Oderzo | Pinacoteca Alberto Martini

Oderzo è famosa non solo per le origini paleovenete e romane, ma anche per aver dato i natali ad un artista decisamente eccezionale dal calibro mondiale. In questa cittadina sviluppata nella pianura trevigiana, dove le case bianche brillano specchiandosi tra i canali d’acqua, nacque il 24 novembre 1876 Alberto Martini.

Alberto Martini “La finestra di psiche nella casa del poeta” (1952)

Figlio di una nobile trevigiana e di un pittore naturalista e professore di disegno, Alberto cresce disegnando su ispirazioni letterarie; viene inizialmente influenzato dalla cultura nordica tardo cinquecentesca e studia illustrazione a Monaco. Dal 1897 partecipa come artista alla Biennale di Venezia per ben 14 edizioni consecutie, e tra il 1898 e il 1941 espone le sue opere nelle città di Torino, Monaco di Baviera, Berlino, Roma, Londra, Parigi e Bruxelles.

Nel 1901, Alberto Martini inizia ad illustrare con cicli di disegni “La divina commedia”; realizza tra il 1903 e il 1905 i cicli Lotta per amore e La parabola dei celibi, e in questo stesso periodo risalgono per sue prime tavole per i racconti di Edgar Allan Poe. Nel 1907 espone i suoi migliori lavori alla Biennale di Venezia: La Diavolessa, Notturno, Nel sonno e molti altri disegni ad olio, tempera, acquerelli e i primi lavori protosurrealisti e simbolisti.

Alberto Martini nel 1923 concepisce il teatro dell’acqua, a cui dedica un anno di progetti e studi, ma nel 1928 deluso dall’ambiente culturale italiano – che sostanzialmente si disinteressa a lui e alla sua arte – migra a Parigi, dove avvia una serie di progetti di stampo decisamente più surrealista, e man mano che matura assume una forma più poliedrica. Nel 1934 per motivi economici torna in Italia, a Milano, e illustra il libro Cuore di De Amicis, le poesie di R. M. Rilke, un ciclo grafico sulla vita di Cristo. Nel 1952 partecipa all’ultima Biennale di Venezia con La finestra di Psiche nella casa del poeta, e dopo aver eseguito 29 illustrazioni per Pinocchio di Collodi, si spegne a Milano l’8 novembre 1954.

La Pinacoteca Alberto Martini nasce nel 1967 grazie ad una mostra che la vedova dell’artista avvia, donando alla città Autoritratto (1911). Nel 1970 l’amministrazione comunale istituisce lo spazio che costituirà la Pinacoteca, che oggi conta circa 456 sue opere. All’interno della Pinacoteca non si possono scattare immagini, per questo le foto che carico sono prese da Internet.

Alberto Martini "Autoritratto" (1911)

Alberto Martini “Autoritratto” (1911)

Attraverso gli VII saloni si ripercorre la carriera artistica di Alberto Martini e il visitatore inizia a conoscerlo; dalle chine degli esordi alle opere di matrice simbolista, passando dai cicli illustrativi a soggetto letterario, per approdare ai suoi autoritratti, ai cicli per le illustrazioni di Edgar Allan Poe e i cicli sulla vita di Cristo.

Prima di arrivare ad Oderzo non conoscevo Alberto Martini e le sue, possiamo dirlo?, strampalate opere. Adoro i surrealisti e conosco i più famosi, quelli che tutti noi abbiamo studiato a scuola: Dalì e Magritte, in particolare. Ma girovagando per le VII sale della Pinacoteca Alberto Martini, mi sono accorta – per l’ennesima volta! – che noi in Italia abbiamo un enorme patrimonio storico e artistico e che valorizziamo pochissimo. A me e alla mia amica, Alberto Martini ha colpito molto. Spero che dopo aver letto questo post vi venga la curiosità di scoprirne di più su questo buffo ometto con questi curiosi e simpatici baffetti!

 

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