Respirare a Parigi, conserva l’anima | Diario di viaggio #3

La mattina del terzo giorno di viaggio, il cielo è plumbeo e una fitta pioggerellina gelata ad intermittenza ci accompagna per tutto la giornata. Se avete voglia di scoprire che cosa abbiamo fatto i giorni precedenti durante il nostro viaggio a Parigi, cliccate qui. Se avete già letto gli articoli e volete ripartire con me, tirate fuori il vostro abbonamento del metrò e come sempre partiamo dalla stazione Saint Paul Le Marais. Pronti? Vi garantisco che la giornata di oggi sarà davvero emozionante…

Arc de Triomphe, le manie di grandezza di un piccolo Imperatore corso

La prima tappa della nostra terza giornata a Parigi è la visita all’Arco di Trionfo, il maestoso monumento all’inizio dell’Avenue Champs-Elysée, al centro di Place Charles de Gaulle, anche chiamata l’Etoile. Dal nostro hotel prendiamo la Linea 1 fino alla fermata Charles de Gaulle Etoile, usciamo dalla metrò ed ecco il grandioso capriccio del piccolo Imperatore corso, una struttura alta 50 metri e lunga 45 metri, tutta in marmo, voluta nel 1806 per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte, mentre sotto l’Arco è presente la Tomba del Milite Ignoto, corredata di fiori e di fuoco perpetuo (ogni sera viene ravvivato dai volontari dell’Associazione dei Combattenti o delle Vittime di Guerra).

La biglietteria sta aprendo, ci mettiamo in fila ed esibiamo i nostri Paris Museum Pass; dopo il solito controllo degli zaini ed effetti personali, siamo pronti per salire in cima all’Arc a piedi (attenti: non c’è l’ascensore!). Le due scale a chioccola (una solo per la salita, l’altra solo per la discesa), sono assai strette e anguste, ma l’emozione di arrivare in cima è così grande che io non faccio caso al fatto che arrivo lassù respirando come un’asmatica. All’intero dell’ultimo piano c’è una piccola boutique, uno stand di volantini con le informazioni plurilingue, un modellino dell’Arco.

Da quassù la vista è un vero spettacolo! Capisco perché Place Charles de Gaulle viene anche chiamata Etoile, in italiano “stella”… dalla rotonda si intersecano sei boulevard dai quali ne escono dodici strade. Passeggio sull’Arco facendo attenzione al vento che mi rivolta l’ombrello e vivo di nuovo l’emozione di abbracciare Parigi. Da qui vedo La Défense, la Collina di Montmartre, il Louvre, la Senna e … lei, la bellissima Tour Eiffel.

Scendiamo dall’Arco di Trionfo per proseguire il nostro tour napoleonico..

arco di trionfo

Hotel national des Invalides, il secondo funerale di Napoleone Bonaparte

Per raggiungere la monumentale Tomba di Napoleone, prendiamo la metrò Linea 1 sino alla fermata Champs-Elysée Clemenceau e cambiamo con la Linea 13 scendendo quindi alla fermata Varenne. Da qui, si vede già la cupola rivestita di fogli d’oro dell’Hotel des Invalides e una breve passeggiata ci porta al cospetto della tomba dell’Imperatore dei francesi.

Napoleone morì durante il suo secondo esilio sull’Isola di Sant’Elena, il 5 maggio 1821 e qui fu sepolto sino al 1840, quando venne deciso di riportare a Parigi le sue spoglie. L’Imperatore ebbe così il suo secondo solenne funerale: la bara arrivò a Cherbourg, salutato dalle salve dei cannoni del forte, il 2 dicembre del 1840 esattamente 36 anni dopo la notte della sua solenne incoronazione come Imperatore dei francesi nella Cattedrale di Notre Dame; da qui il feretro partì per tornare a Parigi, dove il 15 dicembre 1840, trainato da una carrozza con 16 cavalli, sfilò proprio sotto il suo Arc de Trionphe e giunse finalmente all’Hotel des Invalides, sua dimora eterna.

tomba napoleone

All’interno del mausoleo mi colpisce subito la cupola dipinta con tonalità calde e dorate; mi avvicino alla balconata e mi sporgo per ammirare la maestosa bara di porfido rosso finlandese ove riposano i resti di Napoleone. Si scendono le scale e il percorso si sviluppa ad anello nel loggiato dove campeggiano le dodici Vittorie.

La figura di quell’Ufficiale dell’Artiglieria di origini corse che con un colpo di stato prese il potere in Francia e si nominò Imperatore dei francesi, definito da alcuni storiografi il miglior statista di tutti i tempi per le sue abilità nel vincere le battaglie e la capacità di essere riuscito a stravolgere la geografia dell’Europa, devo dire che mi ha da sempre affascinata. Ripercorrere una piccola parte della sua storia e vedere i luoghi dove Napoleone visse e trascorse parte della sua esistenza, mi ha affascinata ed emozionata.

Ma ora è tempo di shopping e di fare pranzo, per cui con notevole curiosità, ci dirigiamo verso le Galerie Lafayette.

Le Galerie Lafayette, uno sfavillante incubo tempio per glafayetteli appassionati di shopping

Per arrivare alle Galerie Lafayette riprendiamo la metrò Linea 13 alla stazione Varenne, scendiamo a Miromesnsil e da qui prendiamo la Linea 9 fino alla fermata Chausseée d’Antin La Fayette.

Entriamo nelle Galerie e una cosa mi è subito chiara: la ressa è tremenda, il caldo soffocante, i percorsi sono obbligati talmente c’è gente. Decidiamo quindi di prendere una boccata d’aria nella terrazza panoramica all’ottavo piano, dalla quale si vede una porzione di Parigi che non avevamo ancora visto. Dopo un veloce pranzo in un fast food, passeggiamo lungo le balconate e ammiriamo estasiati l’albero di Natale di quest’anno: alcuni parigini molto fantasiosi l’hanno soprannominato “il kebab”… in effetti, dalla forma sembra proprio un kebab gigantesco! Voi che ne dite?

Nel primo pomeriggio, è tempo di vedere da vicino la Tour Eiffel, che finora l’ho solo vista da lontano. Quindi riprendiamo il metrò dalla stazione Opéra della Linea 8 e andiamo ad intersecare la RER Linea C alla fermata comune di Invalides, quindi saliamo sulla RER Linea C e scendiamo alla fermata Champs de Mars Tour Eiffel.

La Tour Eiffel vestita di luce: uno spettacolo senza paragoni

Appena usciamo dalla stazione RER Champs de Mars Tour Eiffel vedo “l’Asparago gigante”, come affettuosamente i parigini chiamano la Tour (ne hanno di fantasia, vero?). La giornata purtroppo è rimasta molto grigia, anche se a momenti smette di piovere, ma giusto il tempo di chiudere l’ombrello, mi tocca aprirlo di nuovo. Arriviamo ai piedi della mostruosa struttura di metallo che s’innalza per 324 metri in altezza.

Costruita in occasione dell’Expo Universale del 1889 e progettata dall’ingegnere francese Gustav Eiffel, da cui la Torre prende il nome, inzialmente scandalizzò i parigini per la sua estrema bruttezza e modernità, che contrastava fortemente con il classicismo dell’VIII Arrondissement. Qualcuno pensò addirittura di smontarla, dopo l’Expo del 1889, ma la Tour si salvò perché… la sua altezza era perfetta per installare le antenne radio!

Oggi non riusciremmo ad immaginare Parigi senza la Tour Eiffel, è un simbolo non solo di una città ma addirittura di una Nazione intera. La si cerca costantemente mentre si passeggia per Parigi; la sua presenza ci rassicura, ci conferma che siamo proprio nella capitale francese. Le luci che la illuminano durante la notte e che la vestono di scintillanti spettacoli luminosi sono una gioia per gli occhi e per il cuore di chi si lascia emozionare dalla storia e dall’architettura.

La vista della Tour Eiffel che brilla nella notte e illumina Parigi come un faro, una guida, una certezza, è senza dubbio uno dei ricordi che porto più piacevolmente nel cuore. Salendo al Trocadéro, ha finalmente smesso di piovere. Scatto qualche immagine della Tour e ad un certo punto sento un…. “ohhhh!!!” dalla folla: lo spettacolo delle luci è iniziato! Ditemi se questo non è un ricordo bellissimo da portare con nel cuore…!

tour

La stanchezza della giornata inizia a farsi sentire: sono state tantissime oggi le emozioni, ma la Tour Eiffel per ora le batte tutte. E pensare che io l’avevo sottovalutata un po’, pensavo che fosse troppo turistica per i miei gusti, pensavo che Parigi avesse molto di meglio da offrire; in effetti, Parigi ha molto, troppo, da offrire, ma la Tour Eiffel vestita di luce è un qualcosa che non avrei mai immaginato!

Piacevolmente colpita, dopo gli scatti, prendiamo il metrò per tornare all’hotel. La fermata è Trocadéro della Linea 9, che incrocia la nostra Linea 1 alla fermata Franklin Roosvelt. Dopo una cena alla trattoria cinese (troppo buoni gli spaghetti di soia alle verdure e gli involtini fritti ai legumi!), le emozioni non sono finite: ha ufficialmente smesso di piovere e abbiamo voglia di vedere la Cattedrale di Nostre Dame per sfruttare la giornata fino alla fine.

Dalla fermata Saint Paul Le Marais con la Linea 1 andiamo fino alla stazione Chatelet, prendiamo la Linea 4 e scendiamo alla fermata Cité. Siamo nel cuore dell’Ile de la Cité, dove sorgono palazzi magnifici, la Cattedrale di Notre Dame e la Saint Chappelle, in programma per il giorno dopo. Facciamo un giro dell’Ile de la Cité e ammiriamo i ponti illuminati sulla Senna e la Conciergerie che si specchia sulle acque solcate dal Bateau Mouches.

Ma la curiosità di vedere l’albero di Natale di fronte a Notre Dame è tanta: passeggiamo quindi fino alla piazza di fronte alla Cattedrale ed ecco che vengo nuovamente emozionata da questo spettacolo. Dimentico la stanchezza, il male ai piedi per i tanti passi… un coro di ragazze canta qualche musica di Natale, le luci brillano e la Senna scorre placida qualche metro di distanza dalla piazza. E’ tutto bellissimo, è tutto perfetto. Con la gioia nel cuore e la certezza che il giorno successivo rivedrò la Cattedrale di Notre Dame, torniamo in hotel per riposarci.

note dame

Purtroppo, il giorno a venire sarà il quarto quindi l’ultimo. Ma per ora non ci pensiamo: tante altre sorprese ci aspettano…!

… Se volete sapere come si è concluso il nostro viaggio a Parigi, non vi resta che attendere la quarta e ultima puntata del mio Diario di viaggio…!

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6 pensieri su “Respirare a Parigi, conserva l’anima | Diario di viaggio #3

  1. Stupenda la Tour Eiffel! ❤ Hai detto bene. Non è solo il simbolo di Parigi, ma di una nazione intera. Unf aro che guida i parigini e i turisti. Uno spettacolo!

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  2. che meraviglia! Sono stata a Parigi d’autunno ed era stupenda, a così vicino al Natale deve essere meravigliosa! Sono salita sia sull’Arco di trionfo che in cima alla Tour e devo dire che in entrambi i casi la vista è emozionante, ma sulla Torre sono salita di sera e la magia della notte è imparagonabile!!! 🙂

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