Richard Wright | Ragazzo negro

Continua la mia nuova Rubrica mensile “Un classico al mese” e per il mese di febbraio ho scelto di leggere “Ragazzo negro”. L’imput mi è arrivato tramite consiglio da un’amica che frequenta la pagina facebook che spesso cito “Un buon libro, un ottimo amico” e quando mi sono ritrovata in una libreria di Torino ho soppesato l’acquisto del volume. Ho attentamente letto la quarta di copertina, ammirato l’immagine del bambino nero che si affaccia dal bus ridendo e che troneggia in copertina di questa nuova edizione Einaudi. L’ho preso in mano, posato, fatto un altro giro, ripreso, e comprato. Che posso dire se non un banale “è uno dei romanzi più belli che io abbia mai letto”? Sì, è banale, ma è vero.

Titolo: Ragazzo negro

L’autore: Richard Wright ( Natchez, 1908 – Parigi, 1960) è stato uno scrittore statunitense. E’ autore di romanzi di grande forza, talvolta discussi, nonché di racconti e saggi. Gran parte delle sue opere riguardano temi razziali. La sua opera ha contribuito a ridefinire le discussioni sulle relazioni razziali in America alla metà del XX secolo.

Editore: Einaudi

Il mio consiglio: sì, ovviamente, sì e ancora sì

Nella tristezza della notte del Sud v’era stato un momento in cui la mia vita, senza ch’io me ne accorgessi, s’era sviata sul binario sbagliato, e la locomotiva del mio cuore stava correndo a precipizio giù per una discesa pericolosa, verso una collisione, sorda ai segnali rossi di pericolo che s’accendevano tutt’intorno a me, alle sirene, alle campane e alle grida che riempivano l’aria.

Richard è un ragazzino sveglio di tre anni che vive nel Sud degli Stati Uniti, assieme alla sua famiglia, la sua vita scorre tra le marachelle e le lezioni di sua mamma che gli insegna poco per volta le lettere dell’alfabeto. Fin qui sembrerebbe un’esistenza del tutto comune a tanti, tranne che per un piccolo dettaglio: Richard è nero, e nei Sud i bianchi vedono di malocchio i neri, anzi li trattano come schiavi e hanno una serie di leggi – le Leggi Crow – che per i neri prevedono moltissime restrizioni. La schiavitù è ufficialmente stata abolita dopo la fine della Guerra di Secessione, ma al Sud l’odio razziale è ancora forte e violento.

La vita di Richard prende una piega drammatica quando il padre abbandona la famiglia per un’altra donna e la madre di Richard deve lavorare moltissime ore al giorno per portare a casa i soldi per sfamare Richard e suo fratello.

I due finiscono in un orfanotrofio, ma anche qui fanno la fame e Richard tenta la fuga. L’infanzia di Richard trascorre tra lavoretti umili per i bianchi per guadagnare qualche dollaro, le lezioni alla scuola pubblica per ragazzi neri, la malattia della madre e molti trasferimenti in diverse città del Sud. Infine, proprio a causa della malattia della madre, i fratelli vengono divisi e Richard finisce tra le grinfie di sua nonna, una donna estremamente religiosa ma molto violenta.

Richard ha però qualcosa di grande nel proprio cuore: la speranza che la condizione dei neri prima o poi cambi e non si piegherà mai alla pietà dei bianchi nè alle loro ingiurie. Piuttosto resta senza cibo, ma non accetta le elemosine dei bianchi, lui i soldi li vuole guadagnare. E’ vero, qualche volta commetterà qualche piccolo crimine e lo farà per mettere da parte i soldi per sfuggire dalla nonna violenta.

Richard termina le scuole e trova un lavoro che gli permette di mettere dei soldi da parte per scappare da Jackson a Memphis. A Memphis immagina di avere più possibilità e viene assunto in una fabbrica dove si producono gli occhiali. Il suo vero sogno però è un altro: diventare scrittore e andare al Nord, a Chicago, dove non ci sono leggi razziali e dove i neri stanno un po’ meglio che al Sud. Finalmente a Memphis incontra un irlandese che gli permette di usare la sua tessera della biblioteca e Richard si avvicina alla letteratura con insaziabile avidità. Scopre un mondo che non si immaginava e legge romanzi anziché dormire.

Ed è attraverso i libri che Richard scopre la speranza di poter essere diverso, la speranza di poter diventare quello che vuole lui, un uomo fatto con le proprie mani non fatto come dicono o vogliono gli altri. Andando via dal Sud, quel Sud che suo malgrado l’ha cresciuto, Richard è colmo di speranze verso il futuro ed è grazie alla conoscenza che potrà diventare un uomo migliore e uno scrittore come sogna da tempo.

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