Torino | Avanguardia Russa Mostra Costakis

Per la prima volta in Italia, è stata inaugurata il 3 ottobre la Mostra Costakis, ospitata presso Palazzo Chiablese a Torino, e ci sarà tempo fino al 15 febbraio 2015 per ammirarla. Sono appassionata d’arte e sono sempre curiosa di vedere mostre che espongono opere di artisti che conosco poco o non conosco affatto: la Mostra Costakis mi è piaciuta moltissimo e ne sono rimasta entusiasta.

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Il manifesto della Mostra Avaguardia Russa all’esterno del Palazzo Chiablese (foto: Claudia)

Chi era George Costakis?

“Un giorno la gente avrà bisogno e imparerà ad apprezzare quest’arte”

George Costakis, figlio di emigranti greci nacque a Mosca nel 1913, fu l’autista dell’Ambasciata greca fino al 1940. Privo di istruzione artistica, Costakis era però dotato di un notevole gusto artistico e venendo in contatto con l’arte moderna russa, rimase fortemente colpito dalle opere degli artisti di quel tempo. Costakis riuscì ad acquistare molte opere dell’Avanguardia Russa, creando una collezione straordinaria che riuscì a salvarsi dalla distruzione ordinato dal regime dittatoriale russo. Fortemente convinto che “un giorno la gente avrà bisogno e impararerà ad apprezzare quest’arte”, la casa russa di Costakis negli anni ’60 e ’70 era un vero e proprio museo d’arte. Nel 1977 Costakis donò una parte della collezione alla galleria Tret’jakov di Mosca, mentre la restante parte – dopo la sua morte avvenuta ad Atene nel 1990 – fu acquistata dallo Stato greco e divenne parte del museo statale di arte moderna di Salonicco.

Le correnti artistiche del’Avanguardia Russa

Un po’ come Costakis, anche io sono a digiuno dallo studio delle Avanguardie Russe – dimenticate dai nostri programmi statali scolastici; come Costakis anche io mi sono affidata al mio istinto e al mio gusto artistico personale, quando con viva curiosità ho varcato l’ingresso alla mostra. Con la fedele Moleskine rossa e la penna biro, mi sono segnata le opere e gli artisti che mi hanno più colpita, per parlarne in questo articolo.

Nella prima sala si trovano gli esponenti di spicco del Nuovo impressionismo e del Simbolismo. All’inizio del Ventesimo secolo, gli artisti russi erano decisamente influenzati dall’arte di Parigi: il fauvismo, il primitivismo di Gauguin, il simbolismo, il cubismo di Cézanne e l’Orfismo. I russi, studiando gli artisti francesi, si avvicinano a quello che farà caposaldo della propria arte: il requisito essenziale per passare da una forma geometrica pura alla liberazione completa dell’oggetto (come vedremo in Nikrtin, espondente del Proiezionismo).

Nella seconda sala, si possono ammirare i Manifesti di propanga alla Prima Guerra Mondiale, tra essi senza dubbio spicca Aristarch Lentulov.

Nella sala terza, ritroviamo Ljubov Popova, una delle pittrici di spicco dell’Avanguardia Russa (sono sempre felice quando scopro una pittrice donna, perché nella Storia dell’arte sono così poche!); in questa sezione siamo ad un passaggio di ricerca per un nuovo linguaggio artistico e ne è un esempio “Ritratto cubo-futurista” (1915) proprio di Ljubov Popova.

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Ljubov Popova “Ritratto cubo futurista” (1914)

Un nuovo approccio alla natura si intravede nella quarta sala, dove prende piede tra gli artisti la Cultura organica, ovvero l’interpretazione realistica, non solo della realtà stessa, ma anche del microcosmo e del macrocosmo, teoria che quindi spiega come il tutto – compresi gli oggetti all’apparenza inanimati – “sono inclusi nel sistema rigidamente strutturato e governato da leggi, in movimento perpetuo secondo il proprio ritmo biologico.” Michail Matjušin è il creatore della teoria appena espressa.

Nella quinta sala di passaggio si possono leggere le poesie di Aleksej Krucenyoz dipinte da Olga Rozonova.

Il Suprematismo è la superiorità del colore e della forma, in sostituzione agli altri componenti: opere di questa corrente si possono ammirare nella sesta sala; fu Kazimir Malevič  uno degli artisti più versatili e radicali nel panorama dell’avanguardia russa: giungendo al cubo-futurismo e con l’influenza del “linguaggio sovra-logico” dei futuristi russi, sviluppò successivamente la sua teoria di pittura non-oggettiva, a cui diede il nome appunto di Suprematismo.

Nella settima sala, una delle più grandi, troviamo i dipinti degli esponenti dell’Istituto di Cultura arstica di Mosca (INChUK) che fu attiva solo per quattro anni, dal 1920 al 1924. Tra i suoi esponenti, Ivan Puni e Ljubov Popova.

Nell’ottava sala ecco una delle maggiori correnti artistiche delle Avanguardie Russe: il Costruttivismo. Una delle tendenze più importanti – che coincide anche con l’ultimo significativo delle Avanguardie – compare negli ’20. Alexej Gan, teorico del movimento, intende “creare nuove condizioni per la vita del popolo, come una nuova etica basata sulla creazione di forme e costruzioni semplici, logiche e funzionali.”

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Aleksandr Rodcenko “Pagliaccio Pierrot” (1919)

La luce artificiale è la protagonista indiscussa del progresso che avanza, dell’energia che scorre, della cultura della vita: è la protagonista della nona sala della Mostra Costakis. Gli esponenti che seguono l’Elettro-Organismo erano affascinati dal rappresentare la vita attraverso la luce. Secondo Kliment Red’ko “il successo delle arti visive dipende dal modo in cui l’individuo creativo reagisce ai risultati della scienza e della tecnologia contemporanee”. Le arti visive sono misurate in confronto con la velocità della luce e si possono ridurre alle caratteristiche dell’elettricità. E’ tutta questione di energia, la cultura della vita.

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Kliment Red’ko “Luminismo. Sviluppo sintetico della luce” (1923)

Il Cosmismo – quello che mi ha affascinato di più, sarà perché in quel periodo stavo leggendo “Cronache marziane” di R. Bradbury – è pittura spaziale che si interessa alla conquista dello spazio e allo studio dell’Universo. Il suo sviluppo deriva dalle visite di Ivan Kudriašev al laboratorio dell’ingegnere spaziale Kostantin Tsiol’kovksij: queste visite affascinarono l’artista al punto di sviluppare una nuova corrente artistica. Le composizioni di un altro artista, Ivan Kljum, Luce rossa, costruzione sferica, riflette perfettamente il fascino che i fenomeni cosmici, la conquista dello spazio e lo studio dell’Universo e astronomici esercitavano sull’Avanguardia Russa.

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Ivan Kljun “Senza titolo (Sfere nello spazio)” (1923)

L’undicesima sala ospita il Proiezionismo, con opere di Solomon Nikritin e Sergej Luciškin. Nikritin realizzò opere d’arte con materiali diversi da tela e carta, e la sua teoria era quella di formare l’immagine dell’opera direttamente nella mente dell’osservatore: la recezione dell’opera era un aspetto fondamentale sulla quale lavorò per tutta la vita.

L’oppressione del regime comunista

Sotto la dittatura di Stalin molti artisti che rappresentavano le Avanguardie Russe vengono esiliati, condannati, imprigionati e in alcuni casi addirittura giustiziati. Le arti ammesse dal regime stalinista potevano solo celebrare il dittatore o qualche eroe del passato, sempre autorizzato dal regime stesso; le Avanguardie erano sperimentazione, colore, forme: per Stalin l’arte doveva essere conforme alle regole di un regime oppressivo, dove il singolo viene sostituito dalla massa, dove la creatività viene sostituita dal conformismo, dove nessuno può manifestare la propria idea.

Se non fosse stato per la meticolosa pazienza di George Costakis e il suo istinto artistico, è probabile che delle Avanguardie Russe del primo Novecento non sarebbe rimasto nulla, o quasi. Le Avanguardie Russe mi hanno affascinata e interessata, trovo che ammirare quadri di questo genere non sia semplice e per alcuni quest’arte rappresenta “un qualcosa di incomprensibile”, se paragonato ad un Caravaggio o un Leonardo. Ma l’arte non è mai uguale a se stessa, è necessario che si evolva, che cambi, che muti. Le Avanguardie Russe permettono di aprire le nostre menti verso concetti rappresentati in modo complesso sulle tele. Ma una volta compresi, lasciano al visitatore la sensazione di aver ammirato una vera e propria opera d’arte.

Informazioni sulla Mostra Costakis

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