Ray Bradbury | Fahranheit 451

Mi sono finalmente decisa a leggere questo classico che da circa un annetto stazionava sul mio scaffale nella sezione non-letti. Ho intrapreso la lettura in coppia con una persona speciale, poiché anche la sua copia di Faharanheit 451 giaceva nel limbo dei non-letti.

L’incipit di Fahrenheit 451 è, a mio avviso, uno dei più belli di tutta la storia della letteratura: “Era una gioia appiccare il fuoco”. Nel romanzo, come chi anche non lo ha letto sa, la società distorta da Ray Bradbury dà fuoco ai libri per permettere alla TV di saturare i cervelli della gente con spazzatura a buon mercato, slogan invitanti, pubblicità seducente e sciocchezze a cui la maggior parte della gente crede senza battere ciglio. In Fahranheit il valore numerico 451 è riferito alla temperatura (misurata in gradi americani) alla quale la carta inizia a bruciare. La mia domanda è: invece, a che temperatura brucia un televisore?

Titolo: Fahranheit 451

L’autore: (Waukegan 22 agosto 1920- Los Angeles, 5 giugno 2012) è stato uno scrittore statunitense, innovatore del genere fantascientifico; nella sua carriera è stato anche sceneggiatore cinematografico.

Il mio consiglio: assolutamente sì.

Siamo la minoranza degli strambi che gridano nel deserto

Fahranheit 451, un classico, che più classico non si può.
Bradbury, un profeta, che più profeta non si può.
La società americana è arrivata al collasso culturale, anzichè leggere qualche libro ogni tanto li si bruciano, mentre si ascolta con reverenza ogni singola baggianata che proviene dalla TV.
Considerando che Bradbury scrisse questo libro nel 1953 è interessante notare che ha azzeccato in pieno la disfatta della nostra società. In cima alla catena culturale, l’autore ci mette i libri (ai quali aggiungerei anche il cinema, l’arte, la musica e le mostre museali) e dipinge una società che li aborra e che li ha cancellati dalla loro ‘dieta intellettuale’.
La società dove vive Guy Montag, milite del fuoco (ovvero, colui che brucia i libri dopo aver ricevuto una denuncia) è una società portata all’estremo. Nella Città di Montag è proibito leggere i libri, anche se nessuno ne sente la mancanza visto che la gente ha smesso da sola di leggere. Montag però inizia un percorso di redenzione, dove capisce che bruciare i libri non è giusto; questo processo inizia la notte in cui incontra Clarisse, una ragazzina che si definisce pazza. Qualche tempo dopo incontrerà anche Faber, un uomo che quando capita, correndo molti rischi, i libri li legge ancora.

In Fahrenheit 451 c’è il ritratto della nostra società: ragazzini e bambini che piuttosto che leggere un libro si fanno sparare addosso, ma non rinuncerebbero mai al loro programma spazzatura preferito; ci sono gli adulti che “l’ultimo libro che ho letto era i Promessi Sposi a scuola, ma manco morto oggi prenderei in mano uno di quei cosi”, però l’indice della mano è persino consumato a forza di pigiare i tasti del telecomando per fare zapping tra un canale tv e l’altro; ci sono quelle persone che leggono solo i libri del calibro di ’50 sfumature di grigio’ e si mettono la foto su facebook mentre leggono in spiaggia e gli amici gli scrivono ‘ehi, che intellettuale sei diventato!’.
Nella nostra società la cultura è stata pugnalata: sono finiti i fondi destinati alla ricerca (o forse mai stanziati), non un soldo per le mostre d’arte o per istituire le borse di merito all’università; le biblioteche pubbliche non ricevono 1 euro dalle istituzioni per comprare nuovi libri; le scuole sono luoghi tetri dove i professori premiano chi non si impegna; nelle librerie ci sono più romanzi spazzatura che in una discarica indiana; e poi ci sono quelle persone tremende che si vantano di non aver mai letto un libro in vita loro.

Fahranheit 451 è un grande classico, che più classico non si può. E’ un libro affascinante, profetico e inquietante. E’ il ritratto della nostra società che se non avremo il coraggio di cambiare, collasserà su di noi e ci renderà tutti uguali, sciocchi e ignoranti.

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