Milano | Mostra Chagall. Una retrospettiva 1908-1985

Nella suggestiva cornice di Palazzo Reale di Milano viene ospitata l’esposizione di circa 220 opere del noto e amato pittore bielorusso, naturalizzato francese, Marc Chagall. Durante la sua lunghissima vita, Chagall ha dipinto tantissime tele e ha affascinato generazione di appassionati d’arte.

La mostra viene definita come la più grande retrospettiva degli ultimi 50 anni ospitata in Italia e dedicata al pittore Marc Chagall. Io sono tra le sue appassionate, e tempo fa mi chiedevo quando avrei potuto vedere le sue opere in Italia. Milano per me è stata una grandissima occasione per conoscere a fondo quasi 80 anni dei suoi lavori. I dipinti arrivano dai musei di tutto il mondo, per cui penso sia un’occasione veramente imperdibile per gli estimatori dell’arte.

Per fare alcuni nomi, le opere provengono dal Metropolitan Museum di New York, dalla National Gallery di Washington, dal Museo Nazionale Russo di San Pietroburgo, dal Centre Pompidou di Parigi e da collezioni pubbliche o private.

Marc Chagall durante la sua lunga e luminosa carriera ha sperimentato ogni genere di linguaggio di tutte le avanguardie del tempo, restando però sempre se stesso. Chagall non è un semplice pittore: è un poeta dell’arte e con le sue pennellate colorate e intense ha saputo mostrare al mondo la sua sensibilità e la sua visione del mondo, soprattutto nei dipinti che ricordano la Shoah.

Marc Chagall nasce da una famiglia ebraica allora facente parte dell’Impero russo, a Vitebsk, che oggi fa parte della Bielorussia, nel 1887. Vitebsk è quella amata città che rappresenta spesso nei suoi dipinti, sia per la nostalgia che prova quando è da essa lontano, sia perché Chagall è un pellegrino dei mondi: infatti nei suoi lavori troveremo spesso simboli e riferimenti multiculturali.

Attraverso le 15 sale dell’esposizione, ho potuto seguire lo svolgersi della maturazione dell’artista nel corso del tempo. Dagli esordi in Russia – bellissimi i dipinti “Il cortile del nonno” e “Veduta dalla finestra di Vitebsk” – sino al primo soggiorno francese, a Parigi (1911 – 1914).

Vitebsk è un mondo a sé, una città unica, una città triste, una città monotona.

Una città monotona, ma che è la sua città, per cui negli anni tra il 1914 e il 1923 Chagall ritorna in Russia. E’ qui che sposa l’amata Bella, la compagna perfetta, la donna che lo ispirerà in tantisisme opere: è in questo periodo che dipinge “Il compleanno“. Marc è pieno d’amore per Bella, e nonostante il periodo non facile che stanno vivendo – è in corso la Prima Guerra Mondiale – loro sono al settimo cielo; Marc vola e dà un bacio a Bella, che felice regge un mazzo di fiori coloratissimi, il suo regalo di compleanno. I colori sono squillanti, e l’arredamento è dipinto nei dettagli più minuziosi. Qui si legge gioia, felicità, amore allo stato puro.

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Marc Chagall, “Il compleanno” 1915

Nella Sala 6 chiamata “L’amore per Bella“, emerge tutto l’affetto che il pittore provava per lei. Celebre e magnifica è “La passeggiata“, dove questa volta a prendere il volo è Bella, tenuta per mano da Marc, sorridente e felice, dopo un pic-nic sul prato, con la città di Vitebsk sullo sfondo.

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Marc Chagall “La passeggiata” 1917-1918

Ma dalla Russia, Marc Chagall è costretto a scappare: ritorna in Francia per la seconda volta, ma quando nel 1940 i tedeschi entrano a Parigi, il pittore s’imbarca per l’America, dove resterà fino al 1948. La felicità di Chagall è destinata a subire duro colpo: in America muore l’amatissima moglie Bella, la protagonista di tanti magnifici dipinti.

Quando Chagall viene a conoscenza di ciò che i nazisti hanno fatto agli ebrei, ne resta profondamente sconvolto. In questo periodo i suoi dipinti sono forti, accesi, complessi: vogliono rappresentare ciò che lui percepiva e il disagio che aveva provato una volta conosciuta la sorte degli ebrei rimasti in Europa. “La caduta dell’angelo” è un insieme di simboli presi da diverse culture, accomunati dal disagio della guerra. Possiamo trovare l’ebreo errante con la Torah in basso a sinistra, la capra con il violino (simbolo dell’ebraismo), una madre che abbraccia il figlio, la candela accesa e in basso a destra un Cristo Crocifisso. L’angelo rosso cade in un turbinio di colore, con un’aria cupa, drammatica, preoccupata. Tra le sue ali una pendola, altro simbolo ricorrente nell’arte di Chagall, come anche la città ai piedi dell’angelo, che è ovviamente Vitebsk.

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Marc Chagall “La caduta dell’angelo” 1923-1933-1947

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Chagall ritorna in Francia nel 1948. Ritorna a Parigi e dipinge per l’occasione “Parigi tra le due rive“. Nel 1950 Chagall si trasferisce nel Sud della Francia, a Saint-Jean-Cap-Ferrat, dove nel 1950 sposa la russa Valentina Brodskij, affettuosamente soprannominata Vava. Alla nuova compagna dedica un dipinto meraviglioso “Ritratto di Vava“, dove il dolce e sereno viso di Valentina Brodskij guarda l’osservatore con la testa reclinata, sullo sfondo di una città rossa, con un bellissimo mazzo di fiori colorati sulla sinistra.

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Marc Chagall “Ritratto di Vava” 1950

Sempre in questo periodo dipinge “La coppia di Saint Paul“, nella quale due amanti dipinti sui tenui colori del blu e del violetto, lanciano uno sguardo alla cittadina di Saint-Paul, in Costa Azzurra, dipinta in rosso. Alla loro destra un grande mazzo di fiori colorati e in alto, il muso di una mucca guarda verso il sole.

Dal 1967 Marc Chagall e la moglie Vava si trasferiscono a Saint-Paul-de-Vence, in Costa Azzurra, a pochi chilometri da Antibes, dove il pittore muore nel 1985 e dove viene sepolto (se siete curiosi di vedere immagini di Saint-Paul-de-Vence, vi consiglio un mio recente articolo scritto dopo il mio viaggio in Costa Azzurra, cliccate qui).

Chagall non ha solo realizzato tele, ma ha anche illustrato le fiabe di La Fontaine, che si possono ammirare nella suggestiva Sala 10 della Mostra a Milano; ha anche realizzato delle vetrate (alcune delle quali distrutte purtroppo durante i bombardamenti dei Sei Giorni in Palestina) e ha affrescato il soffitto dell’Opéra di Parigi.

Nessun artista del XX secolo è stato così amato dal pubblico come Marc Chagall, artista eccentrico e pellegrino dei mondi, che ha saputo integrarsi in ogni occasione e ha cercato di trasmettere come messaggio quello di vivere in armonia in un mondo di fratellanza.

Per saperne di più:

Sito ufficiale della Mostra a Milano

“Chagall” di Ingo F. Walter e Ranier Metzger, edizioni Taschen

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4 pensieri su “Milano | Mostra Chagall. Una retrospettiva 1908-1985

    • Grazie Federica!
      Chissà magari potrebbero prolungarla, visto il successo che sta raccogliendo! E’ appena iniziata ma dovevi vedere che code! Comunque, consolati perché a marzo arriva Monet a Torino e se hai piacere possiamo vederla assieme (tanto andrò due o tre volte a vederla, Monet lo amo!)

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  1. Spero di riuscire ad andarci, Chagall è un artista che mi affascina molto, ma non ho mai avuto il privilegio di ammirare dal vivo le sue opere! Certamente vale la pena cogliere questa occasione! 🙂

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