Jeff VanderMeer | Annientamento (Southern Reach Trilogy vol. 1)

Doverosa premessa:Annientamento” di Jeff VanderMeer è il primo romanzo che costituisce la Southern Reach Trilogy, in uscita entro fine anno per la casa editrice Einaudi (giugno 2015 e settembre 2015). Ho voluto sottolineare che si tratta del primo volume perché ho letto diversi commenti negativi che accusavano l’Autore di aver lasciato troppi dubbi al termine del libro: i dubbi verranno sciolti solo al termine dell’ultimo libro.

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La copertina italiana del romanzo di Jeff VanderMeer

Titolo: Annientamento

L’Autore: Jeff VanderMeer, statunitense, è autore di racconti e romanzi con cui ha vinto diversi prestigiosi premi.  E’ noto per il suo contribuito ai generi fantasy e fantascienza, in particolare per il sottogerene New Weird, di cui ha coniato la prima definizione ufficiale.

Traduzione: Cristiana Mennella

Editore: Einaudi (2015)

Il mio consiglio: lo consiglio perché è uno dei primi romanzi afferenti al genere New Weird in Italia

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Mi ero arruolata per motivi ben diversi dalle mie qualifiche per la spedizione. Ma di certo lo ero, qualificata: ero specializzata in ambienti di transizione, e questa zona in particolare subiva diverse transizioni, nel senso che ospitava una complessità di econsistemi. In pochi altri luoghi era ancora possibile trovare un habitat dove, nello spazio di soli nove o dieci chilometri, si passava dalla foresta alla palude alberata, alla palude salmastra, alla spiaggia. […] Capivo perché nessuno viveva più nell’Area X, che era incontaminata proprio per questo, ma continuavo a non volerlo ricordare. [Annientamento, citazione pagina 13]

Nell’Area X nulla è ciò che sembra e niente pare obbedire alle leggi fisiche che regolano il resto del mondo. Quaggiù nessun organismo è come dovrebbe essere ed esistono fenomeni in grado di modificare il tempo e lo spazio. L’Area X è rimasta disabitata per molto tempo, nonostante qua e là si vedano i resti delle vecchie abitazioni, e sull’altura vi sia un faro. Un tempo queste aree erano abitate, ma poi che cosa è successo?

L’agenzia Souther Reach ha già inviato molte spedizioni, oltre il confine – quel confine che addirittura pare in espansione. Ma le spedizioni hanno fallito tutte. Alcuni uomini delle precedenti spedizioni si sono uccisi, altri sono impazziti, altri ancora sono tornati ma forse non sono veramente tornati.

La dodicesima spedizione è composta solo da donne, indicate unicamente con la loro qualifica professionale: la psicologa, la biologa, la topografa e l’antropologa.

Eravamo in quattro: una biologa, un’antropologa, una topografa e una psicologa. Io ero la biologa. Stavolta eravamo tutte donne, scelte come parte del complesso insieme di variabili che governava l’invio delle spedizioni. La psicologa, che aveva qualche anno più di noi, fungeva da comandante. Ci aveva messo tutte sotto ipnosi per attraversare il confine, di modo che restassimo calme. [Annientamento, citazione pagina 5]

Nessuna di loro ha un nome, il nome non è importante nell’Area X, è importante ciò che si sa fare, è importante svolgere bene il proprio lavoro. Nessuna di loro ha strumenti tecnologici, nessuna videocamera, nessun telefono satellitare, nessuna fotocamera digitale o GPS: a disposizione solo macchina fotografica a rullino, taccuini neri, coltelli, fucili d’assalto, pistole.

Vi direi i nomi delle altre tre, se fosse importante, ma solo la topografa sarebbe durata un paio di giorni in più. E poi, ci avevano sempre vivamente sconsigliato di usare i nomi: dovevamo concentrarsi sulla nostra missione e “lasciare a casa qualunque dato personale”. I nomi appartenevano al luogo da cui veniamo, non alle persone che eravamo durante la missione nell’Area X. [Annientamento, citazione pagina 10]

La biologa è partita volontaria per questa missione, deve sciogliere alcuni dubbi e combattere alcuni suoi fantasmi. In particolare, vorrebbe capire che cos’è successo durante l’undicesima spedizione, quella di cui faceva parte suo marito, tornato vivo dal confine ma forse mai tornato sul serio.

Appena varcato il confine, succede qualcosa di strano: una torre – o un tunnel – si trova poco distante dal campo base. Una struttura che emerge a pochi centimetri dal suolo ma si inabissa per parecchi metri sotto terra. Una struttura non segnata sulla mappa ufficiale data in dotazione alla spedizione.

In fondo cos’era una mappa, se non un modo per mettere in luce alcune cose e renderne invisibili altre? [Annientamento, citazione pagina 62]

La dodicesima spedizione parte proprio dal cercare di capire cosa possa essere quella struttura che s’inabissa sottoterra. Scendono la biologa, la topografa e l’antropologa, mentre la psicologa resta di guardia all’ingresso. Ciò che troveranno nelle viscere della torre cambierà il corso di tutta la spedizione, minandola dalle fondamenta. Nessuna delle donne, dopo essere riemerse, sarà più la stessa e nessuna di loro riuscirà più a fidarsi dell’altra.

E così mi avvicinai, scrutai Dove giace il frutto soffocante. Vidi che le lettere, collegate dalla grafia in corsivo erano fatte di quello che agli occhi di un profano poteva sembrare muschio felciforme verde intenso ma che in realtà era un fungo o un altro organismo eucariote. I filamenti arricciati si assiepavano sporgendo dalla parete. Le parole mandavano un odore argilloso con lieve sottofondo di miele marcio. Quella foresta in miniatura fluttuava, quansi impercettibilmente, come le alghe nella dolce corrente di un oceano. [Annientamento, citazione pagina 25].

Jeff VanderMeer crea un mondo misterioso e malvagio, un posto dove si concentrano tutte le nostre paure ancestrali e i nostri incubi ricorrenti. L’Area X è quel luogo dove nulla sembra ciò che è, dove i misteri s’infittiscono pagina dopo pagina, e quando al lettore pare di aver capito dove sistemare il tassello dell’enigma, esce un nuovo dubbio e le teorie crollano dalle fondamenta.

Un faro su di una scogliera. Un animale che grida nella notte che corre tra le canne della palude. Un delfino con occhi umani. Una torre – o tunnel – dove un essere misterioso imbratta le pareti con un mantra fosforescente fatto di funghi a forma di mano umana. Una spedizione che forse non risolverà ancora i misteri legati all’Area X.

Tutte le idee che vi siete fatti sinora sono sbagliate. Tutte le domande che vi frullano in mente non avranno ancora una risposta, per ora. Leggete “Annientamento” e poi, come me, aspettate il secondo volume della Southern Reach Trilogy.

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