Isaac Asimov | Io, robot

Il genere letterario della fantascienza affonda le sue basi addirittura nell’Ottocento: i precursori dell’epoca furono Mary Shelley, Jules Verne e Orson Wells; ma la vera e propria Golden Age della fantascienza, gli anni d’oro, si sviluppò negli anni Quaranta, grazie ad un periodo particolarmente ricco di progessi scientifici che si ripercosse nella letteratura. Alla fine degli anni Trenta lo scrittore John Campell assunse la direzione della rivista Astoungin Stories, sulla quale scrissero quasi tutti i grandi autori di fantascienza dell’epoca, da Ray Bradbury ad Isaac Asimov. La fortuna del genere fantascientifico degli anni Quaranta e Cinquanta si deve soprattutto alle ripercussioni del progesso scientifico sulla vita di quegli anni, dalla corsa alla Luna, alla colonizzazione di Marte e dello spazio, passando ovviamente alla creazione di robot positronici.

Titolo: Io, robot

L’autore: Isaac Asimov, pseudonimo di Isaak Judovic Ozimov (Petrovici, gennaio 1920 – New York, aprile 1992) è stato un biochimico e scrittore russo naturalizzato statunitense. Le sue molteplici opere sono considerate una pietra miliare della fantascienza, ma anche della divulgazione scientifica. Oltre romanzi e saggi per adulti, si è dedicato anche alla letteratura per ragazzi

Traduzione: Laura Serra

Editore: Oscar Mondadori

Il mio consiglio: sì, lo consiglio ai curiosi che vogliono sperimentare un genere diverso o che conoscono già Asimov. Data la semplicità della scrittura, lo consiglio anche ai ragazzi

Le Tre Leggi della Robotica:

1 – Un robot non può recare danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.

2- Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.

3- Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non costrasti con la Prima o la Seconda Legge.

Manuale di Robotica, 56^ Edizione, 2058 d.C.

L’antologia di racconti raccolta nel volume dal titolo “Io, robot” comprende nove episodi che hanno come filo conduttore il rapporto tra esseri umani e robot positronici, ovvero robot che sono in grado di formulare dei pensieri di senso compiuto. Ad esclusione del primo racconto “Robbie”, gli altri otto racconti hanno gli stessi protagonisti umani, dai collaudatori di robot Powell e Donovan, alla robopsicologa Susan Calvin.

Scritti in dieci anni, tra il 1940 e il 1950, i racconti vedono applicate le Tre Leggi della robotica inventate da Asimov stesso; i racconti hanno uno schema abbastanza simile: si descrive un inizio stabile, si verifica un problema che a prima vista sembra un paradosso irrisolvibile, ma alla fine terminano tutti con una soluzione scientifica e dimostrata utilizzando le Tre Leggi.

I paradossi delle Tre Leggi

Asimov immagina che i robot siano stati creati dagli esseri umani per compiere dei lavori meccanici oppure risolvere dei calcoli complessi in pochissimo tempo, ma per evitare una ribellione di questi esseri pensanti di metallo, vengono introdotte nel loro cervello positronico le Tre Leggi della Robotica, una sorta di garanzia per gli esseri umani.

Spesso, però, i robot vanno in tilt perché messi di fronte ad un problema o ad una situazione che per essere risolto deve violare una delle Leggi loro non riescono a risolverlo; così entrano in gioco i protagonisti umani, i collaudatori Greg Powell e Mike Donovan, oltre ovviamente la robopsicologa Susan Calvin, che si vanta di capire meglio i robot che gli esseri umani.

“Che cos’è successo?” (…) Tirò un respiro profondo, poi sputò il rospo.”Speedy non è tornato”. Per un attimo Powell sgranò gli occhi e si fermò di colpo, sulle scale. Poi si riprese e continuò a salire. Rimase in silenzio finché non fu arrivato in cima, quindi disse: “L’hai mandato a cercare il selenio?”. “Sì”. “Da quanto tempo è via?” “Cinque ore”. Silenzio. Che situazione pazzesca. Si trovavano su Mercurio esattamente da dodici ore ed erano già nei guai fino al collo. [Circolo vizioso, 1942]

Penso dunque sono

Esseri pensanti, quindi, queste masse di acciaio cromato, dotati di una coscienza e della voglia di cercare di capire meglio chi sono e ciò che fanno. Come Cutie, il robot che si interroga sulla propria esistenza e afferma che “penso quindi sono” citando addirittura Cartesio. Powell e Donovan si trovano di fronte ad un bel grattacapo quando Cutie rifiuta di credere che è stato assemblato dagli esseri umani, esseri che considera inferiori e quindi secondo lui è impossibile che siano riusciti a creare un robot positronico così sofisticato. Cutie assumerà addirittura il ruolo di Profeta del Padrone, il Convertitore di Energia, mettendo in seria difficoltà i due collaudatori umani.

“Il Padrone ha creato dapprima gli umani, esseri inferiori cui era più facile dare vita. A poco a poco li ha sostituiti con i robot, che si trovano già un gradino più su. E alla fine ha creato me, affidandomi il compito di rimpiazzare gli ultimi umani. Da ora in avanti sarò io a servire il Padrone.” [ Essere razionale, 1941]

Quando si violano le Leggi…

Nell’episodio “Il robot scomparso” Susan Calvin viene chiamata per capire quale dei sessantré robot sia quello al quale hanno modificato la Prima Legge. Proprio perché ad alcuni esseri umani i robot non andavano a genio, i progettisti hanno creato le Tre Leggi. Ma cosa succederebbe se venisse creato un robot con la Prima Legge modificata? Potrebbe rivelarsi un disastro o un danno per tutta l’Umanità.

“Ma avevamo bisogno assoluto di robot di tipo diverso. Così in alcuni modelli NS-2, i cosiddetti Nestor, sono state apportate modifiche alla Prima Legge. Perché si potesse mantenere il segreto, tutti gli NS-2 sono stati fabbricati senza il numero di serie. I modelli speciali ci vengono consegnati insieme ad altri robot normali, e tutti noi dirigenti abbiamo ricevuto l’ordine di non parlare in alcun modo di questa modifica al personale non autorizzato.” [Il robot scomparso, 1947]

Robot positronici ed esseri umani: così diversi, così uguali

I robot descritti da Asimov proprio perché pensano hanno alcuni difetti molto simili agli umani che li hanno creati. Pur cercando di non contravvenire alle Tre Leggi, incontriamo robot bugiardi – a fin di bene! -, robot che negano la loro stessa creazione da parte degli esseri umani o robot che si fingono umanoidi e addirittura vogliono candidarsi in politica.

Isaac Asimov, senza tecnicismi, descrive ed immagina una società futura dove robot ed esseri umani lavorano fianco a fianco e cercando di convivere pacificamente. Vera pietra miliare del genere, è anche un libro eccezionale per chi vuole avvicinarsi alla fantascienza più pura, quella della Golden Age, con una serie di racconti divertenti, commoventi e che fanno riflettere, senza però mai perdere di vista l’umanità, anche quella dei robot, nonostante tutto.

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6 pensieri su “Isaac Asimov | Io, robot

  1. Sono felice che ti sia piaciuto.
    Asimov è stato l’autore che mi ha introdotto alla fantascienza, bada bene non “fantasy”, per la capacità di edificare un mondo diverso partendo da assunti avveniristici, ma realizzabili con le capacità della mente umana ed il progresso scientifico. Spingendo oltre i concetti esplorati nei racconti di “Io, Robot”, Asimov ha anche scritto una trilogia di romanzi incentrati sull’interazione tra uomini e robot, intitolati Abissi d’acciaio, Il sole nudo e I robot dell’alba, il cui seguito si interseca, nel quarto e quinto romanzo, con la Trilogia della Fondazione.
    Solo il primo dei romanzi citati è ambientato su una Terra sovraffollata e ostile all’utilizzo dei robot, in cui si verifica un roboticidio sul quale sono chiamati ad indagare un terrestre ed un robot di proprietà dei coloni trasferitisi nello spazio. I successivi sono ambientati in queste colonie extra-terrestri, quindi ti porterebbero fuori tema, cara amica di “Il giro del mondo, attraverso il libri”. Un saluto. franco

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    • Ciao Franco, grazie per il preciso commento!
      Sicuramente continuerò a leggere Asimov perché mi è davvero piaciuto moltissimo “Io, robot”. Hai citato “Abissi d’acciaio” e mi ispira molto.!
      Grazie ancora, ripassa sul blog quando vuoi 🙂

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  2. La fantascienza è un genere che mi è poco congeniale, ma, forse, potrei dare una possibilità alla letteratura (ai film al momento non ci riesco proprio), magari con questo Asimov, un autore che non conosco ma che mi spiace non aver mai letto. Chissà…!

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    • Ciao Athenae, fino a qualche tempo fa neppure io leggevo fantascienze, benché il mio film preferito in assoluto sia Ritorno al Futuro (conosco le battute a memoria). Ho iniziato a leggere fantascienza con Bradbury, ma “Fahrenheit” 451 mi aveva convinto poco; però, ho perseverato e ho letto “Guida galattica per autostoppisti” che mi ha fatto sorridere e divertire molto. Ad ottobre ho letto “Cronache marziane” di Ray Bradbury: è stata una svolta, mi sono innamorata di quel libro (che poi, sono racconti tutti collegati, se vuoi iniziare la fantascienza ti consiglio proprio Cronache). Infine, ho letto “Io, robot” per curiosità, e mi è piaciuto parecchio. Fammi sapere se inizierai anche tu con la fantascienza!

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    • Ciao Luisella, ti ringrazio per la gradita visita. Inizierò “Noi” proprio questa sera. Ho delle grandi aspettative, avendo già amato “1984” di Orwell e “Mondo nuovo” di Huxley.
      Torna quando vuoi, a presto! Ciao!

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