Maaza Mengiste | Lo sguardo del leone

Il mio viaggio attraverso i libri tocca questa volta l’Etiopia, un Paese che si trova nel Corno d’Africa, un Paese bruciato alternativamente dal sole rovente e annegato dalle piogge torrenziali, senza sbocchi sul mare.

La trama del romanzo si sviluppa negli anni appena precedenti e appena successivi al colpo di stato militare che instaura il Derg, ovvero il consiglio della rivoluzione. Negli anni tra il 1975 e il 1991 non si dispone della cifra esatta di tutti coloro che sono morti durante l’oppressione militare, Amnesty International stima centinaia di migliaia di persone. Il Terrore Rosso (1976-1978) fu il biennio più duro, quando il dittatore Mengistu Hailè Mariam uccise gran parte degli oppositori.

Titolo: Lo sguardo del leone

L’autrice: Maaza Mengiste è nata ad Addis Abeba e vive a New York. E’ laureata in Scrittura Creativa alla New York University, dove insegna. “Lo sguardo del leone” è il suo primo romanzo

Editore: Neri Pozza

Il mio consiglio: a chi piacciono le saghe famigliari e i romanzi storici

Hailu è un medico che lavora presso l’ospedale pubblico di Addis Abeba. Yonas, il suo primo figlio, è un professore universitario mentre Dawit, il secondogenito, è uno studente con una voglia pazzesca di ribellarsi al governo dell’Imperatore Hailé Selassié.

La saga della famiglia di Hailu si sviluppa durante i primi anni della rivoluzione etiope. I personaggi sono decisamente ben delineati e hanno un carattere forte e definito.

Hailu è il patriarca, l’uomo che ha studiato medicina in Inghilterra e che una volta tornato in Etiopia è stato addirittura ricevuto dall’Imperatore stesso; Yonas è il professore, anche lui uomo di cultura, ma che è rassegnato agli eventi e che pensa che nessuno possa far cambiare il sistema. Sara è sua moglie, una casalinga che prima subisce gli eventi come un destino divino, ma poi con il procedere della rivoluzione di metterà in gioco per cambiare le cose. Dawit è certamente il personaggio meglio riuscito, il ragazzo che partecipa alle riunioni studentesche per liberare l’Etiopia dal giogo dell’Imperatore e crede in un’Etiopia migliore; con la fidanzata Lily, studentessa di medicina, condivide il sogno di una rivoluzione politica. Attorno alla famiglia di Hailu ruotano personaggi particolari, come la santona Emama Seble e il gestore del chiostro di quartiere Melaku. Mickey invece è l’amico d’infanzia di Dawit, che una volta arruolatosi nell’esercito per sfamare la sua famiglia, si troverà a dover compiere delle scelte drastiche anche senza averne il coraggio.

Nel 1974 l’Etiopia è allo sbando: nel nord imperversa una tremenda carestia, moltissimi bambini muoiono di fame, i raccolti sono perduti a causa della siccità, ed è in questo momento che le frange estremiste approfittano della debolezza del governo per colpire; mostrano immagini dei bambini morti di fame e le confrontano con le foto dell’Imperatore che vive nel lusso più sfrenato. Così, una notte gli uomini del nuovo tiranno rapiscono il Leone di Giuda, l’Imperatore, e lo soffocano in mezzo alle campagne. Ma quella che doveva essere la Rivoluzione, quella che doveva aiutare il popolo etiope a sollevarsi dopo la tirannia dell’Imperatore, ecco che degenera e si trasforma in una vera e propria dittatura. Una dittatura che soffoca nel sangue gli oppositori politici e quelli che erano ancora affezionati all’Imperatore.

Dawit non ci sta: non è questa la rivoluzione che si era immaginato. Così, si arruola tra le file della resistenza, sotto la responsabilità del misterioso Solomon. I militari iniziano a rapire, imprigionare e torturare tutti coloro che vengono sospettati di non seguire i dettami della rivoluzione e ogni notte l’esercito abbandona nelle strade i corpi straziati dei prigionieri morti. Solomon invia Dawit a raccogliere questi cadaveri, per restituire loro un minimo di dignità e per evitare che diventino la cena delle iene. È in questo momento che Sara, la cognata di Dawit, decide di dare un contributo: ogni notte, rischiando di venire sorpresa, aiuta Dawit a raccogliere i corpi martoriati e a seppellirli lontano, sulle colline di Addis Abeba.

Hailu, nel frattempo, riceve in ospedale una paziente “particolare”: accompagnata dai militari armati, questa ragazza giovane mostra i segni di una tortura feroce. Avvolta in un sacco di plastica, ha le piante dei piedi piagate, i segni di bruciature di sigarette sulle braccia, le cosce devastate dalle scariche di corrente elettrica, il viso tumefatto e mostra segni di violenza sessuale. I militari, nervosi, obbligano Hailu a “rimetterla in sesto”; per il medico è ovvio che si tratti di una prigioniera speciale. Nei giorni che passano, Hailu fa il possibile per lei, le disinfetta le ferite, le somministra antibiotici e farmaci, ma nasce in lui l’idea che una volta riconsegnata ai militari le facciano anche di peggio. Così, prende una decisione drammatica, che cambierà per sempre la sua vita. In un momento di distrazione dei soldati, Hailu somministra alla ragazza una capsula di cianuro e la uccide. Questo gesto segnerà un punto di non ritorno e si troverà a fare i conti con il temibile Colonnello del regime.

Mickey, l’amico di Dawit, viene costretto dai suoi superiori ad uccidere i prigionieri e questo minerà la sua coscienza; tanto che va dall’amico Dawit e confessa questi crimini. Tra loro qualcosa si spezza e nulla sarà più come prima. Lily intanto, la fidanzata di Dawit, inizia a cambiare idea a proposito del regime. Smette di militare tra le file della resistenza e si allea con il Derg, il consiglio di rivoluzione. Questo perché il Derg le ha promesso una borsa di studio a Cuba.

Il Colonnello manda a prendere Hailu, per interrogarlo in merito alla morte della prigioniera. Hailu passa delle settimane in balia alle torture più atroci, privato di cibo e acqua e immerso nei suoi stessi escrementi. Quando all’improvviso, Hailu rivela al Colonnello un dettaglio che cambia tutte le carte in tavola: il corpo della ragazza era avvolto in un sacco di plastica. Il Colonnello rilascia immediatamente Hailu, che può finalmente tornare a casa.

Solomon va a trovare Dawit, che vive in clandestinità, e gli racconta che il padre è stato rilasciato. Gli spiega che è bastato il dettaglio del sacco di plastica per farlo scarcerare; la ragazza era la figlia del Colonnello, rivoluzionaria, e il padre per darle una lezione l’aveva fatta arrestare. Per un errore era però finita tra le mani di Girma il Macellaio, un uomo crudele che prima di torturare i suoi prigionieri li avvolge nella plastica per non sporcarsi. Solomon rivela all’amico che il Colonello si è ucciso. Ma ora Dawit ha una nuova missione, che non è più quella di recuperare i corpi, ma quello di uccidere un personaggio durante una parata militare. Le istruzioni sono chiare: Dawit deve sparare alla penultima Mercedes del corteo. Non deve fallire, deve uccidere quell’uomo anche a costo di sparare tutte le munizioni. Nella penultima Mercedes c’è Mickey.

Il romanzo termina con il ritorno a casa di Hailu. Stremato e ridotto ad uno scheletro ambulante, viene curato dalla nuora, Sara. L’Etiopia è in mano ai militari, allo sbando totale, e Addis Abeba precipita nel caos. Solo una grande forza di volontà e solo il coraggio di alcuni potranno far nascere una nuova Etiopia libera.

 

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