William Shakespeare | Sogno di una notte di mezz’estate

Commedia in cinque atti, “Sogno di una notte di mezz’estate” è una delle più note e rappresentate del Bardo dell’Avon, William Shakespeare. In scena questa volta ci vanno i sentimenti e, per sorridere un po’, anche qualche equivoco a causa del maldestro e birbante folletto Puck. “Sogno di una notte di mezz’estate” è una commedia molto breve e sorrevole, con alcuni passaggi decisamente poetici densi di lirismo.

Titolo: Sogno di una notte di mezz’estate

L’autore: William Shakespeare (1564 – 1616) è tra i più celebri autori teatrale di tutti i tempi, è stato drammaturgo e poeta inglese. Soprannominato il Bardo dell’Avon, delle sue opere sono giunte a noi 37 testi teatrali, 154 sonetti e altri poemi.  Le sue opere teatrali sono state tradotte in tutte le maggiori lingue del mondo e sono state inscenate più spesso di qualsiasi altra opera; inoltre è lo scrittore maggiormente citato nella storia della letteratura inglese e molte delle sue espressioni linguistiche sono entrate nella parlata quotidiana.

Traduzione: Gabriele Baldini

Ambientazione: Atene e un bosco nelle vicinanze

Il mio voto: 4/5

Gli innamorati, come i pazzi, hanno il cervello sempre in ebollizione e la fantasia così presta a immaginar forme che queste si danno a concepire assai più di quel che la fredda ragione sarebbe mai disposta ad accettare. Il dissennato, l’amante e il poeta non sono composti nient’altro che fantasia. [Sogno di una notte di mezz’estate, Atto quinto, scena prima]

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“Sogno di una notte di mezz’estate” Heirich Fussli (1790)

Da Ovidio ad Apuleio, chi ha ispirato il Bardo dell’Avon?

Questa volta Shakespeare trova ispirazione nella letteratura classica, in particolare mescola nella commedia i contenuti delle Metamorfosi di Ovidio e L’asino d’oro di Apuleio; dalla prima, trae spunto per tessere la storia di Piramo e Tisbe, mentre dalla seconda scrive la trasformazione di Bottom in un asino ad opera del dispettoso Puck.

A Midsummer Night’s Dream: sogno o son sveglio?

Nella breve commedia vediamo tre storie intrecciate e collegate tra loro, sullo sfondo delle celebrazioni del matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita la regina delle Amazzoni. Oltre a loro vi sono Lisandro e Demetrio, due giovani ateniesi innamorati della stessa ragazza, Ermia, la quale però ama Lisandro mentre il padre di lei vorrebbe un matrimonio combinato con Demetrio. A complicare il tutto, c’è Elena, l’amica di Ermia, che è innamorata di Demetrio, ma non corrisposta.

Oberon, il re degli elfi, con la moglie Titania, la regina delle fate, sono la terza coppia di protagonisti. Oberon vorrebbe il servo di Titania per farne suo paggio, ma la moglie non acconsente, per cui Oberon assolta Puck per punire la moglie della disobbedienza; Puck deve versare sugli occhi di Titania il succo del fiore vermiglio di Cupido, una pozione magica che fa innamorare della prima persona che si incontra al risveglio.

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Oberon ordina a Puck, il pasticcione, di versare la pozione magica anche sugli occhi di Demetrio, affinché si innamori di Elena; ma Puck sbaglia ragazzo e versa il succo sugli occhi di Lisandro, che al risveglio vede Elena e se ne innamora perdutamente, spezzando il cuore ad Ermia, la quale era già intenzionata a sposarlo contravvenendo all’ordine del padre.

Nel frattempo, in questa serie di equivoci, una compagnia di teatranti giunge alla corte di Teseo, duca di Atene, per organizzare una rappresentazione teatrale per festeggiare le nozze. Ma tutto succede, in quella notte magica, infatti Titania addormentata con la pozione magica sugli occhi, anziché risvegliarsi e vedere Oberon e innamorarsi di nuovo di lui, vede un teatrante, Bottom, trasformato per scherzo dall’elfo dispettoso in un asino!

Oramai i danni son fatti, ma qualcuno deve correre ai ripari… riuscirà Oberon ad ordinare a Puck di mettere tutto a posto, per giungere infine al lieto finale prima delle nozze tra Teseo e Ippolita?

L’amore, i sentimenti e il lieto fine

La commedia di conclude con l’agognato lieto fine e con la risoluzione degli equivoci creati dai dispetti di Puck. Come anche in “Amleto”, qui compare di nuovo una compagnia di teatranti, questa volta decisi a divertire la corte durante il matrimonio.

La bravura del Bardo sta nel mescolare tutti questi personaggi e questi eventi in una commedia di per sé molto breve, creando un’opera ricca di sentimento ed emozioni, senza tralasciare i colpi di scena; indagando il limite tra il sogno e la realtà, lasciando al lettore i dubbi se gli eventi siano successi in veglia o durante un lungo sonno.

E lungo la strada ci racconteremo l’un l’altro i nostri sogno [Sogno di una notte di mezz’estate, Atto quarto, Scena prima]

 

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