Dopo cena, prendiamo la metrò e arriviamo in Plaça d’Espanya e da qui saliamo a piedi lungo la collina di Montjuic per arrivare al Museu Nacional d’Art de Catalunya (MNAC), che in occasione della Notte europea dei Musei ha l’ingresso gratuito. La salita è abbastanza lunga e ci metto parecchio tempo più che altro perché continuo a scattare fotografie per immortalare quei bellissimi scorci (per i più pigri in alcuni punti ci sono le scale mobili!).

Il Museu Nacional d'Art de Catalunya splende ai piedi della collina di Montjuic (foto: Claudia)

Il Museu Nacional d’Art de Catalunya splende ai piedi della collina di Montjuic (foto: Claudia)

La serata è tiepida e limpida, le luci illuminano le fontane che si incontrano salendo lungo le scalinate. La scenografia nella quale è inserito il Museu è davvero magnifica e suggestiva. Questo palazzo neobarocco fu costruito nel 1929 in occasione dell’Esposizione Internazionale, è stato restaurato nel 2005 e al suo interno custodisce interessanti collezioni d’arte catalana che vanno dall’Alto Medioevo agli inizi del XX secolo.

La stanchezza è molta, ma l’entusiasmo è alle stelle. Si respira un vero clima di festa, c’è tantissima gente che entra al museo per ammirare le opere e per partecipare ai giochi organizzati dal museo stesso. Una volta completata la visita del MNAC, c’è ancora il tempo per ammirare la Font Magica, una fontana che prende vita grazie ad uno spettacolo combinato di luci e suoni: lascia senza fiato, davvero!

Lo spettacolo di luci e suoni della Font Magic (foto: Claudia)

Lo spettacolo di luci e suoni della Font Magic (foto: Claudia)

Gli spettacoli della Font Magica si possono ammirare ogni venerdì, sabato e domenica sera dalle 21.00 alle 23.00 circa, uno spettacolo ogni 15 minuti. Un’avvertenza: essendo uno spettacolo gratuito che attira moltissima gente e ovviamente si tiene al buio, è necessario fare attenzione ai borseggiatori. Io non ho avvertito in nessun momento la sensazione di pericolo, ma è bene non fidarsi troppo.

Mentre scendiamo dalla collina, ammiro ancora un po’ il Sagrat Cor che brilla lassù sulla collina del Tibidabo prima di prendere la metrò e arrivare a Passeig de Gracia, dove davvero stanchi ma felicissimi ci riposiamo in vista dell’ultimo giorno di visita. Per ultimo ho lasciato quello che io ora vedo come il simbolo di Barcellona, se siete curiosi di sapere qual è vi do appuntamento alla prossima – e ultima – puntata!

Plaça d'Espanya vista dal Museu Nacional d'Art de Catalunya e lassù sulla collina brilla il Temple del Sagrat Cor (foto: Claudia)

Plaça d’Espanya vista dal Museu Nacional d’Art de Catalunya e lassù sulla collina brilla il Temple del Sagrat Cor (foto: Claudia)

 

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