Susan Vreeland | La lista di Lisette

Immaginate la Provenza con i suoi colori, i suoi profumi e i suoi panorami; immaginate un villaggio arroccato su una collina, con vista sulle sfumature delle Ocre. Immaginate un nonno appassionato d’arte, prentete una ragazza parigina, mescolate con cura e iniziamo a spalmare i colori sulla tela grezza. Ma se si dipinge a mano libera, si sa, qualche piccola sbavatura può capitare.

Titolo: La lista di Lisette

L’autrice: Susan Vreeland è una scrittrice americana che vive a San Diego (California) e è un’appassionata d’arte. L’editore italiano Neri Pozza ha pubblicato tutte le sue opere. Il sito web dell’autrice è: www.svreeland.com

Traduzione: Simona Fefé

Editore: Neri Pozza (2014)

Il mio consiglio: per chi è un paziente appassionato d’arte e del Sud della Francia

Davanti alla stazione ferroviaria di Avignone, tra l’andirivieni nervoso dei viaggiatori, i fattorini dalle biciclette decrepite intenti a scansare bambini e barrocci, lo strepito dei clacson, André mordicchiava tranquillamente la mela che aveva preso su una bancarella. Io invece giravo intorno alle nostre sacche da viaggio, alle valigette, alle casse colme di tutto ciò che eravamo riusciti a portare via dal nostro appartamento a Parigi, più i suoi attrezzi, più il mio sogno di vita spezzato [cit. pagina 11]

E’ il 1937 quando André e Lisette ricevono la lettera di Pascal, il nonno di André, decidono immediatamente di lasciare Parigi per trasferisi a Rousillon, in Provenza. Pascal infatti si descrive come un anziano bisognoso di cure, e poiché è l’uomo che ha cresciuto e aiutato André, quest’ultimo non esita un secondo nel partire verso il Sud della Francia. Per Lisette il distacco da Parigi, lei che è nata e cresciuta nella capitale, è fortissimo, ma è il dovere di moglie quello di seguire suo marito in Provenza. Lisette a Parigi lascia quello che ritiene sia il lavoro dei suoi sogni, un apprendistato in una galleria d’arte.

Giunti a Rousillon, i due ragazzi scoprono che Pascal non è messo così male come voleva far credere loro; infatti, l’obiettivo di Pascal era di avere i due nipoti vicino a lui per parlar loro dei suoi preziosi dipinti. Pascal è stato un cavatore di ocra, un materiale molto estratto in quelle zone, e durante la sua vita ha conosciuto molti artisti, spesso al verde. Per ripagarlo dei materiali, i pittori gli regalavano un quadro, così ha creato la sua piccola collezione.

Ma a seguito di alcuni eventi infausti, André è costretto a nascondere i dipinti per non che venissero requisiti dai nazisti che hanno conquistato la Francia. André nasconde i quadri e non rivela a Lisette dove li ha messi, per evitare che la moglie possa essere inquisita o torturata per condurre i militari tedeschi ai dipinti. André parte per il fronte con l’amico Maxime, mentre Lisette resta sola a Rousillon. La ricerca dei quadri diventerà uno dei principali obiettivi di Lisette, assieme a quello di tornare nella sua Parigi.

Susan Vreeland firma un altro romanzo che come protagonista ha l’arte: dopo aver portato i lettori a Parigi seguendo le avventure di Renoir, descritto ne “La vita moderna“, ritorna in Francia, questa volta nel Sud. Se la prima parte del romanzo è scorrevole e appassionante, nella seconda parte la narrazione si fa un po’ ripetitiva e lenta; mentre verso la fine del romanzo, la narrazione riprende vigore.

E’ un romanzo d’arte, ma non solo: la Vreeland si sofferma molto sui dettagli della vita agreste di Lisette in Provenza, diventando quasi una sorta di romanzo di formazione. Una parigina, benché vissuta e cresciuta in un orfanotrofio, è inizialmente restia nell’andare a vivere in campagna, ma col tempo imparerà a vivere seguendo i ritmi della natura. E la natura è ben descritta, certamente invita il lettore curioso a prenotare un tour della Provenza, passando tra le Gorges, i Louberon, Avignone e Rousillon; luoghi carichi di storia, paesaggi e paesini incantevoli, colori, profumi, suoni magici.

E’ un romanzo di passaggio, un romanzo nuovo, dove Susan Vreeland non si concentra solamente su di un’opera o di un artista, ma cerca di vedere il mondo artistico con la prospettiva di una giovane sposa parigina che lavora come apprendista d’arte in una galleria. Qui non ci sono i tecnicismi magistrali de “La passione di Artemisia” o de “La vita moderna“, qui entrano in gioco solo le passioni e la vita di Lisette, la quale, spinta dagli eventi che investono il corso della sua, sente il dovere di portare a compimento la sua famosa lista.

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