Romain Gary | Educazione europea

Tadek Chmura aveva ragione. In Europa abbiamo le cattedrali più antiche, le più vecchie e celebri università, le più grandi biblioteche, ed è qui che si riceve l’educazione migliore, sembra che vengano in Europa da tutti gli angoli del mondo per istruirsi. Ma alla fine, quel che ti insegna tutta questa famosa educazione europea è come trovare il coraggio e delle buone ragioni, valide e convenienti, per ammazzare un uomo che non ti ha fatto nulla e che se ne sta seduto sul ghiaccio con i pattini e a testa china, aspettando la fine. [Educazione europea, cit. pagina 263]

Titolo: Educazione europea

L’autore: Romain Gary, psedonimo di Romain Kacev, nacque nel 1914 in Lituania, figli di un’attrice ebrea russa fuggita durante la Rivoluzione e di Ivan Mosjoukine celebre vedette del cinema muto. Con il romanzo Educazione europea gli si aprono le porte della diplomazia, si trasferisce in Francia e continua a scrivere numerosi romanzi. Il 2 dicembre 1980 si uccide a Parigi nella sua casa a Place Vendome, con un colpo di pistola alla tempia

Traduzione: Mario Nardi

Editore: Neri Pozza

Il mio consiglio: è un romanzo sulla Resistenza polacca durante la II Guerra mondiale, secondo me è un testo unico con un punto di vista decisamente interessante

Prima di commentare Educazione europea, occorre capire chi fu l’autore, Romain Gary, poiché il romanzo nasce dalla sua personale riflessione sulla II Guerra Mondiale. Le informazioni di seguito riassunte, sono tratte dal saggio di Jan Brokken “Anime baltiche“, libro grazie al quale ho conosciuto la figura di Romain Gary e le sue brillanti opere.

Romain Kacev sin da piccolo si mostrò ambizioso e desiderava volare alto nel cielo, in un cockpit come aviatore. Nel 1938 realizzò il suo desiderio, avviandosi all’addestramento dell’accademia dell’aviazione nel Sud della Francia, ma fu l’unico allievo a non essere promosso a sottotenente. Ottenne però la nazionalità francese e si cambiò nome in Romain Gary, ma rimase comunque un uomo dal passato oscuro, russo o polacco, ebreo o mezzo ebreo; durante la II Guerra Mondiale iniziò a volare: nell’Africa centrale, in Sudan, in Egitto e a Damasco, poi nell’Europa occidentale. Ma fu solo nel 1942 che Gary venne arruolato nella squadriglia Lorraine che faceva parte della Royal Air Force di istanta in Inghilterra. Con la testa tra le nuvole, mentre bombardava la Germania nelle sue varie missioni aeree, Gary coltivava un altro sogno: quello di diventare scrittore. In ogni caso, prima di diventare scrittore, il destino volle fare di lui un eroe di Guerra: nel 1944 l’aereo su cui volava fu colpito dalle mitragliatrici dei caccia tedeschi e il pilota venne colpito dalle scheggie di vetro, restando cieco. Gary, alle sue spalle nel vano del navigatore, dovette guidare il pilota e nonostante non potesse vedere grazie alle istruzioni di Gary poterono atterrare miracolosamente al suolo. Questo gesto valse ad entrambi la massima onoreficienza militare. E mentre Gary nell’ospedale militare si riprendeva dalla missione, iniziò a scrivere Educazione europea, che uscì in Francia nel 1945. Fu l’inizio della carriera di scrittore di Romain Gary.

Il filosofo francese Jean Paul Sartre definì l’opera prima di Gary come il miglior romanzo scritto sulla Resistenza. Il romanzo, edito in Italia da Neri Pozza in un progetto di ripubblicazione di tutte le sue opere, racconta la storia di Janek, un ragazzo dodicenne che suo malgrado deve confrontarsi con la guerra tra polacchi e tedeschi. Janek a causa della guerra perde i genitori e si unisce ad un gruppo di partigiani polacchi: con loro impararà a combattere, conoscerà l’amore, il patriottismo, la musica e suo malgrado dovrà partecipare ad alcune misssioni che hanno come obiettivo quello di uccidere dei soldati tedeschi.

Per più di un’ora i partigiani, alcuni dei quali avevano marciato per dieci chilometri per raggiungere il rifugio, ascoltarono la voce, quel che c’è di migliore nell’essere umano, come per rassicurarsi. Per più di un’ora degli uomini stanchi, affamati, feriti, perseguitati celebrarono così la loro fece, confidando in una dignità che nessuna bruttura, nessun crimine potevano intaccare. Janek non avrebbe mai dimenticato quel momento […]

Janek trascorre molto tempo tra la foresta gelata e gli obiettivi da portare a termine, si vive nelle buche fredde scavate nella nuda terra e si mangia poco, pochissimo, solo qualche patata bollita ogni tanto. Se non fosse per  Dobranski, lo scrittore del gruppo che spesso allieta i partigiani con la lettura dei suoi racconti, sopportare l’attesa della libertà sarebbe stata più pesante.

“E’ quel che intendo scrivere nel mio libro. Non mi chiedi il titolo?” “Dimmelo” “Si intitolerà Educazione europea. E’ stato Tadek a suggerirmi questo titolo. In senso ironico, naturalmente: per educazione eurpea intende le bombe, i massacri, gli ostaggi fucilati, gli uomini costrette a vivere nelle tane come bestie. Ma io, vedi, raccolgo la sfida. Possono ripetermi finché vogliono che la libertà, la dignità, l’onore di essere uomo non è altro che un racconto per l’infanzia, un racconto di fate per il quale ci si fa ammazzare. La verità è che ci sono momenti nella storia, momenti come quello che stiamo vivendo, in cui tutto quel che impedisce all’uomo di abbandonarsi alla disperazione, tutto ciò che gli permette di avere una fede e continuare a vivere, ha bisogno di un nascondiglio, di un rifugio. Talvolta questo rifugio è solo una canzone, una poesia, una musica, un libro. Vorrei che il mio libro fosse uno di quei rifugi e che aprendolo, alla fine della guerra, gli uomini ritrovassero intatti i loro valori e capissero che, se hanno potuto forzarci a vivere come bestie, non hanno potuto costringerci a disperare.” [Educazione europea, cit. pagina 70]

Ma la Resistenza è solo uno degli obiettivi dei partigiani: come Janek e Dobranski, tutti loro hanno dei sogni e nessuno perde mai la speranza di un’Europa libera e senza guerra, senza oppressi e oppressori.

Annunci

2 pensieri su “Romain Gary | Educazione europea

  1. sai che della resistenza polacca non so davvero nulla?

    per di più in viaggio a cordoba ho conosciuto una ragazza simpaticissima polacca… son curiosa di conoscere qualcosa di più sulla sua cultura!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...