Charlotte Brontë | Jane Eyre

Innamoratami delle suggestioni di Charles Dickens, per la prossima lettura della rubrica “Un classico al mese” decido si restare in Inghilterra circa nello stesso periodo; così, acquisto e leggo “Jane Eyre“, senza mai aver visto un film e senza conoscere la trama del romanzo. Durante le lezioni di letteratura inglese del liceo avevo ovviamente studiato le sorelle Brontë, ma non avevo mai letto la loro produzione letteraria. Inizio a rimediare con Charlotte Brontë, seguiranno sicuramente le letture dei romanzi di Emily Brontë e Anne Brontë.

Titolo: Jane Eyre

L’autrice: Charlotte Brontë nacque nello Yorkshire nel 1816 e morì nel 1855; fu la terza figlia di un reverendo protestante, amante dei libri e autore di poemetti e scritti di carattere religioso.Visse tutta la sua vita in Inghilterra – tranne un breve periodo di studio in Belgio – e scrisse alcuni romanzi e raccolte di poesie sotto lo pseudonimo di Currier Bell. “Jane Eyre”, suo indiscusso capolavoro, vide la luce nel 1847.

Editore: Oscar Mondadori Classici

Il mio consiglio: sì, è un romanzo magnifico, avvincente e molto interessante

Rochester-And-Jane-Eyre

Dipinto ad olio di Frederik Walker “Rochester and Jane Eyre”. In questo bellissimo quadro si possono vedere Adele in primo piano che gioca a volano, Pilot il cagnone, e Jane con un appassionato Edward Rochester

Non potevo farci nulla: l’inquietudine era nella mia natura e qualche volta mi agitava fino alla sofferenza. Allora il mio unico sollievo era camminare per il corridoio del terzo piano, al sicuro in quella solitudine e in quel silenzio, abbandonare il mio spirito alle spledide visioni che mi sovrastavano – ed erano molte e luminose -; lasciare che il mio cuore si sollevasse nel moto esultante che, mentre lo gonfiava di turbamento, lo dilatava di vita, e soprattutto aprire l’orecchio interiore a un racconto che non aveva mai fine, un racconto che la mia immaginazione creava e ininterrottamente narrava, animandolo con tutti gli avvenimenti, la vita, il fuoco, i sentimenti che desideravo e non conoscevo nella mia vita reale.

Charlotte e Jane: similitudini e differenze

La trama del romanzo vittoriano “Jane Eyre” ricalca la vita di Charlotte Brontë, la sua fortunata autrice. Charlotte Brontë, nonostante gli umili natali, viene iscritta in un collegio, con le sorelle maggiori e con Emily e Anne, le sorelle minori. Le insalubri condizioni di vita del collegio fanno sì che le due sorelle maggiori, Elisabeth e Maria, muoiano prematuramente a 11 e 10 anni. Questa drammatica esperienza farà da sfondo nelle prime pagine del romanzo “Jane Eyre”. Charlotte dopo aver conseguito la licenza nel collegio inizia la sua vita lavorativa come istitutrice e governante, proprio come l’eroina del suo fortunato romanzo; durante un periodo di studio in Belgio – accompagnata dalla sorella Emily -si innamora di un uomo sposato e Charlotte ritorna in Inghilterra delusa; anche Jane Eyre si innamora di un uomo sposato, ma avrà più fortuna della sua autrice. Charlotte tornata in Inghilterra avvia finalmente il progetto di iniziare a scrivere un romanzo, come fanno le sue sorelle, e pubblicano sotto lo psedudonimo di Currier, Ellis e Acton Bell. Il lieto fine per Jane è previsto, ma per Charlotte no: muore infatti dopo solo un anno di matrimonio con il reverendo Nicholls, mentre attendeva il primo figlio.

Jane Eyre, la forte ma fragile protagonista

Jane Eyre è un’orfana che vive con una zia arcigna e tre cuginetti crudeli. La sua pazienza viene messa ogni giorno a dura prova e infine, dopo una cruenta punizione, la piccola esplode e tutti la credono pazza. Viene così spedita in collegio, nel tremendo Lowood, dove le condizioni di vita sono dure: poco cibo e poco calore umano. Solo un’insegnante si rivela generosa e in qualche occasione prende le difese di Jane da accuse ingiuste. Le condizioni igieniche sono pessime e scoppia il tifo; Jane fortunatamente sopravvive. Dopo aver ottenuto la licenza con buoni voti, resta due anni a Lowood come istitutrice. Compiuti 19 anni decide di andare via dal collegio e si cerca un lavoro come governante. Trova lavoro a Thornfield Hall, come insegnante per la piccola Adele, una bambina francese pupilla del signor Rochester. Proprio il signor Rochester viene conquistato dalla fierezza e dall’indipendenza di Jane Eyre e la vuole sposare. Un ostacolo di frappone tra loro e Jane sentatisi tradita e presa in giro fugge. Dopo alcuni giorni di viaggio e di vagabondaggi si ferma a Moore House, con tre giovani – St. John un reverendo e Diana e Mary, le sue sorelle minori. Diventata maestra della scuola di paese, vive la sua vita nell’indipendenza economica e sociale, senza essere sposata (questo provocherà scandalo tra i primi lettori, che vedevano all’epoca la donna sottomessa al marito e priva di rendita propria). St. John, benché innamorato di un’altra donna, chiede a Jane di sposarlo e di seguirlo in missione nelle Indie. Jane a quel punto sente di voler tornare da Edward Rochester e scappa nuovamente. Tornata a Thornfield riceve un’amara sorpresa: la casa è in decadenza, vuota, i vetri rotti e le erbacce in giardino; sembra che sia scoppiato un incendio. In una locanda vicina Jane scopre la verità e si mette alla disperata ricerca di Rochester. Ritrovatolo, i lettori assistono ad un lieto fine.

Jane Eyre movie still

Jane Eyre e Edward Rochester in un fotogramma del film del 1996

Jane Eyre: la mia analisi

Jane è una donna indipendente ma fragile, cede all’amore di Rochester e cede quasi alla proposta del reverendo St. John quando le chiede di sposarla (benché non la ami) per portarla come sua moglie in India. Jane si guadagna da vivere come insegnante e dispone di denaro, cosa alquanto anomala nell’Inghilterra vittoriana.

Lo stile di Charlotte Brontë è avvincente e intrigante: si riferisce in modo diretto al lettore e la vicenda è narrata in prima persona da Jane Eyre. Questo romanzo di formazione mi ha letteralmente conquistata con i suoi colpi di scena e sopratutto con le magnifiche descrizioni che Charlotte Brontë regala al lettore. Le atmosfere vittoriane e le suggestioni paesaggistiche dell’Inghilterra dell’Ottocento sono rese con vivacità notevole. Ho apprezzato in modo particolare le citazioni della Bibbia e dei capolavori che Charlotte Brontë aveva letto, quali Scott, Shekeaspere e i Lake Poets, nonché molte citazioni artistiche di pittori più o meno famosi.

Jane Eyre è secondo me un romanzo che deve essere letto perché è un classico, senza mai essere noioso, che apre le porte su uno spaccato di vita quotidiana femmilie molto interessante, ed è completamente privo del cliché dell’epoca per cui è decisamente innovativo e geniale.

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7 pensieri su “Charlotte Brontë | Jane Eyre

    • Ricordo che mi avevi detto che non ti era piaciuto molto…! In compenso, hai amato “Cime tempestose”! Io devo ancora leggerlo, ma avevo visto la fiction su Rai Uno e mi era piaciuta parecchio!

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