Torino | Quadrone, un “iperrealista” nella pittura piemontese dell’Ottocento

La Fondazione Accorsi Ometto ospita sino all’11 gennaio 2015 una suggestiva mostra dal titolo “Giovanni Battista Quadrone, un ‘iperrealista’ nella pittura piemontese dell’Ottocento“, curata da Giuseppe Luigi Martini in collaborazione con Studio Berman di Giuliana Godio.

Dopo il successo avuto con la mostra di Antonio Fontanesi, la Fondazione Accorsi Ometto propone una nuova mostra di grande qualità artistica, capace di emozionare e stupire anche i visitatori più esigenti. Le circa 40 opere esposte nelle splendide sale del Palazzo dove ha sede la Fondazione, si snodano per temi, soggetti e periodo storico. Un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati d’arte dell’Ottocento.

Giovanni Battista Quadrone è ad oggi considerato uno dei maggiori esponenti della pittura dell’Ottocento italiano; Quadrone nacque a Mondovì (Cuneo) nel 1844 da una famiglia di materiali lapidei e morì a Torino nel 1898. Durante la sua breve vita, riuscì a diventare un pittore noto e apprezzato anche a livello internazionale, tanto da venire espositi anche in Europa e in America. Quadrone si recò anche a Parigi, come molti artisti del tempo, per perfezionare le sue conoscenze artistiche e le sue tecniche.

Quadrone fu attivo in Piemonte, presso la sua casa a Mondovì, ma amò moltissimo anche la Sardegna, una regione che all’epoca era poco nota e conservava allora la sua verginità originaria. Quadrone dedicò molte opere alla vita delle genti sarde, tutti dipinti di grande impatto emotivo che cercavano di trasmettere a chi stava sul “continente” come si viveva allora in Sardegna.

Il pittore piemontese si dedicò anche molto a soggetti venatori, battute di caccia e ritratti eccezionali di persone e animali. I suoi soggetti furono anche spiritosi a vedersi, come per esempio “L’occasione fa il ladro” (1895, Collezione privata); in questo dipinto in realtà le occasioni di farla franca sono duplici: mentre l’uomo anziano sonnecchia, il giovinetto ne approfitta per dare un tenero bacio alla ragazza e mentre i due sono presi dalla loro passione amorosa, ecco che il cagnolino ne approfitta a sua volta e ruba una bistecca dal tavolo della locanda. Si osservino i dettagli riprodotti con estrema cura: sembra quasi di assistere dal vivo alla scena.

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Giovanni Battista Quadrone “L’occasione fa il ladro” 1895 (fonte immagine: sito web Fondazione Accorsi Ometto)

Se si osservano con attenzione i minuziosi dettagli che Quadrone regala allo spettatore, si rimane affascinati e colpiti non solo dalla precisione degli oggetti e personaggi dipinti ma anche dalla carica psicologica che essi trasmettono all’osservatore. Tra tutti, senza dubbio, si apprezza una fortissima tensione nel dipinto “L’agguato”, osservate la scena nella sua interezza: la prima cosa che si nota è la figura in centro al dipinto, che sorregge con due mani uno spadino; a destra, un uomo in calzamaglia rossa, con un pugnale stretto nella mano destra e l’altra mano appoggiata alla colonna della porta. Gli uomini dietro fanno il segno del silenzio, si tratta pur sempre di un agguato, non bisogna dare segni della propria presenza. Ed ecco che osservando i dettagli, si vede la tenda a destra che si arriccia e da sotto spunta una scarpa: sta per uscire l’uomo che verrà probabilmente ucciso da questi personaggi. Quello che succederà pochi secondi dopo, Quadrone lo lascia immaginare. Ma intanto lascia l’osservatore con il fiato sospeso.

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Giovanni Battista Quadrone “L’agguato”, 1869 (fonte immagine: GAM Galleria di Arte Moderna, Torino)

Nell’ultima parte della sua breve vita. Quadrone affrontò il tema del circo e dei ciarlatani che vi girano attorno, dei paesaggi e delle scene di vita contadina quotidiana, sempre cercando di catturare i dettagli e gli aspetti psicologici dei protagonisti – siano essi umani o animali – tanto da sembrare uno scatto fotografico anziché un disegno.

Tra i dipinti del tema sul circo, spicca per originalità e cura dei dettagli la tela “Il circo (o I saltimbanchi)” del 1894. La tela è così realistica, la scena è resa con vivacità notevole: non tutti gli spettatori sono attenti e questi saltimbanchi sembrano piuttosto dei ciarlatani un po’ improvvisati anziché dei professionisti.

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Giovanni Battista Quadrone “Il circo (o I saltimbanchi)”, 1894, Collezione privata (fonte immagine: sito web della Fondazione Accorsi Ometto)

Tra le scene di vita quotidiana, colpisce per la simpatia e nuovamente per la sua originalità la tela “Preludio di una battagliuzza” del 1897, collezione privata. Due bassotti cicciottelli che si contendono il polletto e combattono sul tavolo, mentre gli altri sono spettatori della battaglia e non riescono a salire sul tavolo e a partecipare attivamente. Fa sorridere la serietà dei bassotti nel cercare di compiere il furto, mentre si osservano i dettagli nuovamente tracciati con grande capacità e padronanza delle sfumature e dei colori.

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Giovanni Battista Quadrone “Preludio di una battagliuzza” 1897, Collezione privata (fonte immagine: sito web della Fondazione Accorsi Ometto)

La perfezione delle sue opere gli diede inizialmente la fama, tanto che la Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma e il Museo Civico di Torino, fu poi criticata come eccessiva all’inizio del Novecento. Oggi, oltre alla temporanea mostra ospitata presso la Fondazione Accorsi Ometto a Torino, le opere di Giovanni Battista Quadrone si possono ammirare a Roma, Torino, Vercelli e Biella.

Informazione utili per la visita alla mostra:

Fondazione Accorsi Ometto, Via Po n. 55 (fermata tram 13 e bus 56 diretti verso Piazza Vittorio)
Da martedì a venerdì 10.00 – 13.00; 14.00 – 18.00
Sabato e domenica 10.00 – 13.00; 14.00 – 19.00
Lunedì chiuso
Visite guidate su prenotazione

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