Daniel Pennac| Come un romanzo

‘Come un romanzo’ era solo soletto sul tavolo del bookcrossing assieme a Eva Luna, Marquez, Ken Follett e Calvino e tanti altri grandi autori. Aspettava, tranquillo e fiducioso, che qualche lettore o lettrice avrebbe esclamato: “Sì, eccolo! E’ lui che prendo!”. Non so quando tempo ‘Come un romanzo’ sia rimasto sul tavolo, ma so che i miei occhi hanno brillato quando, rapidi, hanno letto il titolo di quel parallelepipedo azzurro e giallo. “Prendo questo!” ho esclamato tutta soddisfatta. Era da tempo che volevo leggere Pennac, stimato professore di francese a Parigi, e con quale romanzo iniziare se non con ‘Come un romanzo’, grandioso manifesto per gli Amanti (con la A maiuscola, non è un errore) per gli Amanti della lettura?
E così in poche ore ho divorato ‘Come un romanzo’, con il cuore di una lettrice appassionata. Lo stile di Pennac è coinvolgente, è così bravo che viene naturale ritrovare vere le situazioni da lui descritte. Ed è ovvio che scateni in noi tutta una serie di ricordi, da quando eravamo piccoli lettori in erba ad oggi…

Titolo: Come un romanzo

L’autore: Daniel Pennac (Casablanca, 1944) è uno scrittore e insegnante francese. Dopo aver trascorso la sua infanzia in Africa e in Asia, si trasferisce a Nizza per finire le scuole. Alla fine del liceo scopre la sua passione per la scrittura e l’insegnamento, passioni che lo porteranno a divenire insegnante e scrittore.

Editore: Feltrinelli

Il mio consiglio: sì, è davvero una bella riflessione sulla lettura e sul piacere di leggere

Pennac

Ricordi di una timida lettrice.
Ricordo le serate in cui, con le coperte tirate su fino al mento, attendevo con gioia che mia mamma si mettesse a sedere accanto al mio letto e con un librone grande e grosso iniziasse la lettura delle mie storie. Ricordo ancora la storia di una bambina (ero forse io? O avrei voluto esserlo?) che aveva una coperta magica cucitale dalla nonna, una coperta che le permetteva di volare e andare fino in Africa per vedere i cammelli. Oh, quando avevo ossessionato mia nonna per cucirmi una coperta magica!
Ricordo un’aula di una scuola elementare. I bambini tra i banchi intenti a disegnare e colorare, mentre la maestra, seduta in mezzo a noi, leggeva un libro per bambini più grandicelli: ricordo ancora il titolo: ‘Ingo e Drago’, la storia di un bambino (ero forse io? O avrei voluto esserlo?) la storia di un bambino che trovava un uovo strano e dopo averlo tenuto al caldo ne era nato un drago. Oh, quando avevo ossessionato mia madre perché mi comprasse quel libro! Ricordo di averlo letto tutto da solo, tutto d’un fiato. E avevo sognato con Ingo che il suo uovo schiudesse, e avevo cercato disperatamente quell’uovo, e avevo letto e riletto quelle pagine fino a consumarle, e avevo chiesto ai miei genitori se potevano comprarmi ancora libri…

Ricordo un Natale di tanti anni fa… sotto l’Albero, un pacco a forma di parallelepipedo: un libro? Sì, dai, ti prego, è un libro è un libro… Un libro! Proprio quello che volevo! E subito sul tappeto a leggerlo, anzi a divorarlo, la mattina stessa di quel Natale di tanti anni fa.
E poi ricordo una professoressa del liceo che con i suoi dannati ‘libri-da-leggere-a-tutti-i-costi’ aveva tentato di scardinare in me (in noi) il magnifico e prezioso seme della nostra Voglia di Leggere. E così, ecco gli obblighi: per martedì, leggete i Promessi Sposi fino al capitolo 45. Voglio la scheda-capitolo, i commenti e rispondete a queste domande che sto facendo girare per la comprensione del testo.
No! Tu professore non puoi obbligarmi! Sai che cosa ho fatto? Per la prima volta ho letto di malavoglia, e il mio piacere e la mia passione sono svaniti nell’Obbligo di Leggere. Sai che cosa ho fatto ai Promessi Sposi quando ho terminato l’ultima riga? Ha messo le ali e qualcuno l’ha ritrovato in giardino, tutto sporco di terra ed erba (poverello) mentre il mio cane curioso cercava di capire se si poteva mangiare: Zorro non mangiarlo, ti sarebbe indigesto come lo è stato per me.

Ma nonostante gli obblighi di leggere cose che mai nella mia vita avrei letto di spontanea volontà (Due di Due, i Promessi Sposi, la Coscienza di Zeno…) qualche libro che tu professore mi hai consigliato ammetto che mi sia piaciuto, come il bellissimo ‘Il fu Mattia Pascal’ e ‘Il giovane Holden’. Ti sei salvato, professore, anzi mi sono salvata io e ho salvato la mia passione per la lettura.
Ogni volta che entro in una libreria vorrei portare a casa tutti i volumi e vorrei avere il tempo per dedicare a tutti i personaggi il loro giusto momento di gloria. Vorrei viaggiare in America con Faulkner, vorrei andare a Parigi con Hemingway, vorrei vedere il Giappone sotto la guida di Murakami e vorrei aver conosciuto quella grandissima giornalista che è Oriana Fallaci.
Per me i libri sono piccoli universi in formato tascabile, con loro non ti puoi annoiare e loro ti faranno sempre compagnia. Portali in montagna, portali al mare, portali a vedere Firenze, loro sono curiosi e contenti di vedere il mondo. Porta i tuoi libri preferiti mentre aspetti il dentista, ti faranno compagnia. Porta il libro mentre vai a prendere il sole al fiume. Portali agli eventi di bookcrossing,a loro piace viaggiare di borsa in borsa, di cuore in cuore, amano rallegrare il prossimo intrattenendolo con le proprie storie. Porta un libro in dono ad un amico, soprattutto se il libro ti è piaciuto tanto e tu vuoi davvero bene al tuo amico.
Regala libri: è come regalare piccoli mondi di fantasia tascabili.
Il magnifico e prezioso seme della lettura in me è sbocciato ed è diventato un fiore stupendo, grazie alle splendide persone che mi hanno aiutata a diventare quello che oggi sono, ovvero un’appassionata lettrice.

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