Miki Bencnaan | Il grande circo delle idee

Lo spettacolo del grande circo delle idee sta per iniziare… forza, forza signore e signori, i posti in prima e in seconda fila sono già occupati, ma se v’affrettate potrete trovare ancora qualche posticino al fondo. Gli elefanti sono pronti, arrivano dal Circo Dolcezza, ad aprire la parata ci sono Lili e Robert, i pachidermi scelti da Futerko. I corvi bianchi volteggiano in cielo e sentite l’aria che profuma di mela?, è un’idea di Emanuel. Gli aquiloni di Pesca vorrebbero librarsi in volo, vedete le scritte?, “Venite a contemplare il Paradiso in terra“. Strano, vero? Ma a tutto c’è una spiegazione, basta aprire la vostra mente e il romanzo di Miki Bencnaan.

Titolo: Il grande circo delle idee

L’autrice: Miki Bencnaan è nata a Tel Aviv, oltre che scrittrice è scenografa e costumista per il National Habima Theater; insegna presso la Bezalel Academy of Art and Design di Gerusalemme. Il grande circo delle idee è il suo secondo romanzo, ma il primo pubblicato in Italia.

Traduzione: Anna Linda Callow

Editore: Casa Editrice Giuntina

Il mio consiglio: aprite la vostra mente e il vostro cuore, accogliete Il grande circo delle idee dentro di voi; smettete di vedere la realtà con i soliti colori, sono le idee che creano la realtà

“Be’, se sei d’accordo con me nel dire che le idee creano la realtà, allora capisci che bisogna impiantare visioni di un’era in cui le guerre avranno fine già nella prima infanzia. Secondo me bisogna seminare immagini di pace a Gerusalemme nella testa di milioni di bambini, così ci sarà una possibilità che essi le realizzino una volta diventati adulti”. Ora le sembrava di aver capito. “Ed è per questo che diffondi il Paradiso in miniatura con gli aquiloni?” “Esattamente” disse Pesca sentendosi allargare il cuore.

Quando Binyamin e Pinki Hopsa ricevono una telefonata dalla polizia di Gerusalemme, capiscono che è successo qualcosa di grave. Infatti, Futerko Hopsa è stata trovata morta nell’appartamento della casa di risposo dove viveva. Futerko però non era sola in casa: con lei è morta anche una donna che Binyamin e Pinki non conoscono. La causa della morte è chiara: la stufetta a gas durante la notte ha rilasciato i fumi tossici, asfissiando le due donne. A non essere chiaro, è il motivo per cui Futerko indossi un costume da elefante mentre l’altra donna sembri vestita da bambola.

La morte di Futerko diventa per Pinki e la sua famiglia l’occasione per conoscere alcune stranezze dei comportamenti della nonna. Per esempio, perché ogni tanto si vestiva con un logoro costume da elefante e perché avesse fondato il coro della casa di riposo con Leon, Pesca ed Emanuel.

Binyamin Hopsa è un avvocato che adora mettere in ordine documenti disordinati e quando trova una scatola piena di lettere, documenti e fogli appartenuti a Futerko, è al settimo cielo. Da questi emerge non solo la storia di Futerko, una storia che nessuno di loro prima d’ora conosceva, ma anche la storia di Pesca, Emanuel e Leon, gli altri coristi; durante un Séder alquanto improvvisato, Binyamin illustra alla famiglia il contenuto dei misteriosi documenti.

Tutto comincia in un campo di concentramento a Belzec, in Polonia, quando una bambina vestita da elefante in attesa di essere uccisa, diventa il giocattolo prediletto di Inge Vonderholzen, la figlia di un ufficiale delle SS di istanza proprio in quel campo. Tutto comincia a Roma, nella Città Eterna, dove vive Pesca Principali e dove grazie alla passione per le statue dei Santi (che a Roma abbondano) decide di avviarsi al seminario; tutto comincia tra Berlino, Parigi e Vienna, quando Leon Vaydenfeld, acclamato regista e direttore artistico conosce i successi nei migliori teatri d’Europa, ma con l’ascesa del Terzo Reich le sue fortune si trasformano in sfortune, e malauguratamente finisce in un campo di concentramento. Tutto comincia in Argentina, nel 1929, quando Emanuel Elbalak decide di diventare un botanico fuori dal comune e inizia a creare mobili biologici.

I personaggi del romanzo di Miki Bencnaan sono descritti in modo eccellente, siamo portati a credere che siano davvero esistiti, anche i più bizzarri. Pinki, per esempio, che è un artista che disegna acquerelli di uccelli estinti e riesce a vedere le lettere e i numeri colorati (sinestesia); Leon, il regista teatrale, visionario e poliedrico riesce a lasciare di stucco il pubblico parigino con la sua personale interpretazione di Sogno di una notte di mezz’estate. Futerko, che quando deve affrontare qualcosa di difficoltoso, si corazza nel costume da elefante. Emanuel, che ha dedicato la sua vita alla creazione di mobili biologici. Pesca, che è convinto che solo le idee e la creatività potranno salvare il mondo.

Alcuni romanzi sfuggono ad ogni definizione. Sin da piccoli veniamo istruiti che esistono determinati generi letterari e crescendo tendiamo a classificare ogni libro, quasi fossero insetti rari da nomenclare. “Il grande circo delle idee” sfugge ad ogni classificazione perché non si può ridurre banalmente ad un unico genere letterario il portentoso affresco di personaggi, situazioni, storie, visioni e nomi creato dalla magica penna di Miki Bencnaan.

Quando si inizia a leggere un romanzo come questo, si viene immediatamente catturati da un vortice di curiosità e di voglia di scoprire. Pagina dopo pagina, episodio dopo episodio, al lettore vengono svelati piccolissimi particolari che messi assieme compongono pian piano il mosaico di una minuziosa trama scritta in modo decisamente eccezionale e architettata in modo magistrale.

“C’è ancora troppa Shoah,” mi scrive ancora in una mail “e troppi uccelli morti. Le assicuro che la gente non vorrà leggerlo. Peccato”. “Questo è ciò che voglio ci sia nel libro,” gli rispondo “sono fatto così. E non sono capace di vedere all’improvviso la vita con i soliti colori“. Ma lui non molla e mi scrive di nuovo. “A mio parere nel libro ci sono troppi personaggi che piangono. Sarebbe il caso di trovare altre soluzioni al pianto, perché si direbbe che lei stia cercando di commuovere i lettori a forza”. “Mio caro signore,” gli rispondo “per sua informazione durante la seconda guerra mondiale c’era molto più pianto di così in Europa. Secondo me, se i tedeschi avessero raccolto tutte quelle lacrime avrebbero potuto coltivare milioni di cactus e la terra sarebbe comunque rimasta fradicia”.

Grazie al buonsenso dei miei amici e dei miei parenti che mi hanno aiutato a moderare il desiderio di scrivere ogni cosa“, è questa la frase che Miki Bencnaan scrive nei ringraziamenti e che più mi ha colpita. Perché? Semplicemente perché sono convinta che nel vortice della creatività Miki avrebbe ancora voluto aggiungere altri dettagli, personaggi, animali, episodi.

Miki Bencnaan ha portato a termine la missione: Il grande circo delle idee permette riflessioni profonde e fornisce chiavi di lettura che ognuno di noi può utilizzare per aprire le segrete stanze dei ricordi di ognuno dei suoi personaggi. La creatività e le idee salveranno il mondo, senza mai perdere la speranza di un’esistenza migliore, solo la conoscenza ci renderà veramente uomini liberi.

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