Oderzo | Museo Archeologico Eno Bellis

Lo scorso fine settimana l’ho trascorso in Veneto, ospite di una mia amica archeologa che mi ha portata on the road alla scoperta della provincia di Treviso. Nonostante il caldo afoso e l’aria rovente, abbiamo girato in lungo e in largo e ho visto dei posti veramente magnifici. Poiché nel blog si parla anche di viaggi e magari qualcuno di voi lettori è alla ricerca di qualche luogo meno turistico, pubblicherò in questi giorni una serie di post sui.. posti visitati!

Inizierò con due post sulla bellissima Oderzo, la città dei mosaici. Ad Oderzo ho visitato ben due musei (che sono convenzionati, per cui con soli 4 € si possono visitare entrambi); il Museo Archeologico Eno Bellis è nel palazzo attiguo alla Pinacoteca Civica Alberto Martini: vi basterà attraversare il bellissimo parco di Palazzo Foscolo per accedere ai due musei.

Piazza Grande, cuore pulsante della vita di Oderzo (foto: Claudia)

Oderzo è una bella cittadina che sorge tra 6 e 15 m sul livello del mare ed è un antichissimo centro di origine paleoveneto arrivato al pieno splendore sotto la dominazione romana.

Il Museo Archeologico Eno Bellis ha sede dal 1999 alla Barchessa di Palazzo Foscolo; il percorso espositivo inizia al primo piano, dove troviamo l’introduzione alla storia delle collezioni a partire dalla nascita del più antico Museo Optigerino, aperto al pubblico nel 1881. Conservati nelle teche si trovano i materiali di epoca preistorica e della prima metà dell’età del ferro: manufatti in selce, ornamenti in bronzo e asce. Tutti i reperti sono stati ritrovati nel comune di Oderzo, durante gli scavi in Via Savonarola, Via delle Grazie, Via Mazzini e nell’area del Foto Romano. Vi sono magnifiche vetrine dedicate alle necropoli e al culto, qui ci sono bronzetti raffiguranti guerrieri in assalto, figure femminili stilizzate, cavallini e laminette votive; molto affascinante è anche una sepoltura equina, accompagnato da una ricca bardatura, ritrovato nella tomba numero 49.

Nella sala successiva si ritrovano i reperti rinvenuti nell’area dell’ex-stadio, dove sono stati ritrovati oltre 280.000 frammenti ceramici. Qui inizia la dominazione romana e nelle teche si ammirano oggetti di uso quotidiano quali borracce in ferro, secchi lignei, gemme e lanterne. Impressionante è la quantità di anfore in terracotta. Conclude la visita al piano superiore uno spazio dove si può seguire un documentario che ricostruisce la vita quotidiana dei romani a Oderzo.

La sala al piano inferiore è uno spettacolo unico: il visitatore può passeggiare sulla passerella rialzata ed ammirare i mosaici. Nello spazio verso l’uscita del museo sono ospitati i monumenti funebri del I-II secolo d.C., tra cui urne cinerarie, steli e are cicliche decorate con teste maschili e femminili. Per rappresentare la vita quoditidana vengono qui presentati oggetti utilizzati in ambito edilizio, telai, anfore, e ancora brocche, serrature, chiavi, monete, aghi di cucito e lanterne. Andando verso l’uscita si incontrano colonne miliarie con iscrizioni commemorative, elementi lapidei, lastre di marmo e teste ritratto.

Posso senz’altro dire che gli spazi curatissimi, le didascalie, il materiale informativo gratuito che viene fornito all’ingresso e il documentario sono elementi utili per aiutare il visitatore a sciogliere i misteri di questa bella cittadina veneta. Forse non sarà conosciuta come Cortina d’Ampezzo o Venezia, ma secondo me merita una visita perché è una città ricca di tesori, storia e misteri.

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