Milano | Klimt alle origini di un mito

Qualche tempo fa lessi che Klimt sarebbe arrivato a Milano con una grandiosa mostra, non solamente dedicata al più famoso pittore viennese del Novecento, ma anche ad altri pittori meno noti al grande pubblibo. Quindi… Klimt arriva a Milano… Io sono a 120 km da Milano…. Posso mica farmelo scappare?

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Un dettaglio del Duomo di Milano (foto: Claudia)

La bellissima Mostra “Klimt – Alle origini di un mito” è stata organizzata dal Comune di Milano, in collaborazione con il Palazzo Reale, 24 ORE Cultura e Artemisia Group ed è stato permesso realizzarla grazie al Museo Belvedere di Vienna, con la sovraintendenza di Alfred Weidinger, studioso di Klimt e vicedirettore del Belvedere.

Il percorso espositivo inizia dai rapporti familiari e affettivi di Klimt, iniziando dagli esordi della sua carriera alla prestigiosa Scuola di Arte Apllicate di Vienna. Il pittore, grande appassionato di musica e teatro, rivive in questa mostra attraverso non solo dipinti ma anche preziose cartoline, fotografie e da alcune copie della rivista d’arte da lui fondata.

Klimt vive la sua vita come artista nella Vienna della Belle Epoque, che rappresenta uno dei momenti più affascinanti della storia dell’arte e della cultura; la potente energia creativa che si sprigiona in questo periodo la si deve alla tensione tra realtà e illusione, tradizione e modernità, assieme a Klimt nella Vienna fioriscono culturalmente nomi come Freud, Otto Wegner e Gustav Mahler.

Da questo “laboratorio” spicca l’arte di Klimt, un’arte che è sensuale nel disegno, è caleidoscopica nella pittura, e dell’artista viennese affascinano la bellezza dell’ornamentazione e l’impulso di scoprire i secreti nascosti dietro le pennellate delle sue opere. I suoi soggetti preferiti sono senza dubbio le donne, di tutte le età e di tutte le condizioni sociali.

Sul mio fedele Moleskine rosso ho annotato alcuni quadri che mi hanno colpita in modo particolare. Non potendo scattare fotografie, questo era l’unico modo per ricordarmi dei dipinti. Inizio subito con un quadro bellissimo (secondo me!) che però non appartiene a Gustav Klimt, bensì a Ritter Von Kenner: “Fanciulla alle prese con una vasca con ninfee

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“Fanciulla alle prese con una vasca con ninfee” Ritter Von Kenner, 1893, Vienna, Univeristat fur angewandte Kunst (fonte: http://www.theartpostblog.com)

Passando a Klimt, il vero protagonista della mostra diciamo che ognuno dei suoi dipinti mi ha lasciato qualcosa e ognuno li ho apprezzati in modo differente, sia per un particolare sia per un accostamento cromatico. Senza dubbio posso ricordare la bellissima e magnifica Giuditta II (Salomé), che arriva direttamente da Venezia. Qui non ha dipinto la pia vedova ebraica, bensì una donna molto sensuale.

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“Giuditta II (Salomé)” Gustav Klimt, 1909 Galleria internazionale d’arte moderna di Venezia.

Poiché mi piacciono moltissimo i paesaggi, non potevo non amare “Dopo la pioggia“, che è stato rappresentato come la fotografia di un bosco, anch’esso sfruttando il senso verticale del quadro come in “Salomé”. Quest’opera di Klimt come paesaggista è veramente bellissima e rappresentativa della sua arte; i polli in primo piano sono il simbolo della fertilità della natura.

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“Dopo la pioggia” Gustav Klimt, 1899

Klimt fu anche ritrattista durante la sua vita, dipingeva ritratti per mantenersi, come Pierre Auguste Renoir e molti altri pittori. Il ritratto di Klimt che più mi è piaciuto è stato quello di… un girasole! Sì, perché “Il girasole” messo in centro al quadro, con quello sfondo così incerto, quelle foglie che coprono il fusto come se fosse un mantello e ai piedi vi sono dei piccoli fiori. Lo trovo incantevole.

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“Il girasole” Gustav Klimt, 1906

Acqua mossa” è senz’altro dinamico e affascinante, con queste figure femminili che sembrano sirene trasportate dalle correnti marine. Queste donne si abbandonano all’acqua che in questo caso corrisponde al loro essere.

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“Acqua mossa” Gustav Klimt, 1898

Insomma, anche se il famso “Bacio” non era tra i quadri presenti alla mostra (non penso nemmeno che possano spostarlo dal Belvedere, per motivi assicurativi), “Klimt l’origine di un mito” è un percorso espositivo magnifico e suggestivo, accompagnati da una musica soffusa e da questi quadri dorati che spuntano in ogni sala come delle piccole soprese, non posso che consigliarla ad ogni appassionato d’arte, le lunghe attese per entrare saranno ricompensate.

Per i curiosi che vogliono approfondire, consiglio la monografia della Taschen “Klimt” di Gilles Nere.

Le informazioni riguardo alla Mostra a Milano le trovate qui.

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