AA. VV. | Le donne che leggono sono pericolose

E’ un giovedì pomeriggio e in biblioteca ci siamo solo il bibliotecario ed io; il bibliotecario sistema delle schede mentre mangia una caramella, io cerco un libro d’arte sui Preraffaelliti in previsione di una grandiosa mostra che verrà ospitata a Torino (chi è curioso troverà maggiori informazioni qui) ma la mia attenzione viene anche catturata da un libro verde, dall’enigamatico titolo “Le donne che leggono sono pericolose”. In copertina c’è il bellissimo dipinto di Ramòn Casas y Carbo “Aprés le bal” (1895) che ho visto alla mostra di Bard (AO) qualche settimana fa. Leggiucchio la trama e lo sfoglio: penso possa essere di mio gradimento. Con un sorriso dico al biblitecario: “Gentilemente, mi segni anche questo?”

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Ramòn Casas y Carbo “Dopo il ballo” (1895) Monserrat, Catalogna, Museo de la Abadia

Titolo: Le donne che leggono sono pericolose

Gli autori: Daria Bignardi è una giornalista italiana, di questo volume ha curato la prefazione; Stefan Bollmann è uno studioso di germanistica, storia e filosofia; Elke Heidenreich è una conduttrice e autrice per la radio e la televisione tedesca

Editore: Rizzoli

Il mio consiglio: siete appassionati di arte? siete appassionati di lettura? Sì, bene: allora è il libro che fa per voi

Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano.
D. Bignardi

Leggere oggi da molte persone è considerata una noia, un obbligo, una costrizione; per leggere si deve faticare, bisogna far funzionare parecchi neuroni oltre che molti muscoli del corpo: bisogna pensare a che cosa si leggere e fare un grande sforzo, ovvero immaginare quello che non vediamo ma che ci viene descritto a parole.

E’ molto più semplice accendere la TV o per i più “moderni” il computer o lo smarphone e connettersi a Internet per far trascorrere il tempo; si fa meno fatica, non bisogna nemmeno prestare molta attenzione a quello che le immagini o i brevi testi ci trasmettono. Siamo costantentemente bombardati da fotografie, video, pubblicità e brevi messaggi che la nostra soglia di attenzione è diventata molto scarsa. Non finiamo di leggere una riga o di guardare una foto che ecco che la bacheca scorre e ce n’è già un altra, un nuovo aggiornamento.

Leggere è faticoso perché si deve fare lo sforzo di immaginare ciò che si legge; oggi i libri sono – anzi, sarebbero – alla portata di tutti (basti pensare alle biblioteche che li prestano senza spendere un centesimo) e ne vengono pubblicati ogni anno così tanti che è praticamente impossibile non trovarne uno adatto a noi. Eppure, i dati ci dicono che in media si legge sempre meno. Ma è sempre stato così?

Il libro d’arte che ho appena finito di leggere racconta una storia fatta di donne che sono riuscite a leggere nonostante le difficoltà del loro tempo. Diamo per scontato molte cose, ma fino a cento anni non tutti sapevano leggere e scrivere; inoltre un tempo i libri erano merce rara, anzi rarissima, solo i ricchi potevano permettersi di acquistarli. Per quanto riguarda l’unico modo di comunicare a distanza dell’epoca, le lettere, pochi sapevano scriverle o leggerle, per cui bisognava ricorrere ad intermediari, oltre che la carta era costosa (e pensare che oggi ne sprechiamo a tonnelate!!!)

Questo libro è un viaggio molto affascinante, fatto appunto di bambine, ragazze e donne adulte vissute in tutte le epoche, ritratte da pittori noti e non, che hanno “lasciato” il mondo reale per vivere nell’immaginazione delle parole che avidamente divorano.

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Jean Raoux “Giovane donna che legge una lettera” (1720) Parigi, Museo del Louvre

Leggere non serviva e non serve solo come passatempo: può aiutare ad aprire gli occhi, la mente, può servire a far conoscere mondi lontani e culture diverse pur senza muoversi dalla propria comoda poltrona. Leggere è utile per farsi delle idee proprie, per imparare una nuova lingua, per avere fiducia in sé stessi e anche per avere un ottimo argomento di conversazione e perché no, per conoscere nuovi amici o… amanti!

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Anselm Feuerbach “Paolo e Francesca” (1864) Monaco, Schack-Galerie

Ma perché la lettura dovrebbe essere pericolosa? Perché porta a pensare e riflettere, quindi potenzialmente a scardinare alcuni dogmi che dovrebbero essere inviolabili. Se le donne leggono romanzi dove le eroine vivono una vita migliore e più dignitosa, potrebbe venir loro in mente di ribellarsi. E gli uomini di un tempo non amavano le donne pensanti o ribelli. Le donne dovevano sfornare figli, allevarli, cucinare e pulire. Non leggere. Non pensare.

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Pieter Janssen Elinga “Donna che legge” (1668-1670) Monaco, Alter Pinakotheck

Sono serviti molti secoli prima che la lettura potesse essere un diritto per tutti, soprattutto per le donne. Purtroppo oggi nel mondo ci sono bambini ai quali viene ancora negata l’istruzione primaria e sono così poveri che i libri non se li possono permettere.

Io per fortuna ho sempre avuto la possibilità di leggere, sin da piccola, nessuno mi ha mai negato questo piacere. Da sempre frequento biblioteche e oggi con l’avvento di un Internet di massa frequento anche i social network “libreschi”.

Per me il concetto cardine di questo libro è riassunto nella frase che Daria Bignardi cita nella prefazione:

“E poiché la lettura di opere letterarie offre sempre degli scorci sulla vita di altri, in questo modo si impara di più della vita di quanto non si possa sperimentare solo vivendo. Leggendo si condividono altre vite”

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