Possagno | Museo e Gipsoteca Antonio Canova

Tutti noi conosciamo Antonio Canova grazie ai libri di scuola di storia dell’arte: lo scultore costituisce motivo di vanto per noi italiani, poiché le sue opere sono oggi esposte nei musei più prestigiosi del mondo, da Parigi a San Pietroburgo. Durante il mio soggiorno Veneto (di cui ho già parlato in articoli precedenti) sono stata a Possagno (TV) a visitare il Museo e Gipsoteca Antonio Canova, nonché la sua casa natale e il mausoleo ad egli dedicato. Vi racconto le mie emozioni e spero che questo articolo possa essere utile a chi sta programmando una bella vacanza in Veneto.

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Il giardino della casa di Canova, presso Possagno. Qui lo scultore traeva ispirazioni per creare le sue opere (foto: Claudia)

Antonio Canova nacque a Possagno, nel novembre del 1757. Il nonno era una tagliapietre e scultore, e Canova fu educato nel suo studio dove iniziò ad avvicinarsi alla scultura; nel 1768 Canova iniziò a lavorare in un vero e proprio laboratorio di scultura e successivamente si trasferì a Venezia per studiare all’Accademia di Belle Arti. A Venezia, oltre alla scultura, apprese le migliori tecniche per imparare il disegno, arte che gli sarà fondamentale per la preparazione dei bozzetti. A Roma, Antonio Canova produsse quelle che sono le sue sculture più note: Le Grazie, Amore e Psiche, i Monumenti funebri, Venere e Marte e Perseo vincitore della Medusa.

A Roma Canova conobbe un periodo d’oro, lavorò duramente per molti committenti, ma nel 1798 quando i francesi occuparono la Città Eterna, egli preferì fuggire e ritornare nella sua Possagno, dove si dedicò alla pittura e al disegno. Tornò a Roma nel 1800 e fu nuovamente un periodo fecondo: lavorò ai busti Napoleonidi e alla Paolina Borghese. Nel 1815 dopo la disfatta di Napoleone a Waterloo Canova andò a Parigi e grazie all’aiuto di alcuni diplomatici, Canova riuscì a riportare in Italia alcune sue opere che Napoleone aveva trafugato. Il Papa Pio VII per questo gesto nel salvare l’arte italiana conferì a Canova il titolo di Marchese d’Ischia, compreso di vitalizio di merito.

Antonio Canova tornò nel luglio del 1819 nella sua Possagno e iniziò la costruzione del Tempio, che progettò e donò al suo paese; purtroppo il Tempio fu terminato solamente dieci anni dopo la morte dell’illustre artista. Il corpo di Antonio Canova fu spostato da Venezia a Possagno per il volere del fratello, e oggi riposa nel Tempo che domina le colline del trevigiano.

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Il Tempio di Canova sorge su una ripida collina a Possagno. E’ una chiesa parrocchiale e qui riposa l’illustre artista Antonio Canova (foto: Claudia)

Nella Gipsoteca sono conservati i gessi che esistevano nello studio romano dell’artista, per volere del fratello. Nell 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, una granata colpì in pieno il tetto del museo, provocando gravi danni alle delicate sculture. Per fortuna due bravissimi scultori possagnesi si dedicarono con pazienza al restauro dei gessi.

Passeggiare nelle sale della Gipsoteca è stata per me una bellissima esperienza: è stato emozionante osservare le statue con calma e tranquillità, cercando i particolari nascosti che ad una prima vista sfuggono. Quanto sono definiti i riccioli dei capelli e le pieghe delle vesti, come sono intense le espressioni delle Grazie e che cura persino nelle unghie dei leoni. Non smetterò mai di ringraziare la mia amica trevigiana per questa bellissima visita.

Oltre alla Gipsoteca, si può visitare il giardino all’italiana conservato oggi come lo era nel Settecento, il laboratorio dove Canova lavorava e le sale della sua casa. Oggi nelle sale vi troviamo i bozzetti a matita delle sue opere, i dipinti, alcuni arredi originali, alcuni suoi abiti da parata e quotidiani e all’ultimo piano la stanza dove Canova faceva asciugare i gessi.

A circa 200 metri dal museo, dopo aver attraversato la strada, si trova la collina dove sorge il Tempio di Canova. Io purtroppo non sono riuscita ad entrare perché chiude alle 12, ma passeggiare sotto quelle immense colonne e ammirare il paesaggio è comunque stato bello: è un luogo tranquillo e silenzioso, i rumori di Possagno arrivano attutiti e regna sovrana la calma e l’armonia di quelle colonne riccamente decorate.

Ecco alcune utili informazioni per la visita:

Orari: martedì-domenica dalle 9,30 – 18,00; chiuso ogni lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio e Pasqua.

Non sono consentite le fotografie all’interno della Gipsoteca, della casa e del laboratorio, mi hanno colpito alcuni articoli dei giornali locali appesi in bacheca raccontano che alcuni turisti sorpresi a fotografare sono stati multati dai Carabinieri, dopo la chiamata dal personale del museo. Forse mi pare un pochino eccessivo…!!!

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