Barcellona | Diario di viaggio #1

Buongiorno cari lettori, con questo scritto inauguro il primo di quattro articoli che hanno come protagonista la città di Barcellona, che ho di recente visitato assieme al mio fidanzato. Oltre alle emozioni che ho provato durante questo bellissimo viaggio, spero che questa serie di articoli possa essere utile a chi visiterà la capitale catalana per la prima volta o per chi ci vorrà tornare dopo tanti anni. Entonces, iniziamo…!

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Park Guell, uno dei luoghi più colorati e fiabeschi che ho visto a Barcellona (foto: Claudia)

Ho organizzato da sola il mio viaggio a Barcellona, avvalendomi unicamente dei consigli degli amici che ci sono già stati e delle informazioni tratte da internet. La guida cartacea che ho scelto è Barcellona della Lonely Planet.

Come arrivare a Barcellona dall’Italia

Ho scartato i pullman e i treni dall’Italia e ho acquistato i biglietti aerei direttamente sul sito delle due compagnie che operano da Torino a Barcellona. Sia per l’andata che per il ritorno ho trovato delle tariffe interessanti, avendo prenotato circa quattro mesi prima; per l’andata ho volato con Vueling, la compagnia spagnola low cost costola della più famosa Iberia, mentre per il ritorno mi sono affidata alla compagnia irlandese Ryanair.

Come arrivare in centro città partendo dall’Aeroporto El Prat

L’Aeroporto di Barcellona El Prat dista circa 15 chilometri dal centro della città per cui si rivela necessario prendere un mezzo per spostarsi. Sconsiglio i taxi perché sono molto costosi e per chi non conosce bene la lingua potrebbe incappare in una spiacevole fregatura; sconsiglio anche il treno della RENFE perché ne circolano pochi e si rischia di perdere molto tempo nell’attesa del convoglio; sconsiglio anche l’autobus cittadino perché effettuando molte fermate ci mette molto tempo. Insomma, cosa consiglio per spostarci dall’aeroporto al centro città? L’AeroBús, ovviamente! Si tratta di un pullman molto rapido e con altissima frequenza (tempo di attesa massimo 10 minuti) che parte direttamente dai due Terminal dell’Aeroporto ed effettua fermate in Plaça d’Espanya e fa capolinea in Plaça Cataluyna. Il tempo di percorrenza dell’Aerobús è di circa venti minuti dall’aeroporto al centro città. I biglietti dell’Aerobús possono essere acquistati on line o direttamente sul veicolo (unico accorgimento: l’autista non dà resto se si usano banconote con taglio maggiore a venti euro, quindi dotatevi di monetine o banconote di piccolo taglio per pagare!). Ancora un consiglio: per risparmiare fate subito il biglietto andata e ritorno, costa di meno che comprarli singolarmente (si risparmiano quasi due euro).

Dove dormire a Barcellona: il mio entusiasmo per Casa Consell!

Giunti in Plaça Catalunyna, dobbiamo cercare l’ostello che ci ospiterà per tre notti. Come per Parigi, l’ho prenotato sul sito Booking.com e ho scelto un ostello nel quartiere dell’Eixample vicino alla famosa passeggiata di Passeig de Gracia, a circa duecento metri dalla nota Casa Battló, una delle opere di Antoni Gaudí. L’ostello, che consiglio a chi viene in vacanza a Barcellona, si chiama Casa Consell Guest House ed è una struttura molto accogliente e pulita con un personale cortese e gentile. Il personale parla benissimo l’inglese, quindi non si preoccupino coloro che non parlano spagnolo! Io ho prenotato una stanza doppia con bagno privato, ma è possibile anche la soluzione leggermente più economica in camerate con bagni in comune. La colazione è a buffet, unica accortezza dopo aver terminato di mangiare gli ospiti devono ripulire il loro tavolo e lavare le posate e le stoviglie che hanno usato.

Casa Consell secondo me è una base perfetta per esplorare la città di Barcellona, dista circa dieci minuti a piedi da Plaça Catalunya ed è un luogo comodo per partire per le escursioni anche più distanti dal centro. Inoltre, Casa Consell è vicina alla metrò Passeig de Gracia che è uno snodo molto importante dove si incrociano le linee L2 (viola), L3 (verde), L4 (gialla); è vicina alla Manzana de la Discordia, un’area dove si trovano alcune tra le più eclettiche case di Barcellona; è vicina a farmacie, supermercati, bancomat, panifici e dista solo un chilometro dalla Sagrada Familía di Antoni Gaudí.

Come spostarsi a Barcellona

La prima cosa che mi viene in mente è dirvi: girate a piedi e consumatevi le scarpe perché Barcellona nasconde tantissimi angoli poco turistici ma che vi rapiranno cuore e anima. Però, ammetto che la metrò è un mezzo molto comodo per girare la città, sopratutto quando alla sera si è stanchi dopo aver girato tutto il giorno. Esistono, come in tutte le città turistiche, alcuni abbonamenti interessanti per risparmiare sul prezzo del biglietto della metrò (una corsa singola costa 2.15 euro!). Io non ho acquistato la Hola Bcn né la Barcelona Card per il semplice motivo che: la prima permette viaggi illimitati per 2, 3, 4 o 5 giorni in metrò e nei bus cittadini (esclusi quindi l’Aerobús e il Tibibus), e ho ritenuto più conveniente acquistare un carnet non nominativo di dieci viaggi perché avevo in mentre di girare molto a piedi approfittanto del tempo soleggiato e ventilato. Riguardo alla Barcellona Card, che oltre ai mezzi offre musei gratuiti o sconti, non l’ho comprata perché i monumenti e i musei che volevo visitare non erano compresi nell’offerta, quindi fate attenzione a cosa volete vedere e valutate se vi conviene oppure no.

Ora, dopo aver dato qualche informazione generale, inizio a raccontarvi il nostro itineriario di viaggio!

Casa Battló il mio primo incontro con l’architetto Antoni Gaudí

Data la vicinanza tra Casa Consell e Casa Battló, nel primo pomeriggio decidiamo di visitare subito un’opera di Antoni Gaudí. Consiglio di acquistare il biglietto on line, perché le notevoli code alle casse possono far perdere tempo prezioso. Casa Battló non prende sovvenzioni dallo Stato spagnolo per cui il biglietto d’ingresso è molto caro e l’ingresso non è compreso nella Barcellona Card; entrare a Casa Battló costa 21.50 euro e compreso nel prezzo c’è la nuova video guida multilingue che accompagna il visitatore nelle sale visitabili della Casa.

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Passeig de Gracia visto dal salone di Casa Battló (foto: Claudia)

Casa Battló è nata come allucinazione di Antoni Gaudí, eclettico genio catalano; quando commissionariono a Gaudí il rinnovamento di questo edificio, l’architetto decise di fare le cose in grande. I cavedi luccicano di piastrelle blu mare e la scala si avvita fino al piano nobile, dove un immenso salone si affaccia su Passeig de Gracia. La casa è un turbinio allucinante: i soffitti si avvolgono attorno al lampadario a forma di sole, le finestre sono curve e dotate di vetri coloratissimi, l’attico ha gli archi catenari e la terrazza ha comignoli surreali.

Casa Battló viene anche chiamata Casa dels Ossos (la casa delle ossa) o Casa del Drac (casa del drago) perché i balconi sembrano teschi e il tetto rappresenta San Giorgio che vince il drago, le cui scaglie se fate attenzione cambiano colore a seconda di come li si guardi. All’esterno, su ogni elemento del pavimento sono rappresentati un polpo o una stella maria.

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Le piastrelle azzurre e blu che bordano il cortile interno dell’edificio danno la sensazione di trovarsi in fondo al mare se viste attraverso i vetri irregolari (foto: Claudia)

Risalendo verso l’alto dalle scale che danno sul cortile interno, Gaudí crea un gioco di luci e colori spettacolare: salendo dal pian terreno alla terrazza il colore delle piastrelle (azulejos) passa dall’azzurro chiarissmo al blu scuro, dando la sensazione di essere sott’acqua, soprattuto se si guarda attraverso i vetri che bordano le ringhiere della scala.

La Manzana de la Discordia (manzana è mela, qui però viene interpretato come pomo e isolato), ha mantenuto il suo nome spagnolo affinché non si perdesse il gioco di parole. Infatti, nella mitologia greca, il pomo fu lanciato sull’Olimpo da Eris (la Discordia) perché fosse dato alla dea più bella, il che scatenò gelosie a non finire che avrebbero poi provocato la guerra di Troia.

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Casa Battló in notturna (foto: Claudia)

Passeggiando su La Rambla in una sera di primavera

La Rambla è forse la via di Barcellona più famosa in assoluto e probabilmente anche la più frequentata e affollata; in realtà, sarebbe più corretto parlare di Ramblas al plurale perché la via è suddivisa in cinque tratti: Ramblas de Canaletes, Rambla dels Estudis, Rambla de Sant Josep, Rambla del Caputxins e Rambla de Santa Monica.

La Rambla è una via ombreggiata da platani e fiancheggiata da stretti controviali in senso unico per i veicoli, ed è piena di negozietti, locali e artisti di strada. Il viale prende il nome dal torrente stagionale che un tempo scorreva al posto della strada pedonale, e che nell’ultimo tratto formava una palude. Oggi la Rambla divide El Raval dal Barrì Gotic e se la si segue fino alla fine giunge alla Ronda del Litoral, nel porto turistico della città, proprio di fronte al Monumento di Cristoforo Colombo.

La Rambla di per sé non mi ha entusiasmata più di tanto, ad eccezione del mosaico di Mirò che praticamente tutti calpestano senza sapere che è stato posto lì dal geniale artista barcelonis. L’inconfondibile firma di Mirò si trova in una piccola piastrella bianca nella parte bassa dell’opera… io l’ho cercata con una turista cinese che mi aveva chiesto aiuto per trovarla…!

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Il mosaico di Mirò all’incrocio tra la Rambla di San Josep e Pla de la Boqueria (foto: Claudia)

Stanca ma felicissima di essere in Spagna per la prima volta, sul balconcino della stanza di Casa Consell sfoglio la guida di Barcellona e inizio a sognare le meraviglie che mi aspettano il giorno dopo.

Se siete curiosi di sapere quali sorprese mi hanno riservato El Raval, il Barri Gotic, la Barceloneta e la Ribera il secondo giorno a Barcellona, non perdete la seconda puntata del mio viaggio!

¡ Hasta luego!

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