Alghero | Complesso nuragico di Palmavera

Della Sardegna non mi affascina solo quel mare che viene descritto da tutti come un cristallo incantevole (cosa per altro vera), ma sin dai tempi del liceo avevo il desiderio di vedere un nuraghe dal vivo. Nei nostri programmi di storia dei nuraghi non se ne parla quasi, a malapena sappiamo che abitavano in Sardegna e costruivano quelle buffe torri di pietra chiamate dagli archeologi nuraghi.

Quando ho programmato il viaggio in Sardegna, nel tour ho incluso anche una visita ad un nuraghe e per vicinanza con Porto Torres, ho scelto il complesso nuragico di Palmavera, che cade nel comune di Alghero (SS).

Una panoramica del complesso nuragico di Palmera di Alghero (foto: Claudia)

La civiltà nuragica nasce e si sviluppa in Sardegna e copre un periodo che va dall’Età del Bronzo (1800 a.C.) al II secolo a.C.; i nuraghi sono il frutto delle preesistenti culture diffuse sull’Isola già nel Neolito, culture che hanno costruito dolmen, menhir e domus de janas. Le costruzioni megalitiche dai quali prende il nome la civiltà sono considerate le vestigia più importanti, e dell’effettiva funzione si discute da tempo.

I nuraghi entrarono in contatto con le più importanti civiltà mediterranee, e il loro declino iniziò con l’arrivo dei Cartaginesi prima e dei romani poi. Oltre alle torri dette nuraghi, produssero i templi dell’acqua sacra, le tombe dei giganti, le sculture di arenaria di Monti Prama e delle statue in bronzo.

Palmavera è classificato come complesso perché è composto da diverse torri unite tra loro; la torre principale risale alla prima fase (XV – XIV secolo a. C.) conserva la camera centrale coperta ed è realizzata in pietre in calcare; all’esterno del nuraghe si suppone la presenza di alcune capanne. La seconda fase (prima metà del IX secolo a.C.) viene aggiunta una seconda torre. In questo periodo viene costruita la capanna delle riunioni e al centro un modellino di torre in arenaria. Vennero inoltre costruite altre capanne attorno. La terza fase (IX – VIII secolo a.C.) vede il nuraghe rifasciato con blocchi di calcare e attorno viene costruito un muro esterno con quattro torri-capanne. Una di esse era nella capanna riunioni, nell’altro è stato individuato un silos.

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La torre principale del complesso (foto: Claudia)

Del villaggio si sa che venne distrutto da un incendio e sporadicamente frequentato negli anni successivi in epoca punica e romana; gli scavi di Taramelli nel 1905 sono i primi che riportarono alla luce i reperti. Negli anni ’60 iniziarono i restauri e gli scavi sistematici nella zona del complesso.

La giornata in cui ho visitato il nuraghe era splendida e non eccessivamente calda, mentre una parte di percorso di sviluppa all’ombra di pini marittimi. Dalla città di Alghero dista pochi minuti di macchina ed è semplice da trovare perché si trova lungo la statale che collega Alghero con Maristella e le spiagge de Le Bombarde, Lazzaretto e Mugoni. Indicativamente la visita dura un’oretta e può essere un’occasione per staccare mezza giornata dalla spiaggia e fare il pieno di cultura

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2 pensieri su “Alghero | Complesso nuragico di Palmavera

    • Ahah! L’ho letto! Devo ancora commentare sul tuo blog… penso che la ragazza argentina non abbia visto niente di storico in Sardegna perché avrà fatto un tour organizzato e le avranno solo mostrato le spiagge!

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