Eric-Emmanuel Schmitt | Ulisse da Baghdad

Dopo aver letto un consiglio letterario a proposito di questo romanzo, mi sono informata di più. La trama e i temi trattati sono quanto mai attuali, anzi, sono sempre di grande attualità. Il fatto di non aver mai letto nulla di Eric-Emmanuel Schmitt mi ha spinta a cercare questo libro.

Titolo: Ulisse da Baghdad
Autore: Emmanuel-Eric Schmitt (Sainte-Foy-lès-Lyon, 1960) è un drammaturgo e scrittore francese
Editore: E/O
Il mio consiglio: sì, prima di giudicare tutti i disperati che sbarcano sulle nostre coste

Mi chiamo Saad Saad, che in arabo significa “speranza speranza” e in inglese “triste triste”. A volte sono Saad Speranza e a volte Saad Triste, ma agli occhi dei più sono niente.

C’è chi nasce in Europa e chi nasce in Asia. Chi nasce in una famiglia benestante e chi nasce immensamente povero. Chi nasce in un Paese dove sa che prospererà e chi nasce in un Paese dal quale dovrà fuggire.
Ulisse da Baghdad” è la storia di Saad Saad, un ragazzo iracheno che deve abbandonare il suo Paese per cause indipendenti dalla sua volontà; è infatt la dittatura di Saddam Hussein ad aver messo a dura prova l’Iraq, portandolo lentamente alla rovina.

La Prima Guerra del Golfo, quindi dieci anni di embargo hanno distrutto un Paese già duramente provato da anni di tirannia. A seguire, nuovamente un attacco americano e la Seconda Guerra del Golfo, la caduta della dittatura di Saddam, la sua impiccagione e il tentativo di costruire una democrazia su modelli americani.

Saad dopo aver subito diversi lutti, il nostro moderno Ulisse, spinto dalla madre lascia l’Iraq per cercare fortuna altrove. Senza soldi ma con tante speranze, Saad si unisce a dei trafficanti di opere d’arte e arriva al Cairo. Qui la dottoressa Circe delle Nazioni Unite gli nega lo status di rifugiato politico, e con l’amico Bub fugge di nuovo.

Arriva a Tripoli assieme al tour delle cantanti Le Sirene e finalmente s’imbarca su un barcone di disperati, alla volta dell’Italia. Raggiungono Malta e li fanno sbarcare, un poliziotto lo interroga per molto tempo ma Saad non dichiara le generalità, dice di chiamarsi Nessuno. Bub e Saad non mollano, e nonostante le difficoltà di un altro viaggio in mare arrivano a Lampedusa. Saad conosce e inizia ad amare Vittoria, la maestra siciliana, ma in realtà il suo cuore è ancora legato alla sua fidanzata, rimasta per sempre in Iraq.

È un lungo viaggio quello di Saad, un moderno Ulisse che in questo caso però non fa ritorno in patria, a Itaca, ma dalla patria fugge. Accompagnato dal saggio fantasma di suo padre, che compare nei momenti più drammatici del viaggio, Saad incontra personaggi che ricordano molto l’Odissea di Ulisse. La storia è molto triste, intrisa però di speranza e amore, e la tecnica narrativa di Eric-Emmanuel Schmitt rende il romanzo scorrevole e a tratti ironico. Si capisce l’estremo disagio che porta tutte queste persone in Europa alla ricerca di qualcosa di migliore.

È necessario mettere da parte l’egoismo umano: sarà fondamentale nel futuro prossimo iniziare a rispettare e a capire “il diverso” e non farci solo spaventare.

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